“Dopo la lettera strappalacrime inviata dall’ex Sindaco Franco Landella ai giornali per urlare la propria innocenza rispetto alle accuse di tentata concussione e corruzione, per le quali è stato rinviato a giudizio, e allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ho visto sui social un commento - non so se poi cancellato – dell’ex presidente del Consiglio Leonardo Iaccarino”.
Così in un post su Facebook l’ex Consigliere comunale e candidato Sindaco Giuseppe Mainiero, oggi a capo della civica Resto a Foggia. “Non si tratta solo del ‘grande accusatore’ di Landella, ma anche del personaggio politico che, sul finire della prima amministrazione del centrodestra e di Landella, permise insieme a Sergio Clemente e Saverio Cassitti all’allora Sindaco di ‘restare a galla’ e non andare a casa. Tutti e tre erano stati eletti nella coalizione di centrosinistra. E ‘convertiti sulla via di Palazzo di Città’, quando a Landella mancarono i numeri per andare avanti, scelsero di compiere un ‘gesto di responsabilità’, naturalmente lautamente ripagato con deleghe importanti e nomine ai vertici delle aziende speciali del Comune”.
“Ebbene, Iaccarino, rispondendo al Sindaco, gli ricorda la ‘compravendita di consiglieri di minoranza’ attuata prima dei Consigli comunali da un suo ‘fedelissimo ex assessore’. Chi sarà mai il ‘fedelissimo assessore’? Non so se queste parole corrispondano a verità. Né posso dire se configurino ulteriori elementi di rilevanza penale”.
“Ciò che posso dire è che queste parole, qualora fossero vere, spiegherebbero molte delle dinamiche delle amministrazioni di centrodestra a guida Landella. Queste parole sarebbero la risposta a quanti si domandavano come fosse possibile che il centrodestra e Landella alla fine riuscissero sempre a trovare i numeri per approvare gli atti proposti al Consiglio con lo spuntare improvviso di ‘stampelle’ che in realtà avrebbero dovuto lavorare per mandarlo a casa”.
“Si spiegherebbe così anche il motivo per il quale sulla mia pregiudiziale legata al Bilancio consuntivo nell’ottobre del 2018, quella che avrebbe determinato la caduta dell'amministrazione, alla fine Landella riuscì a ottenere 13 voti (compreso il Sindaco e tre transfughi) contro i 12 voti che invece furono espressi a favore della mia iniziativa che avrebbe spedito anzi tempo Landella a casa. Fui battuto per un solo voto. E così Landella rimase Sindaco e il centrodestra continuò a (s)governare, con tutto quello che purtroppo ne è stato la conseguenza per Foggia”.
“Ripeto: non so se quello che afferma Iaccarino sia vero. Di certo, se lo fosse, avremmo finalmente una risposta alle tante domande che la città si è posta in quegli anni sciagurati e che io denunciai ripetutamente. Penso sia il caso di approfondire la materia, in modo molto serio, anche per ricordare a noi stessa che Landella non sgovernò da solo”.
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