Criticità e nuove visioni, dove vanno le politiche sociali nel capoluogo

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

E’ la prima volta che un Piano sociale pugliese, anche a ragione del Covid e di una situazione sociale molto mutata negli ultimi 4 anni, ha stilato un documento che raccoglie i dati regionali sulla domanda sociale, tracciando per di più una mappatura di tutte le strutture e i servizi già esistenti.

l’Attacco ha sondato criticità (anche sulla costruzione del nuovo Piano sociale di zona dell’Ambito di Foggia) e nuove auspicabili sfide da promuovere per le politiche territoriali di settore attraverso l’analisi di operatori del capoluogo dauno con anni di esperienza nella lotta al disagio sociale.

Tra gli addetti ai lavori Emiliano Moccia dei Fratelli della Stazione, associazione di volontariato che si occupa di sostegno ai poveri e ai senza fissa dimora. “I Piani sociali di zona – esordisce Moccia - per come sono stati nuovamente pensati dalla Regione, impartiscono linee guida chiare che, se fossero applicate dai Comuni, risolverebbero già buona parte delle criticità esistenti”.

Poi Moccia si sofferma sul tema che conosce meglio, quello della povertà locale: “Inutile dire che a Foggia siamo in ritardo da anni. Il Pis (Pronto intervento sociale, ndr) nuovamente prorogato dall’amministrazione (con numeri che parlano di 300 persone soccorse, tra italiani e stranieri, in due anni, ndr) è un servizio vitale per arginare il fenomeno della povertà, ma deve essere chiaro che i soli 11 posti letto per uomini e i 5 posti letto per donne dei dormitori del capoluogo dauno non solo assolutamente sufficienti per una città come Foggia. A Bari – ricorda il volontario - ci sono 500 posti letto adibiti a dormitorio”. Moccia si sofferma su altri vulnus “imbarazzanti”: “E’ sconcertante – afferma - che Foggia non abbia ancora un Piano di emergenza freddo, laddove in tante altre città d’Italia esistono strutture comunali ‘ad hoc’ che offrono riparo da novembre a marzo-aprile”.

Restando alla scarsità di posti letto del dormitorio del capoluogo dauno, per dare risposta ai poveri che restano fuori dal servizio foggiano, i Fratelli della Stazione, da ormai due anni, hanno attivato, silenziosamente, grazie al sostegno della Fondazione Monti Uniti, la convenzione con un b&b di Foggia attraverso cui offrire tetto e accoglienza a persone in emergenza, soprattutto donne con bambini.

“L’atro tema, su cui il nuovo Piano sociale di zona di Foggia dovrebbe iniziare a riflettere, riguarda il centro diurno per poveri e senza fissa dimora. Sono ormai 4 anni – spiega il componente dei Fratelli della Stazione - che gestiamo autonomamente il centro diurno ‘Il Dono’ in via Petrone: ciò solo grazie al sostegno di alcune fondazioni private e dei bandi della Regione Puglia a cui partecipiamo. E’ un centro diurno – continua - dove i soggetti presi in carico praticano attività edificanti di intrattenimento, frequentano laboratori, sviluppano percorsi di formazione professionale. In altre città italiane il centro diurno è uno degli strumenti concreti che le amministrazioni comunali mettono in campo per combattere la povertà e includere i soggetti fragili. Un servizio, dunque, che non può essere lasciato, come accade a Foggia, al destino di una piccola associazione di volontariato, ma andrebbe invece messo a sistema”. Infine Moccia evoca il modello dell’“housing first” per una migliore e più strutturata risposta al disagio sociale. “Un Piano sociale di zona innovativo ed efficace – afferma - necessiterebbe della prima accoglienza in appartamento, l’‘housing first’ appunto, ritenuto, trasversalmente, dagli addetti ai lavori, l’innovazione di settore più virtuosa per rispondere al bisogno dei senza dimora. Un modello americano ormai sviluppato in Europa e in Italia ma che a Foggia non è mai esistito benché noi l’abbiamo segnalato più volte alle istituzioni territoriali competenti. Significa accogliere poveri, homeless e persone in emergenza, invece che in un dormitorio, in una vera e propria casa dove le persone fragili sono seguite 24h da equipe multi-disciplinari e dove si attuano attività di compartecipazione alla gestione domestica”.

In effetti, chi su Foggia pratica, forse inconsapevolmente, una forma di “housing first” è la Parrocchia Gesù e Maria, che mette a disposizione dei poveri gli spazi della chiesa per un’accoglienza così concepita.

Modelli virtuosi spesso lasciati, nel capoluogo dauno, all’iniziativa volontaristica ed ecclesiale.

