Dietrofront del Comune di Foggia dopo l’affidamento diretto al Consorzio Libero di San Severo del servizio di pulizia dei bagni pubblici e del servizio di apertura e chiusura dei parchi giochi. Il 13 dicembre scorso c’era stata la risoluzione dei contratti del 25 maggio 2021, riferito all’appalto per il servizio di pulizia e guardiania dei bagni pubblici di pertinenza comunale ubicati nel piazzale del Santuario Incoronata, mercato CEP, mercato di via Manzoni e villa comunale e dell’appalto per il servizio di pulizia e guardiania dei bagni pubblici di pertinenza comunale ubicati sul territorio cittadino.
Il 23 marzo scorso era seguito l’affidamento diretto del servizio di pulizia dei bagni pubblici e di apertura e chiusura dei parchi gioco per la durata di mesi tre, per 26.997 euro oltre IVA 22%, per un importo complessivo di 32.936,34 euro. Ad aggiudicarsi l’appalto era stato il Consorzio Libero Cooperativa Sociale srl di San Severo grazie al ribasso del 10,01%. Adesso è intervenuto, con determina del dirigente Carlo Dicesare redatta dal funzionario Alfonso Croce, l’annullamento d’ufficio spiegando che rispetto all’affidamento diretto era stata effettuata richiesta di informazione antimafia.
Allora Palazzo di città sottolineò che il contratto sarebbe stato risolto immediatamente e automaticamente qualora l’ente avesse rilevato violazione della normativa antimafia in capo all’aggiudicatario a seguito di richiesta di informazione antimafia oppure ualora fossero state comunicate dalla Prefettura informazioni interdittive. Dicesare aggiunge che per l’urgenza di affidare il servizio di pulizia dei bagni pubblici, al fine di evitare il prolungamento della chiusura degli stessi, si procedette ad affidare il servizio il 24 marzo.
Ebbene, l’ufficio di gabinetto del sindaco – retto dalla dirigente Maria Concetta Valentino – il 4 aprile ha trasmesso la nota della Prefettura di Foggia del 1 aprile 2022 con la quale l’UTG ha ricordato l’interdittiva antimafia adottata il 9 dicembre nei confronti della Foggia Service – Società Cooperativa Sociale che risulta far parte del Consorzio Libero, di cui è una consorziata come ha confermato la visura camerale del 4 marzo.
Ciò è rilevante perché il Codice delle leggi antimafia, relative agli effetti delle informazioni interdittive adottate dal prefetto, include anche il caso di una consorziata: “Se taluna delle situazioni da cui emerge un tentativo di infiltrazione mafiosa interessa un'impresa diversa da quella mandataria che partecipa ad un'associazione o raggruppamento temporaneo di imprese, le cause di divieto o di sospensione non operano nei confronti delle altre imprese partecipanti quando la predetta impresa sia estromessa o sostituita anteriormente alla stipulazione del contratto. La sostituzione può essere effettuata entro 30 giorni dalla comunicazione delle informazioni del prefetto qualora esse pervengano successivamente alla stipulazione del contratto”.
“Alla data di stipula del contratto, avvenuta il 18 marzo, la società Foggia Service era consorziata del Consorzio Libero”, evidenzia Dicesare precisando che fu il responsabile unico del procedimento della procedura di affidamento, il funzionario Michele Manca, a scegliere l’operatore economico, mentre spettano al dirigente le verifiche sulla legittimità degli atti amministrativi.
Già nella relazione prefettizia sulle infiltrazioni mafiose di Foggia Service, coop sociale di tipo B, si diceva che la vicepresidente Monica Lombardi era la compagna convivente di Ciro Imperio, elemento di vertice della batteria mafiosa Moretti-Pellegrino-Lanza, avente il ruolo di “cassiere” della Società Foggiana (operazione Corona), condannato, con sentenza irrevocabile nell'ambito del processo relativo all'operazione della DDA Double Edge per associazione mafiosa. Imperio era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Piazza Pulita (con gli arresti nella partecipata dei rifiuti Amica spa nell’aprile del 2012), in quanto ritenuto responsabile del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
In quell’ordinanza cautelare il Gip del Tribunale di Bari evidenziava il profilo criminale di Imperio e il ruolo di assoluto rilievo ricoperto all'interno dell'organizzazione mafiosa foggiana, quale luogotenente del boss mafioso Antonio Vincenzo Pellegrino, detto “Capantic”, leader dell’omonima batteria che fa capo al boss Rocco Moretti. Gli altri due componenti del cda della Foggia Service, Antonio Luciano e Francesco De Masis, sono ritenuti uomini di fiducia di Imperio. Tra i dipendenti della cooperativa Foggia Service emerse nella relazione anche il figlio del boss Federico Trisciuoglio, Fabio.
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