Quella determina del 15 dicembre del Comune di Foggia, che ha per oggetto l’intervento urgente di integrazione delle componenti di impianto di videosorveglianza presso lo Zaccheria, suona stonata.
A sostenerlo è Davide Pelusi, socio di minoranza del Calcio Foggia 1920, che sugli arredi, suppellettili ed apparecchiature presenti all’interno dell’impianto di viale Ofanto è particolarmente edotto, al punto dal sentirsi in dovere di precisare ”che a luglio 2022 le operazioni di sgombero dei locali dello stadio furono bloccate - sottolinea il manager foggiano - in quanto nell’inventario fallimentare erano stati inseriti arredi ed attrezzature tecniche di proprietà del Comune di Foggia e non della fallita Foggia Calcio, da distinguere dal Calcio Foggia 1920, è cosa certa”.
Anche se in realtà, evidenzia Pelusi, non si tratterebbe del primo intervento di questo genere da parte del Calcio Foggia: “Già nella stagione 2019/2020 - chiarisce - i curatori fallimentari avevano fatto un primo tentativo di inserire nel loro inventario quanto più possibile, includendo ogni tipo di arredo e di attrezzature presenti nei locali dello Zaccheria. In quella circostanza, grazie all’intervento e ad una lettera del dottor Masciello, all’epoca Capo di Gabinetto al Comune di Foggia, fu fatto presente che molte attrezzature e tecnologie presenti nei locali dello stadio non erano di proprietà della fallita Foggia Calcio, ma erano o di proprietà del Comune di Foggia o di sponsor che avevano messo a disposizione del club le loro attrezzature, come ad esempio le fotocopiatrici, in comodato d’uso. Negli ultimi 10 anni il Comune di Foggia ha emesso diverse determine per l’acquisto di beni e strumenti necessari al funzionamento dello stadio, tipo i tornelli e le barriere per il prefiltraggio, e soprattutto della sala Gos, per diverse migliaia di euro”.
Secondo Pelusi, quindi, non dovrebbe essere particolarmente difficile risalire a tutte le determine e alle fatture pagate dal Comune per videocamere e server della sala Gos, dimostrando che sono di proprietà dei cittadini foggiani: “E qualora gli uffici tecnici non dovessero essere in grado di mostrare la proprietà di quelle attrezzature, per un’eventuale incapacità nell’archiviare documentazione fiscale, cosa che mi sento di escludere nella maniera più assoluta, ci sarebbe comunque la possibilità di invertire l’onere della prova, ossia far sì che sia il commissario fallimentare a dimostrare che quanto inserito nell’inventario fosse effettivamente proprietà del Foggia Calcio e non di altri soggetti come il Comune di Foggia, appunto”, incalza ancora Pelusi.
Il recupero del materiale e della strumentazione della sala Gos, permetterebbe quindi il ripristino immediato della stessa, “e consentirebbe ai commissari - chiosa Pelusi - di risparmiare i 65 mila euro messi a disposizione nell’impegno di spesa della determina e che potrebbero essere utilizzati per altre urgenze della città di Foggia, come strade ed asili. In questo modo gli attuali Commissari della città di Foggia, soccorrerebbero non solo il Foggia, ma anche e soprattutto Foggia”.
Interpellato sull’argomento anche l’ex Capo di Gabinetto ha ribadito quanto evidenziato dal socio di minoranza del Foggia: “Tutto vero, sottoscrivo - ha confermato Angelo Masciello -. Ho seguito a distanza la vicenda ed ho notato più di una incongruenza”. Ci sarà ancora spazio e tempo per i commissari di rimediare ad una svista che li chiama direttamente in causa?
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