E’ enorme la mole di domanda proveniente dall’esercito di bisognosi della città ma altrettanto grandi sono le opportunità finanziarie di cui gli Ambiti di zona potrebbero usufruire in questo particolare momento storico. Anche se, così come attualmente strutturate, le amministrazioni comunali non riescono a farvi fronte. A spiegarlo è Antonio Cocco, presidente di Euromediterranea, agenzia di consulenza (anche per gli enti locali) in ordine alla pianificazione e attivazione di interventi che puntino a favorire lo sviluppo delle politiche sociali. Euromediterranea, attualmente, è impegnata, tra le altre cose, a supportare la fase rendicontativa del vecchio Piano sociale di zona del Comune di Foggia, senza la quale non si può programmare il nuovo. “Il Comune di Foggia, in questo momento, presenta le stesse criticità degli Ambiti sociali di altri territori: sono tante – spiega Cocco - le opportunità finanziarie per il settore dei Servizi sociali, basti vedere i 5 bandi ‘ad hoc’ del Pnrr. Ma è ovvio che per coglierle serve una struttura amministrativa di grande capacità progettuale e attuativa. A ciò si aggiunge l’attività ordinaria che un Ufficio di Piano deve sviluppare, e cioè la programmazione dei servizi finanziati con i fondi tradizionalmente trasferiti. La grande innovazione del Fondo nazionale per le Politiche sociali, istituito con la legge n.328 del 2000, è stata completamente stravolta negli anni: così da quell’unico canale di finanziamento si è tornati, in sostanza, per il sostegno economico al settore, alle decine di rivoli di bandi e leggiucole che, dal punto di vista burocratico, creano non pochi problemi ad un apparato pubblico locale”.

Per provare a dare risposta a tali criticità il nuovo Piano sociale regionale promuove l’implementazione negli Uffici di Piano del Tacco d’Italia di almeno 3 figure (amministrativa, economico-finanziaria, e per la programmazione sociale). Cosa che rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per l’Ufficio di Piano del Comune di Foggia, sorretto unicamente dalla sua responsabile Maria Rosaria Bianchi.

Anche su tale versante batte la nota di novembre del Forum del Terzo Settore di Foggia. Il quale -  dopo aver partecipato, a settembre, insieme ad altre associazioni, ai tavoli concertativi per la nuova programmazione supervisionati, tra gli altri, dall’attuale dirigente delle Politiche sociali del Comune di Foggia, Maria Giuseppina D’Ambrosio - un paio di mesi fa ha quindi inviato una missiva al Coordinamento istituzionale dei Piani sociali di zona della Provincia di Foggia e all’assessorato regionale al Welfare in cui si segnala quanto segue: “[…] importante, come lo stesso Piano regionale ci ricorda, è l’analisi di ciò che è stato fatto nel passato. […] Ci ha colpito, in prima battuta, il fatto di non aver ricevuto alcuna documentazione o relazione dalla quale partire. Non abbiamo ricevuto alcuna relazione sociale e copia delle rendicontazioni dell’ultimo Piano di Zona [….]. Il nuovo Prps contiene una indicazione che ci vede particolarmente concordi: la fase della nuova programmazione deve superare le logiche che hanno reso le concertazioni una liturgia sempre uguale a sé che nulla aggiunge alla comprensione della complessità sociale delle nostre comunità.

Tuttavia siamo costretti a segnalare che, anche in questa tornata, stentiamo a riconoscere sostanziali differenze negli approcci, con il conseguente rischio che le politiche e gli interventi che si andranno a disegnare siano scarsamente aderenti ai reali bisogni in essere. […] un po’ dovunque sono state individuate autonomamente dagli Uffici di Piano aree tematiche spesso insufficienti per numero e per tipologia. Avremmo voluto contribuire ad individuarne il numero. […] Crediamo convintamente nel valore del dialogo tra il pubblico e il privato sociale così come sosteniamo fortemente la strutturazione degli Uffici di Piano. Come Forum Regionale del Terzo Settore - continua la nota - lo abbiamo ribadito negli ultimi anni in ogni occasione: solo la strutturazione vera degli uffici pubblici consentirà la realizzazione di una vera sussidiarietà, perché anche il privato sociale nel suo lavoro di prossimità abbisogna di uffici di riferimento stabili e ben strutturati. […] Ci dispiace invece constatare che anche in questo caso la risposta degli Ambiti tarda ad arrivare e dell’individuazione delle tre figure in molti ancora non abbiamo traccia”, conclude la missiva a firma di Davide Giove, Antonio Anzivino e Carlo Rubino.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet