Provincia, il potere di dirigenti e funzionari. Gli errori nei casi Fusco e Caroprese

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Il caso dei concorsi per 10 amministrativi e tecnici, con le sue mille polemiche e i ricorsi al TAR, è quello che negli ultimi mesi ha fatto finire la Provincia di Foggia nell’occhio del ciclone, sebbene in seno all’ente scarichino le eventuali responsabilità su chi ha materialmente gestito le procedure, ovvero la barese SeleTek srl.

Una vicenda non ancora conclusa, visto che dalla fine del 2021 si attende la pubblicazione della graduatoria del concorso per amministrativi categoria C a firma del funzionario Giuseppe Diella.

Ma la tecnostruttura di Palazzo Dogana più costantemente monitorata dal mondo imprenditoriale è quella che si occupa di appalti, lavori pubblici, ambiente e territorio, edilizia scolastica.

Gli appalti e contratti sono gestiti dall’ingegnere Giuseppe Cela, diventato negli scorsi anni con l’allora presidente Francesco Miglio (sindaco di San Severo) responsabile della SUA, la Stazione Unica Appaltante. Per ambiente e territorio è dirigente Giovanni D’Attoli, in pensione da maggio prossimo.

Nelle scorse settimane è stato reso noto l’esito della procedura selettiva pubblica per la copertura di due posti di dirigente tecnico a tempo pieno e determinato, ex art. 110, comma 1, D.Lgs. n. 267/2000. Il presidente Nicola Gatta ha individuato “le professionalità più idonee cui conferire l’incarico” in Cela e nell’architetto Angelo Iannotta (ex sindaco di Mattinata, il quale si è occupato di viabilità, grandi infrastrutture, dissesto idrogeologico, difesa idraulica ed edilizia sismica). Il contratto durerà fino alla scadenza del mandato elettivo di Gatta. La viabilità è il settore anche dell’ingegnere Michele Scapato (fratello dell’avvocato ed ex presidente del consiglio comunale foggiano Giulio) e dei geometri Florio e Argentino. Mentre l’edilizia scolastica è da anni di competenza di Denise Decembrino. Tra le nuove leve arrivate lo scorso anno a Palazzo Dogana ci sono Daniele Gelato e Giacomo La Ferrara, freschi vincitori del concorso per istruttori direttivi tecnici categoria D. Il primo, trentenne ingegnere candelese, è inserito nella segreteria tecnica che sta lavorando al PNRR; La Ferrara lavorava presso il Comune di Monteleone e con l’articolo 110 (dunque a tempo determinato) arrivò tramite convenzione anche al Comune di Candela, poi mesi fa vinse il concorso ministeriale approdando a Palazzo Dogana.

A guidare la tecnostruttura di Palazzo Dogana è il segretario generale Giacomo Scalzulli, che prima fu segretario comunale a San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico, Faeto, Castelluccio dei Sauri, Troia, Candela, Torremaggiore. Una macchina amministrativa non esente da intoppi ed errori, come dimostrano alcuni episodi recenti.

Il primo riguarda la gara da 778.338 euro per la “individuazione di un soggetto attuatore per la prosecuzione dei servizi di organizzazione e gestione delle attività di accoglienza, tutela e integrazione a favore di richiedenti/titolari di protezione e dei loro familiari di cui al sistema di protezione internazionale (SIPROIMI) Progetto adulti Provincia di Foggia”.

Un caso rivelato da l’Attacco a giugno 2021, quando l’ente annullò l’intera procedura a causa di un macroscopico conflitto di interessi: il padre membro del seggio di gara, la figlia dipendente dell’impresa aggiudicataria. Entro la scadenza del 25 gennaio 2021 giunsero 5 offerte di operatori economici. Il giorno successivo il seggio di gara fu nominato da Cela, che scelse come RUP Antonio Fusco, funzionario del Servizio Civile della Provincia. La procedura si concluse il 19 febbraio scorso con la proposta di aggiudicazione al concorrente primo classificato, la lucerina Mondo Nuovo Associazione di Promozione Sociale.

La seconda classificata, il Consorzio Matrix Cooperativa Sociale, a fine marzo però presentò ricorso al TAR Puglia, TAR che rilevò come la procedura fosse viziata da un chiaro conflitto di interessi. Il riferimento era al lucerino piddino Fusco e a sua figlia Alessandra Pia, che lavora per conto dell’aps lucerina. Cela annullò tutto, ma anche quella decisione è stata ritenuta sbagliata (“una scelta sproporzionata”) dal giudice amministrativo.

Da qui il dietrofront ulteriore del 23 dicembre, quando Cela ha aggiudicato la gara al Consorzio Matrix. La Provincia è stata inoltre condannata a pagare al Consorzio 2mila euro.

Il secondo caso riguarda la sentenza con cui il TAR Puglia ha accolto il ricorso dell’imprenditore Giuseppe Caroprese, il quale si era visto annullare dalla Provincia l’aggiudicazione della gara, di complessivi quattro lotti, per la conclusione di un “Accordo Quadro con un unico operatore per la manutenzione straordinaria della viabilità provinciale”. L’appalto andato a Caroprese valeva oltre 1,3 milioni di euro.

L’intera procedura fu annullata dall’ente a giugno, quando la Provincia stabilì, aderendo al parere reso dal MEF circa le modalità di utilizzo dei fondi ministeriali per l’emergenza Covid, di modificare il Programma Triennale dei Lavori Pubblici Annualità 2021, cancellando dall’elenco annuale dei lavori la “Manutenzione Straordinaria della viabilità provinciale”, stante la mancata copertura finanziaria. Venne meno anche l’aggiudicazione a Caroprese, che si è rivolto al TAR chiedendo anche il risarcimento danni per i costi già sostenuti.

Il ricorso è stato accolto, gli atti impugnati sono stati annullati ed è stato riconosciuto il risarcimento dei danni, sia pur in forma più limitata rispetto a quanto chiesto dall’impresa. La Provincia (condannata alle spese del giudizio per 1.500 euro) dovrà adesso accordarsi con Caroprese sulla quantificazione del risarcimento, sulla base dei criteri stabiliti nella sentenza, o l’imprenditore potrà chiedere la nomina di un commissario ad acta.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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