Sono due le imprese che si stanno contendendo a Foggia l’appalto per l’affidamento in concessione del servizio di gestione della sosta a pagamento per due anni, prorogabili di altri due. La gara attiene alla gestione dei parcheggi pubblici in superficie e in struttura, senza obbligo di custodia, sui quali la sosta è subordinata al pagamento di una somma, alle condizioni e alle tariffe fissate dal Comune di Foggia.
Si parte dall’importo di 4.741.657,99 euro, di cui 4.741.657,99 euro soggetti a ribasso. Il criterio di aggiudicazione è l’offerta economica più vantaggiosa e il responsabile unico del procedimento è l’istruttore tecnico Mario Villani.
Entro il termine di scadenza del 6 maggio scorso sono pervenute tre offerte – quelle di Apcoa Parking Italia spa, della piacentina GPS Global Parking Solutions spa e della campana TMP srl - il 26 maggio si è riunito il seggio di gara, composto da Villani e dall’ingegnere Antonello De Stasio, coordinatore del Servizio contratti e appalti.
Nel mezzo c’è stato il rinvio della seduta per l’apertura delle offerte tecniche in attesa del TAR, che il 12 maggio ha pronunciato l’ordinanza sul ricorso proposto dalla TMP srl di Portici – impresa guidata dall’amministratore unico Giuseppe Morelli - accogliendone la domanda cautelare ai fini della partecipazione con riserva alla gara, a prescindere dai contestati requisiti.
Ebbene, quando alla fine il seggio si è riunito ha ammesso con riserva GPS (per la carenza, nella documentazione presentata, del contratto di avvalimento con riferimento alla società cooperativa sociale Isola con data antecedente alla scadenza delle offerte e firmato digitalmente prima della scadenza delle offerte), mentre TMP è stata esclusa perché il sopralluogo obbligatorio avrebbe dovuto essere effettuato alla presenza di un incaricato del Servizio Mobilità e Traffico, il quale a seguito dell’effettuata ispezione eseguita in loco, avrebbe rilasciato il relativo attestato, da inserirsi nella documentazione amministrativa a pena di esclusione.
E invece è stato fatto un sopralluogo autonomo, in contrasto col bando di gara.
Per tale motivo l’ordinanza del TAR Puglia è stata ininfluente rispetto all’ammissione di TMP srl.
Apcoa è l’impresa che dal 2015 gestisce i parcheggi a Foggia; vanta attualmente un portafoglio di 148 parcheggi e articolate aree di parcheggio, distribuiti su tutto il territorio nazionale, con un volume di 91.000 posti auto ed un fatturato annuo realizzato nel corso del 2021 di 50 milioni di euro. E’ leader dei servizi di parcheggio sia in Italia che in Europa e fa parte del gruppo europeo Apcoa Parking, la cui sede centrale è a Stoccarda. Apcoa gestisce in Europa oltre 9.500 parcheggi per un totale di 1,5 milioni di posti auto; il gruppo europeo è nato all’inizio degli anni ’70 e attualmente opera in 13 Nazioni (Germania, Regno Unito, Austria, Olanda, Belgio, Italia, Polonia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Svizzera, Irlanda e Lussemburgo).
Finora il servizio della sosta tariffata a Foggia è stato svolto dalla partecipata Ataf spa, con risultati insoddisfacenti.
Lo scorso anno creò polemiche in città la decisione degli uffici comunali e dei commissari straordinari di esternalizzare il servizio, rivolgendosi al libero mercato e togliendolo ad Ataf spa, che gestisce il trasporto pubblico locale e che era affidataria della sosta sin dal 2011.
Per il capitolato di gara l’analisi è stata compiuta sia dalla Struttura Intersettoriale istituita in Comune sia dalla Sisplan srl. La relazione tecnica per l’affidamento della concessione indica complessivamente in 2.370.828,99 euro il probabile ricavo dei parcheggi nello scenario di applicazione delle nuove tariffe. I 6.112 stalli su strada porterebbero in un anno un incasso pari a 1.630.351,09 euro, considerata una resa media per stallo all’anno di 266,75 euro.
Si prevedono 4952 abbonamenti, che frutterebbero 492.573,77 euro. A fronte di ticket park (gratta e sosta) stimati nel numero medio di 83.246, si valuta come probabile un ricavo di 110.486,89 euro.
Ciò significa che in totale i ricavi della sosta su strada dovrebbero attestarsi intorno ai 2.233.411,74 euro. Altri 137.417,25 arriverebbero dagli stalli nella struttura del parcheggio Vincenzo Russo.
Nel 2021 i proventi complessivi della sosta su strada sono stati pari a 1.341.244 euro; una cifra enormemente diversa rispetto al 2012, quando ammontarono a ben 2.539.388 euro.
Quanto ai costi, si stima che nel complesso saranno pari a 1.612.850 euro, di cui 163.600 euro i costi della sosta su strada, 53.600 euro quelli del parcheggio Russo e 1.395.650 euro i costi per il personale.
L’aggio al Comune, fissato al 20% (a base di gara), consentirebbe di incassare 474.165,80 euro l’anno, ovvero 948.331,60 euro nei due anni del contratto.
Il margine operativo lordo per il concessionario si ipotizza possa stagliarsi sul 10,63%, equivalente a 251.968,83 euro ogni anno, dunque 503.937,66 euro nel biennio.
Nel capitolato si precisa che “il Comune si riserva il diritto di: a suo insindacabile giudizio e previa adozione dei relativi atti, modificare nel corso della concessione le tariffe, i tempi di sosta, la superficie delle aree destinate a parcheggio a pagamento nonché le categorie di utenti aventi diritto all’esenzione dal pagamento, senza che ciò possa dar luogo ad alcuna pretesa economica da parte del concessionario; ridurre, ampliare o variare, in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio, le aree adibite a parcheggio per esigenze di carattere pubblico o motivi legati alla trasformazione del territorio o organizzativi legati all’offerta della sosta cittadina, o per scelte dell’amministrazione comunale, per esempio in conseguenza dell’adozione di piani del traffico e simili (è attualmente in corso di redazione il PUMS della Città di Foggia), o a seguito di interventi di manutenzione straordinaria, o in via temporanea per manifestazioni”.
Vige, ovviamente, la clausola sociale e difatti si stabilisce che “l’aggiudicatario del contratto di concessione è tenuto ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente, garantendo l’applicazione dei CCNL di settore”.
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