Si definisce non un politico ma un “attivista politico che sta cercando di dare seguito all’appello del procuratore Ludovico Vaccaro, il quale ha richiesto uno scatto alla società civile in termini di costituzione organica di movimenti che remino per il bene e la legalità del territorio”.
Il suo Progetto Concittadino, nato dalle ceneri di una “nefasta amministrazione” che ha portato allo scioglimento del Comune di Foggia per mafia, sta cercando, come lui stesso sostiene, “di rispondere al disagio diffuso manifestato da molti foggiani rispetto all’inadeguatezza della politica locale”. E’ l’ex consigliere comunale Antonio De Sabato, candidatosi alle scorse amministrative con Senso Civico di Leo Di Gioia (da cui poi si dissociò per la virata a destra di quest’ultimo) e subentrato nell’ex Consiglio comunale (tra i banchi dell’opposizione) soltanto per poche settimane prima della brutale battuta d’arresto dell’esperienza politica di Landella e della sua maggioranza.
Attraverso un articolato movimento di idee ed istanze dal basso, culminato, per il momento, nell’assemblea di novembre (che ha riempito di cittadini il Cinema “Sala Farina”), “senza preoccuparsi delle prossime amministrative”, giura, sta cercando invece di lavorare all’incarico ricevuto come referente per la legalità dell’Aics, al fine di creare unitarietà tra le realtà del Terzo settore attraverso una futura Consulta cittadina delle Associazioni, e di riportare tra la comunità alcuni temi per lui fondamentali, come la mobilità sostenibile, che indichino una nuova direzione per Foggia. Inoltre, nuovi “polis lab” in programma e un lavoro minuzioso per candidare Foggia a Capitale del Libro 2025, sull’esempio di una storia in comune con Vibo Valentia, con il cui direttore del Polo bibliotecario, Gilberto Floriano, de Sabato è in contatto. “Tutto questo per provare a ricreare le condizioni di agibilità politica del territorio, ‘spoliticizzando’ il dibattito”, come racconta a l’Attacco, che lo ha contattato per ottenere un parere sul recente cambio di passo della Commissione straordinaria in termini di dialogo con la città attraverso l’incontro convocato con la politica locale.
“Ho deciso di sostenere sin dall’inizio l’intervento della Commissione straordinaria nel Comune di Foggia – esordisce - ed anche di astenermi dal commentare ossessivamente l’azione amministrativa da essa condotta per evitare sterili e dannose polemiche. Per cui ho accolto positivamente la mano tesa dei commissari alla politica locale. L’unico accorgimento che avrei adottato, in questo senso è un consiglio che mi sento di dare alla Commissione, è quello di non guardare esclusivamente ai partiti applicando gli schemi del passato, ovvero riferendosi, tra gli altri, proprio agli schieramenti politici che hanno costituito l’ex Consiglio comunale. Bensì di volgere lo sguardo alla società civile. Perché ci vuole il coraggio di tutti per risollevare la città e riscoprire le sue bellezze, attraverso la partecipazione democratica – sottolinea de Sabato -. Tra le altre cose – continua - tra i partiti convocati c’erano sigle politiche nazionali o regionali molto poco rappresentative sul nostro territorio, che, infatti, come ha dimostrato il recente passato, non riescono nemmeno a formare liste per correre alle amministrative e sono in molti casi costretti a ricorrere al ‘civismo’ per le proprie candidature. Le stesse liste civiche che poi queste sigle politiche sono le prime a condannare. Chi rappresentano realmente alcuni dei segretari di partito convocati dai commissari?”, si domanda de Sabato.
“Non sapevo neppure esistesse, per esempio, la segreteria di ItalExit a Foggia, tanto per dirne una”. Il leader di Progetto Concittadino resta dunque molto perplesso rispetto ad “una logica – dice - che finisce per escludere movimenti locali come il nostro, che sono nati proprio per dirigersi in un verso totalmente opposto alle logiche dell’ex amministrazione Landella. Alla nostra ultima assemblea pubblica abbiamo accolto istanze, denunce, progetti e visioni alternative per il futuro di Foggia. Sono convinto che tutti quei foggiani che ci hanno onorato della loro presenza non si siano sentiti rappresentati dall’incontro politico organizzato a Palazzo di Città dalla Commissione straordinaria. E posso anche affermare con ragionevole certezza che l’unico movimento civico, autonomo, indipendente, libero, che si è auto organizzato, espresso con assemblee pubbliche e impegnato in questi mesi ‘sospesi’ di commissariamento non sia stato invitato dai commissari. E’ necessario – chiude de Sabato – innovare il sistema del dialogo sociale, effettuare un cambio di paradigma nell’ascolto delle vere istanze della città, costruire una nuova stagione di idee che provengano dal territorio. Un rapporto dialettico che invogli tutti alla partecipazione per un nuovo corso che veda nei cittadini non sono solo portatori di bisogni ma anche di progettualità. Al contrario, il rischio è che si alimentino tensioni sociali in un momento così delicato per la comunità. E’ infine non più procrastinabile affrontare le responsabilità politiche della classe dirigente che ha portato al doppio scioglimento del Comune di Foggia”.
Lucia Aprile, anima della Società civile, movimento civico molto attivo nell’ultimo anno e mezzo, auspica sul tema che “la Commissione recuperi il rapporto con la città aprendo alla comunicazione diretta con i media, convocando conferenze stampa una volta al mese per il report del lavoro svolto alla città”.
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