Le belle vetrine in centro non sono più garanzia di successo. Le (vincenti) pagine social di Yndako e Fiordispini

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Dal fare acquisti on line all’osservare sui social quello che si andrà a comprare personalmente nei negozi in centro il passo è breve. Anzi, brevissimo. Se a questo

aggiungiamo i cambiamenti nello stile di vita dettati dallo smart working e lo stato di ipnosi collettiva che ci tiene incollati per ore alle pagine Facebook e Instagram, ben si comprende quanto vincente possa essere la scelta di quei negozianti che hanno deciso di metterci la faccia e dialogare direttamente con la propria clientela, indossando abiti o descrivendoli, con tanto di informazioni su costi, vestibilità e materiali.

È il caso di Jessica Abatescianni, 45 anni, da 20 alla guida del suo Yndako, in Vico de Rosa 2, piccolo negozio con una forte fidelizzazione composta da donne che a furia di frequentarlo sono diventate amiche tra loro, trasformando la sua vetrina in un punto d’incontro e prestandosi a fare le modelle quando c’è da pubblicizzare un piumino o un tailleur.

“Ho cominciato 5 anni fa a reclamizzare i miei capi sui social”, racconta Jessica. “Non è stato facile perché all’inizio non ne avevo nessuna voglia. La mia concezione del commercio era più tradizionale, e poi non amo apparire e non posto nulla sulla mia vita privata. Allo stesso tempo però uso i social per guardare negozi di altri, seguire la moda. Così, a furia di gironzolare su Instagram, ho visto che molte boutique facevano video in prima persona, con la titolare o una commessa, che indossando gli abiti li mostravano alle clienti. Decisi di provare anche io. Le prime volte fu tragico! Per fare un singolo video impiegavo tantissimo tempo. Li buttavo via tutti. Mi guardavo e non mi piacevo. Fino a quando alla fine, stremata, decidevo di postare quello che ritenevo più accettabile. Oggi le cose sono molto cambiate. Per fare un video ci metto due minuti e neanche lo guardo. Sento dentro di me che è andata bene e lo posto direttamente”.

Jessica racconta di risultati impressionanti già da subito e di vendite aumentate notevolmente. Ricorda clienti che pur essendo state in negozio il giorno prima, non avevano notato quel capo che avevano poi deciso di acquistare dopo averlo visto indossato e descritto nei particolari. “Mi dicono che vedere gli abiti accessoriati fa un altro effetto”, continua. “È una cosa bella, che mi riempie di gioia. Le soddisfazioni non sono solo economiche, ma anche personali, giacché le clienti apprezzano il modo in cui vesto i capi. A volte ho ricevuto richieste di indossare per altri. Non le ho prese sul serio, ma se un giorno un’azienda mi chiedesse di farlo direi di si. Certo, sarebbe un altro mestiere. Ma al lavoro non si dice mai di no”.

E dunque da 5 anni le visualizzazioni di Yndako sono schizzate a dismisura, così come le vendite.

Stesso risultato per Irene Fiordispini, del negozio omonimo in via Santa Maria della Neve. “È dall’87 che ho aperto “, racconta. “A ridosso della pandemia ho cominciato a fare video per mostrare la mia merce. La gente non poteva uscire e anche il rito della passeggiata era compromesso. Così ho cercato un dialogo diverso con le clienti che in breve tempo sono aumentate moltissimo. Grazie ai miei video oggi vendo anche in provincia, a Modena, a Milano. Ho uno spedizioniere proprio qui di fianco, e quando sono sicura che l’abito possa stare bene alla persona che me lo richiede lo invio. Finora non mi è tornato indietro nulla”.

Irene ha cominciato per gioco, con qualche amica che passava di lì e che col tempo si è prestata più seriamente a fare la modella. Dapprima le foto e poi i video in prima persona, che funzionano molto meglio. “Col virus si aveva paura ad entrare nei negozi, così ho cominciato a descrivere i capi nei particolari. Oggi faccio circa due video a settimana, non appena ho un poco di tempo. Adesso propongo la merce in saldo, ma a breve arriverà il nuovo e le amiche stanno già aspettando”.

Prima un video sulle gonne lunghe, poi un altro sugli abiti, un terzo sulle mantelle e così via. I capi velocemente si vendono e la vetrina supera i confini della strada, per raggiungere la provincia, i dintorni, le città lontane. “Essendo in via santa Maria della Neve non è facile passare qui per sbaglio”, continua Irene. “Con i video invece le clienti vengono appositamente ad acquistare un capo dopo che lo hanno esaminato sui social. Spesso ho degli appuntamenti. Oggi ad esempio c’è una signora che si è innamorata di una giacca gialla”.

Comoda, interessante, divertente, la tendenza a visionare in prima battuta sui social ciò che si andrà a provare in centro funziona, garantendo guadagni e visibilità.

È la risposta dei piccoli alla gigantesca sfida rappresentata dai centri commerciali e dai colossi della rete: si usa lo stesso strumento, lo si personalizza, lo si interpreta, mostrando quanto più vicini e comodi possano essere i negozi di città, che oltre alla merce, fanno compagnia e offrono relazione.
Mettersi in gioco con prodotti video è dunque il nuovo comandamento.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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