Atti amministrativi, sospensioni, varianti, proroghe, richieste di chiarimento, e tutto è diventano più grande del cantiere da cui sono partiti. Le ex Fabbriche di San Francesco sono un luogo fisico trasformato in un simbolo di inefficienza, un progetto per i giovani dissolto, un intervento da 300.000 euro che oggi rappresenta una delle pagine più amare della recente storia cittadina. La determina dell’11 marzo scorso firmata dal dirigente ai Lavori pubblici Michele Prencipe ha aggiunto un nuovo capitolo a questa vicenda: una proroga di 65 giorni per completare i lavori e l’autorizzazione a un subappalto da 125.000 euro alla Generaledil di Trani. Un atto che, letto da solo, sembra un normale passaggio tecnico. Ma in realtà dietro c’è quello che nessuno ha raccontato. La versione ufficiale è nota. I lavori hanno accumulato ritardi significativi, tanto da impedire ad Arci Viceversa di rispettare i tempi previsti all’atto dell’adesione al progetto Galattica. La Regione Puglia era stata informata, e il caso di Manfredonia era diventato emblematico, quasi un paradosso: uno dei primi spazi ad aver aderito alla rete dei “Luoghi Comuni” e uno dei primi a non poter attivare Galattica per cause indipendenti dal soggetto attuatore. La variante progettuale approvata sul finire nel 2025 aveva ulteriormente allungato i tempi, modificando il quadro economico e richiedendo nuove verifiche. Ma non è tutto. Anzi, la parte più rilevante è ciò che è accaduto dopo l’approvazione della variante. La ditta appaltatrice - la Milkorì Group S.r.l., nota anche per la realizzazione del nuovo piazzale Diomede - sarebbe risultata negativa al DURC. Un evento gravissimo per qualunque impresa, ma devastante quando si lavora con la pubblica amministrazione. Significa che l’azienda non è in regola con i contributi e, di conseguenza, non può proseguire i lavori. Questo elemento – riferito da fonti confidenziali - avrebbe generato un effetto domino che ha paralizzato il cantiere. L’impossibilità di procedere con la posa in opera delle lavorazioni previste, la necessità di individuare un nuovo soggetto per completare l’opera, le sospensioni ripetute, i rallentamenti nella liquidazione degli acconti – pare che a Milkori sia stato chiesto più volte di procedere con anticipazioni di cassa -, le tensioni crescenti tra impresa e Comune. Tutto si è intrecciato in una spirale che ha reso impossibile rispettare i tempi.
La determina dirigenziale parla di una richiesta di risoluzione contrattuale da parte della ditta, datata 18 dicembre 2025, ma non spiega il contesto. E non potrebbe farlo: un DURC negativo è un dato sensibile, che difficilmente un ente inserisce in una determina pubblica. Eppure è proprio questo il nodo che avrebbe bloccato tutto.
Quando, nella determina, si legge che la Milkorì Group ha chiesto di subappaltare a Generaledil “parte dei lavori relativi alle opere edili ricadenti nella categoria OG2”, si può utilizzare una seconda chiave di lettura. Il subappalto non è stato una scelta discrezionale, invece è l’unico modo per far ripartire un cantiere che l’appaltatore non può più eseguire direttamente.
La determina autorizza Generaledil a eseguire lavorazioni per un importo fino a 125.000 euro, praticamente una grossa parte del contratto, considerando che, come riportato nell’atto, solo il 20% dei lavori è stato completato. Il Comune, sentiti RUP e Direzione Lavori, ha ritenuto “vantaggiosa” la proroga di 65 giorni. In realtà, senza subappalto il cantiere sarebbe rimasto fermo per mesi.
“Non mi piace nutrirmi di speranza perché non ci credo, tuttavia l’unica speranza che posso nutrire è che questa sia una definitiva accelerata per restituire alla pubblica fruizione uno spazio così importante”, è il commento di Michele Nenna quando apprende da l’Attacco della proroga per concludere i lavori.
Il referente operativo del progetto “Galattica – Rete Giovani Puglia” per Arci Viceversa è una delle persone che più hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze della chiusura prolungata dell’immobile. Conosce lo spazio, conosce la storia, conosce i ragazzi che lo frequentavano e quelli che avrebbero voluto frequentarlo. La sua riflessione si apre in una denuncia lucida e accorata quando annota che “i ragazzi di oggi, sedicenni, diciottenni, ventenni, non hanno realmente un posto di aggregazione per fare animazione culturale e sociale. Questo è follia. Una città come Manfredonia non se lo può permettere”.
Il rammarico è tanto perché “c’è in atto tutta una serie di avvisi pubblici cuciti addosso per quel disegno che Arci Viceversa aveva in mente di realizzare nelle ex fabbriche. E non erano attività estemporanee. Invece, con la rinuncia a Galattica 1 abbiamo perso automaticamente Galattica 2, e a settembre partirà Galattica 3. È da folli”.
“Per me, questa è una delle pagine più tristi della nostra città in tema di politiche giovanili. Abbiamo girato le spalle alla città, alla nuova generazione”.
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