Piazza Cavallotti, Marino: “Scavo concluso entro fine mese”. di Lullo smentisce rischio crollo “de Amicis”

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A distanza di circa un anno dall’avvio dei lavori per il parcheggio interrato di Piazza Cavallotti a San Severo, il timore dell’instabilità dello storico edificio scolastico “de Amicis”, antistante alla piazza, serpeggia tra i genitori degli studenti. A seguito di allarmismi creati da alcuni post e fotografie condivisi sui social che hanno presunto il rischio di crollo della struttura a causa dei lavori all’interno del cantiere, la Sindaca Lidya Colangelo ha indetto un incontro pubblico, tenutosi giovedì scorso presso la Sala Consiliare del Comune, alla presenza del dirigente scolastico Anna Maria Troiano, del Consiglio d’istituto, dei genitori degli alunni frequentanti la scuola e di quelli interessati dalle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. “Questo momento serve per stemperare gli animi, per leggere i documenti ufficiali e per dire una cosa: dalla giornata di domani (ieri, ndr) partiranno le querele, perché il procurato allarme, la diffamazione nei confronti di alcune persone e dei tecnici sono reati molto gravi – ha detto la Sindaca –. Sono venuti i Carabinieri del nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Bari e si sono fatti una sonora risata davanti ad un esposto di qualche persona che diceva che un filo di ferro avesse divelto una colonna di marmo e cemento. Non siamo più disposti a tollerare le persone che scrivono ogni giorno sui social che la scuola sta crollando. Non sono più disposta a barattare la sicurezza dei vostri figli con le parole di questa mala gente – ha concluso –. Bloccare questo cantiere significa non riuscire a terminarlo nel tempo stabilito, significa mandare indietro i soldi all’Unione Europea, significa lasciare quel buco per sempre”. Anche la dirigente Troiano, sulla falsariga delle dichiarazioni di Colangelo, ha invitato ognuno ad occuparsi del proprio ruolo per lasciare lavorare serenamente i tecnici, e rassicurato i genitori sullo stato dell’edificio. “Abbiamo effettuato anche delle varianti rispetto al progetto iniziale – ha affermato l’assessore ai Lavori Pubblici, Pierluigi Marino –. Saranno unificati il piazzale antistante alla scuola e la piazza, rendendo l’area non carrabile. Abbiamo anche ampliato gli alberi, contrariamente a chi dice che li avessimo rimossi”. L’assessore ha poi annunciato: “Lo scavo sarà concluso entro fine mese e, in seguito, si partirà con la fase definitiva”. Tuttavia, quello che giunge da fonti vicine a l’Attacco racconta una realtà diversa dalle comunicazioni ufficiali. Infatti, la fine degli scavi parrebbe poter slittare ancora, anche oltre il mese di aprile.

“È il cantiere più vigilato di quelli che negli ultimi 35 anni di carriera ho potuto in qualche maniera gestire: ci sono stati due esposti alla Soprintendenza, un esposto ai Carabinieri, due esposti ai Vigili del Fuoco e otto segnalazioni attraverso gli organi di stampa – ha asserito il dirigente di Area IV, Benedetto di Lullo –. Tutti questi interventi hanno comportato un ritardo sui lavori stimabile in circa 90 giorni, perché sia la Soprintendenza che i Carabinieri hanno disposto la sospensione dei lavori, salvo poi chiaramente rendersi conto che era tutta un’informazione errata e fatta in maniera dolosa”.

L’ingegnere ha fatto poi chiarezza sul paventato rischio crollo. “Qualcuno ha sostenuto che ci fossero problemi di crollo, nulla di più falso – ha aggiunto –. Semplicemente, erano quattro o cinque transenne di lamiera, ancorate a dei tubolari, a loro volta infissi nel terreno, che a seguito della pioggia hanno avuto dei cedimenti tubolari e si sono portate dietro la recinzione. Non ci potrà mai essere, da un punto di vista fisico, alcuna demolizione o problemi di carattere strutturale, per la semplice ragione che siamo andati giù di una profondità pari a quella della scuola. Non siamo andati quindi ad una profondità tale da poter interessare quello che si chiama, tecnicamente, il bulbo delle pressioni. Per cui, non abbiamo intaccato nessun tipo di interferenza strutturale”.

di Lullo, infine, ha spiegato quello che è stato il rapporto consegnato dai Vigili del Fuoco successivamente alle verifiche tecniche. “A seguito dell’ultimo esposto, anch’esso anonimo, abbiamo chiesto l’accesso agli atti. Nel frattempo, c’è stata un’ulteriore verifica da parte dei Vigili del Fuoco. Nella giornata di ieri (mercoledì, ndr) sono pervenuti in forza, pensando che ci si trovasse di fronte ad una situazione di evidente crollo o di dissesto strutturale – precisa –. Sono state fatte delle rilevazioni ed è stato consegnato un rapporto, che definisce come “dalla suddetta ispezione non si evincevano segni di cedimento strutturale e/o lesioni alle strutture portanti dello stesso, ma si riscontrava un evidente stato di ammaloramento degli intonaci esistenti, causati verosimilmente da copiose infiltrazioni di acqua piovana proveniente dall’esterno”, in questo passaggio fa riferimento agli intonaci dei piani superiori e alle infiltrazioni del tetto, che nulla hanno a che vedere con il cantiere”.

In chiusura, gli animi si sono accesi. I genitori si sono detti parzialmente convinti delle spiegazioni offerte dai relatori, contestando anche i toni alterati dell’ingegnere. La paura, seppur mitigata, resta.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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