Contattato da l’Attacco per un’intervista sulle critiche mosse al brano “Malavita”, di cui è autore, Giovanni D’Angelo (“incensurato”, come lui stesso precisa) spiega la sua versione dei fatti. Il giovane cantante e musicista è titolare dell’associazione “Magic Music” e di uno studio di registrazione a Villaggio Artigiani. D’Angelo replica anche a chi, semplicisticamente, lo etichetta in chiave negativa come “neomelodico” senza conoscere la sua formazione artistica. Specificando, tra l’altro, che non è la prima volta che organizza eventi patrocinati dal Comune di Foggia, avendo in passato, e prima della pandemia, animato con la sua musica feste di piazza in quartieri periferici del capoluogo dauno.
D’Angelo, “Malavita” è un inno alla criminalità organizzata?
Quel pezzo non fa altro che raccontare uno spaccato sociale che purtroppo ci appartiene, e non solo a Foggia. Ciò non vuol dire lanciare messaggi a favore della mafia. Se è per questo anche il film e la nota serie ‘Gomorra’ raccontano la camorra napoletana, ma questo non significa che l’intento dei suoi autori sia quello di incitare a praticare ciò che viene rappresentato sullo schermo.
Cosa viene narrato, più di preciso, nel suo brano? Quale il messaggio che si vuole lanciare?
Nel pezzo si racconta la storia di persone che hanno preso la strada della criminalità e si fa capire chiaramente come abbracciare determinati mondi porti solo a marcire in galera o a finire morti ammazzati. In quel pezzo si racconta che gli errori si pagano, e magari da quagli errori si può imparare a cambiare.
Il brano è diffuso su YouTube anche attraverso un videoclip.
Sì, è cortometraggio girato nella città di Foggia, in cui, per realizzarlo, chiedemmo e ricevemmo tutti i permessi dal Comune di Foggia. Non sono un ‘piazzettaro’ improvvisato, né tanto meno un dilettante allo sbaraglio. Sono un professionista e svolgo sempre in regola qualsiasi aspetto della mia attività.
Cosa risponde a chi la bolla con disprezzo come cantante “neomelodico”?
Che ho studiato 8 anni di Pianoforte e 4 anni di Canto lirico al Conservatorio. La lingua napoletana, che ricordo essere patrimonio Unesco, è semplicemente il mio modo di esprimermi perché nelle mie corde. Non mi ritengo un cantante neomelodico. Penso piuttosto di essere un cantautore foggiano che ama la musica e si esprime attraverso le sonorità napoletane. Penso che chi mi critica ignori il mio percorso professionale. Perché, piuttosto, non si parla di Giovanni D’Angelo come quel cantante che a 12 anni è stato selezionato da un grande artista tra oltre 3mila ragazzi e ha cantato con lui in tour? Parlo di un artista che è stato ospitato a Radio City Musical di New York, che ha calcato il palcoscenico dell’Olympia di Parigi, e per ben 5 volte quello di San Remo. Vincendo, inoltre, decine di dischi d’oro.
Di quale artista sta parlando?
Si chiama Gigi D’Alessio. Nel 2009 scelse me e altri 16 ragazzi per portarci in giro in ognuna delle 17 tappe del suo tour italiano, dando così la possibilità alle voci giovanili che ritenne di rilievo di esibirsi insieme a lui davanti ad un grande pubblico.
Le critiche su “Malavita” giunte a l’Attacco da qualche ex amministratore pubblico, secondo D’Angelo, non hanno motivo di esistere?
Per me quel brano rappresenta acqua passata. Si tratta di ‘un unicum’ nel mio repertorio. Ho sempre e soltanto composto canzoni d’amore. Se c’è poi c’è qualcuno che vuole puntare il dito contro quel video, problemi loro. Io sono con la coscienza a posto. Non vorrei, d’altronde, che queste critiche fossero strumentali e piovessero da persone che magari hanno proposto al Comune di Foggia iniziative scartate dal programma natalizio. Infine, voglio ricordare che proprio alcuni ex amministratori, durante passate campagne elettorali, si sono serviti di cantanti ‘neomelodici’ per eventi propagandistici di piazza.
Chi sono, di solito, i committenti dei suoi concerti?
Spesso mi chiama a cantare la gente dei rioni popolari. Non spetta a me chiedergli il curriculum vitae. Io firmo un contratto per prestazioni artistiche, faccio la mia esibizione e vado via.
Che tipo di evento sarà quello che si svolgerà a Rione Martucci l’8 dicembre?
Una festa a cui ho lavorato per 2 mesi, sostenuta anche da attività della zona, e a sfondo sociale per il mio quartiere, che raggrupperà un po’ di energie e realtà artistiche cittadine. Differenti tra loro per generi musicali e offerta di intrattenimento. Una festa dove, tra l’altro, non mancheranno brani culto del grande Renato Carosone, come ‘O’ Sarracino’ e ‘Tu vuò fa l’americano’, tanto per intenderci.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).