PNRR, fallimento dei progetti per superamento dei ghetti: a Carpino unico intervento rilevante arrivato a gara

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Quando anche febbraio sta per essere archiviato e mancano ormai solo pochi mesi alla scadenza dei termini per l’attuazione delle opere finanziate dal PNRR, emerge tutta l’amarezza per l’occasione unica che è stata persa per cancellare l’immane vergogna dei ghetti di Capitanata contrastando l’odioso fenomeno del caporalato e il connesso sfruttamento lavorativo in agricoltura. L’Attacco sin dallo scorso anno evidenziò come solo i progetti più piccoli avrebbero visto la luce, mentre non sono mai nemmeno partiti gli interventi più rilevanti relativi a Manfredonia, Cerignola, San Severo. Ora a dirlo è la Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei conti, lanciando l’allarme sul concreto rischio di perdere gran parte delle risorse assegnate. È “del tutto insufficiente” la gestione dei fondi PNRR e PNC destinati in Puglia ai Piani urbani integrati per il superamento degli insediamenti abusivi e il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Secondo quanto emerge dall’analisi dei magistrati contabili, il quadro è segnato da “criticità procedurali e organizzative” tali da compromettere il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza entro le scadenze previste. L’indagine ha riguardato oltre 114 milioni di euro assegnati agli enti locali pugliesi, più della metà dei 200 milioni stanziati a livello nazionale per l’intero progetto. Tuttavia, allo stato attuale, solo il 9% delle risorse – pari a circa 11,7 milioni di euro – finanzia interventi in corso privi di rilevanti criticità. Ben più consistente è la quota a rischio: l’80% del finanziamento complessivo, oltre 90,3 milioni di euro destinati ai Comuni di Cerignola, Manfredonia e San Severo, riguarda interventi che hanno accumulato ritardi significativi, tali da esporli a un “concreto rischio di perdita del finanziamento e di mancato raggiungimento degli obiettivi”. A questo si aggiunge un ulteriore 11% di risorse – oltre 12,1 milioni di euro – già oggetto di rinuncia da parte degli enti beneficiari. Le situazioni più critiche si registrano in provincia di Foggia. Definito “emblematico” il caso del Comune di Manfredonia, destinatario di oltre 53,6 milioni di euro per l’area di Borgo Mezzanone: il progetto risulta ancora fermo alla fase istruttoria e ha subito una drastica rimodulazione, con la riduzione dei posti letto previsti da 4.000 a 1.250. 

La Corte dei conti sottolinea inoltre che i continui ritardi e le rimodulazioni potrebbero non solo impedire il conseguimento dei target PNRR, ma anche comportare la necessità di valutare eventuali profili di responsabilità per l’utilizzo di risorse pubbliche in spese di progettazione o di avvio di progetti poi rivelatisi inutili. Un quadro che, secondo i giudici contabili, impone un’immediata inversione di rotta per evitare la perdita di oltre 102 milioni di euro e il fallimento di un intervento strategico per il superamento dei ghetti dei braccianti e il contrasto al caporalato in Puglia. 

Ebbene, l’unico intervento di importo plurimilionario oggetto di fare concluse o in via di svolgimento è quello riguardante la piccola Carpino, dove la proposta è stata relativa a venti immobili di proprietà privata da acquistare o in comodato d'uso, e spazio pubblico annesso, per 200 posti letto con un finanziamento di 4.583.295,30 euro. Dapprima, a novembre scorso, è stato aggiudicato, tramite gara della Stazione unica appaltante della Provincia di Foggia, l'affidamento dei servizi di progettazione relativi ai lavori di manutenzione straordinaria di vari immobili siti nel centro abitato per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. 

Una piccola procedura da 191.201,47 euro, vinta dal rtp (raggruppamento temporaneo di professionisti) Maccarone-Di Maggio-D’Avolio per un importo di aggiudicazione totale pari a 181.096,47 euro. Mentre il 12 febbraio scorso è stata pubblicata la gara SUA avente ad oggetto i lavori, importo di partenza 3.396.742,79 euro e scadenza fissata per il 2 marzo prossimo. Una corsa contro il tempo. 

“Ai fini dell’assegnazione delle risorse finanziarie, le amministrazioni beneficiarie erano tenute a presentare un Piano d’azione locale che riepiloghi il set di interventi da realizzare per il superamento degli insediamenti abusivi individuati in ciascun territorio comunale entro il 12 dicembre 2022”, spiega il rup e responsabile del settore lavori pubblici del Comune di Carpino, l’architetto Marco Stefania

“Il Comune di Carpino, a novembre 2022, emise un avviso pubblico volto a recepire una formale messa a disposizione di immobili siti nel centro abitato, destinati ad un comodato d’uso ventennale. Ci fu un ottimo riscontro da parte della cittadinanza e sono state recepite numerose istanze che consentiranno, a seguito della ristrutturazione degli immobili oggetto di messa a disposizione, il superamento degli insediamenti abusivi”. 

A dicembre 2024 fu trasmesso il P.A.L. ulteriormente aggiornato e il commissario straordinario Maurizio Falco trasmise la bozza dello schema di convenzione, formalmente accettata dall’ente municipale. Poi, a gennaio scorso il Comune chiese la preventiva e formale autorizzazione a procedere con la modifica e rimodulazione degli stanziamenti finanziari previsti dal Piano di Azione Locale (PAL) approvato a dicembre 2024, rimodulazione autorizzata dal commissario straordinario in materia di superamento degli insediamenti abusivi e contro lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. 
Il bando prevede la realizzazione in 113 giorni, ma ci potrà essere un ribasso temporale del 10%. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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