Comunali 2023 a Foggia, a caccia di nomi con cui lanciare un messaggio allo Stato

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Ufficialmente tutti si limitano a dire, a Foggia, che manca ancora troppo tempo per le elezioni comunali del 2023 e che qualunque ragionamento su ipotetici candidati sindaci è del tutto prematuro. “C’è dapprima da pensare ai 13 Comuni al voto a giugno e poi alle politiche”, ricorda un big del centrosinistra. I cittadini del capoluogo daunio non torneranno alle urne prima di novembre 2023, considerato che ad agosto scadranno i due anni di commissariamento per mafia (dopo la proroga, di prassi, ai 18 mesi disposti col DPR dell’estate 2021). Ma in realtà su come presentarsi agli elettori per vincere, dopo le due sconfitte rimediate nel 2014 e nel 2019 contro Franco Landella, il centrosinistra sta già riflettendo e circolano da tempo i rumors sui nomi cui si starebbe pensando.

Appare evidente il tentativo di tracciare un identikit che piaccia allo Stato e mandi un messaggio chiaro alle istituzioni: un profilo legalitario, pescato nella società civile e nella Foggia più impegnata. Magari una donna, come Daniela Marcone e Donatella Curtotti. Le indiscrezioni relative alla prima, vicepresidente nazionale di Libera, si rincorrono da parecchio tant’è che oggi le persone a lei vicine ne sarebbero anche infastidite. Il braccio destro di don Luigi Ciotti, la figlia appassionata e combattiva di Francesco Marcone (il direttore dell’Ufficio del Registro ucciso dalla Società foggiana), la persona che con l’associazione sta seguendo come parte civile i processi di mafia attualmente in corso, da Decimazione a Decimabis. E’ invece molto più recente l’ipotesi che conduce a Donatella Curtotti, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia, inventrice del corso di Scienze Investigative. Avrebbe invece fatto sapere di non essere disponibile Gianluca Ursitti, presidente dell’Ordine degli avvocati di Foggia, cui il Pd aveva mesi fa proposto di considerare la possibilità di correre per Palazzo di città.

C’è di certo adesso più ottimismo rispetto al passato, quando le coalizioni di centrosinistra guidate dal piddino ed ex presidente dell’Ordine degli architetti Augusto Marasco prima e dall’ingegnere Pippo Cavaliere (ex presidente della Fondazione antiracket e antiusura Buon Samaritano, oggi nel comitato per le vittime di estorsione e usura) si sono schiantate contro il centrodestra landelliano. Ma gli ultimi due anni hanno ridotto in macerie lo schieramento avverso e tuttora pende il processo penale sui presunti accordi corruttivi che coinvolge l’ex sindaco e buona parte della sua decaduta maggioranza. Cavaliere resta della partita, come dimostra la sua assidua presenza ad ogni manifestazione e su ogni notizia di cronaca che riguarda la città. Ma che sia la volta di una donna stavolta?

“Non è una questione di genere”, spiega a l’Attacco Gianni De Rosa, storico democratico oggi coordinatore dei civici emilianisti. “Marcone, Ursitti e Curtotti sono personalità straserie e pienamente rappresentative della legalità. Ma prima che parlare di nomi è giusto ragionare di metodi e criteri”. Dopo l’accordo politico stretto per le elezioni provinciali, anche per le comunali 2023 si proverà a lavorare sulla base dell’alleanza tra Pd, civici di Emiliano, M5S e Articolo 1. Diverse associazioni stanno sollecitando il dibattito sulla ripartenza della città, da Libera a Tracce, fondata dall’ex presidente di Accademia e Fondazione dei Monti Uniti Francesco Andretta e dal nefrologo Gianni Pompa, realtà che ha chiesto tavoli di discussione nei giorni scorsi. “Deve essere naturale e scontato incentrare la nostra proposta sulla legalità”, continua De Rosa. “I partiti sono in crisi dappertutto, idem le organizzazioni di categoria. Ogni giorno qui ci si sveglia sperando che la magistratura possa compiere dei miracoli, quando essa stessa ha seri problemi al proprio interno. Io non ho alcuna intenzione di ricandidarmi, ma posso essere di supporto per la costruzione di un’offerta nuova, non solo nel candidato sindaco ma nel complesso per tutte le liste. Ci sono, invece, persone di 70-80 anni che non vogliono essere “fatti fuori”, come lamentano, quando dovrebbero lasciare spazio ad altri. E sia chiaro: cappelli sulla sedia non deve metterne nessuno in questa fase. Spero che anche il centrodestra faccia riflessioni attente sui metodi coi quali stavolta comporre le liste”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet