Baracche e rifiuti del campo nomadi di via San Severo, Magno ordina la bonifica ai proprietari

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

La commissione straordinaria in carica al Comune di Foggia prova a scrivere la parola fine alla vergogna di via San Severo, dove da decenni diverse famiglie vivono in baracche e tuguri, in condizioni indegne.

I commissari Marilisa Magno e Sebastiano Giangrande hanno ordinato ai proprietari o ai titolari di diritti reali o personali di godimento dei terreni dove tali baracche sono situate la bonifica e il ripristino dello stato dei luoghi mediante impresa specializzata iscritta all’Albo dei gestori ambientali.

Ciò dovrà avvenire entro 45 giorni dalla data di notifica dell’ordinanza; decorsi tali termini e accertata, da parte del Comando di Polizia locale, l’inottemperanza all’ordinanza, l’amministrazione comunale procederà in danno, con rivalsa in capo ai destinatari del provvedimento. Insomma, o costoro demoliranno le baracche oppure se ne occuperà il Comune a spese dei primi.

Dall’ultimo accertamento da parte della Polizia locale, avvenuto lo scorso 23 dicembre, sulla presenza e consistenza dei campi nomadi nel territorio della città capoluogo, è emerso che nel sito di via San Severo, a nord dell’area urbana, ci sono “elevate quantità di rifiuti di varia tipologia, baracche e tuguri con le medesime caratteristiche” e vivono 15 nuclei familiari per un totale di circa 55 persone di cui 25 minori.

Nel corso degli anni il sito è stato più volte oggetto di attività di accertamento e indagine a causa di vari incendi, a seguito dei quali la Polizia locale ha inoltrato informativa all’Autorità Giudiziaria in relazione ai pericoli per la pubblica e privata incolumità.

Una situazione non più tollerabile, specie dopo le tragedie che si sono verificate proprio in Capitanata nei campi nomadi. Il Comune di Foggia è risalito ai proprietari di quel compendio immobiliare grazie al Catasto fabbricati ed è a quelle persone che ora è giunto l’ordine di Magno, alla luce della “urgenza di dover procedere alla bonifica del sito e al ripristino dello stato dei luoghi al fine di scongiurare l’insorgenza di emergenze sanitarie e di igiene pubblica”. I commissari sottolineano le ragioni di celerità e che la legge prevede la “emanazione di provvedimenti contingibili e urgenti al fine di eliminare i rischi che minacciano la pubblica e privata incolumità dei cittadini”, come pure il divieto dell’abbandono e del deposito incontrollato dei rifiuti sul suolo e sottosuolo, imponendo a chiunque violi tali divieti di “procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo”.

Riusciranno i commissari nel proprio intento? E’ pessimista l’ex candidato sindaco ed eletto di minoranza Giuseppe Mainiero.

“La situazione di via San Severo è antica, risale ai tempi dell’amministrazione Ciliberti, se non sbaglio”, afferma Mainiero a l’Attacco. “Andava risolta anni fa, quello dei commissari è un atto dovuto e necessario. Quelle baracche furono volute dal Comune, ora mi attendo l’opposizione dei proprietari. Voglio far notare che tramite soluzioni come questa di via San Severo, cioè tramite una gestione emergenziale dell’emergenza abitativa, il Comune di Foggia ha speso milioni di euro, soldi che potevano e anzi dovevano essere utilizzati per costruire case vere. Tra il 2000 e il 2010 il Comune ha impegnato non meno di 1,5 milioni di euro l’anno per questo. Ricordo inoltre che l’ex sindaco Paolo Agostinacchio sottrasse allo IACP, l’odierna Arca Capitanata, suoli che erano destinati nel PRG alla costruzione di case e che andarono a favorire iniziative private. Oggi, in piena gestione commissariale del Comune e in continuità con l’amministrazione Landella, si continua peraltro a costruire ed ampliare insediamenti abitativi abusivi, basta vedere cosa succede a Borgo Croci”. Mainiero chiede, infine, che ne è degli 8 appartamenti realizzati da Meridiana srl in corso del Mezzogiorno per darli al Comune. “Sono da un anno pronti, sono stati liberati dagli occupanti abusivi. Perché il Comune non se li prende? Sarebbero case per otto famiglie, non poco”.

“Se l’intervento dei commissari sarà mirato alla soluzione igienico-sanitaria va bene”, commenta a l’Attacco Paolo Belmonte, ex presidente dello IACP di Foggia e oggi membro della commissione provinciale ERP (edilizia residenziale pubblica).

“Ma pensare di abbattere le baracche senza una soluzione alternativa per gli attuali occupanti è difficile se non irrealizzabile. Se i destinatari di tale ordinanza non dovessero ottemperare, peraltro, incorrerebbero nel reato previsto dall’art.650 del codice penale, ovvero l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Quando nel 1999 procedemmo all’abbattimento delle baracche di Borgo Croci, d’intesa col Comune, lo IACP da me presieduto mise a disposizione per la bonifica di Borgo Croci 100 alloggi, pari alle baracche che il Comune in contemporanea faceva abbattere. Soltanto allora si diede una casa più decorosa ai meno abbienti, dopo di allora solo promesse e nessun’altra soluzione effettiva. Quindi, è questo il vero problema, al di là dei proclami fatti in passato con impegni a tutt’oggi disattesi da parte di chi dei bei sogni fa un tornaconto elettorale. Insomma, per i commissari le criticità da risolvere, ereditate dalla politica, sono molteplici. Nessuno vorrebbe vivere in una baracca, ma se chi dovrebbe impegnarsi ad evitare certi disagi è distratto a fare altro il risultato è questo”, conclude Belmonte.

“La solita logica, la mancata prevenzione per evitare questi fenomeni, poi una volta consolidatosi il malcostume si vuole correre ai ripari ma non è così che dovrebbe funzionare”.

A Magno si pone anche un ultimo interrogativo: quando si assegnano i pochi alloggi realizzati dal 2002 ad oggi si controlla se l’assegnatario non lo è già stato in passato e ha ceduto l’alloggio?

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet