Spesal pizzica comportamenti non a norma in officina, il verbale degli ispettori e il richiamo di Ciuffreda

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Nell’officina carrozzeria di Ataf Spa (la società municipalizzata del trasporto pubblico urbano nel capoluogo dauno), due ispettori Spesal (Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro), nel corso di una verifica avvenuta nei giorni scorsi, hanno “pizzicato” un certo modus operandi rilevando un utilizzo non a norma dell’attrezzatura professionale a disposizione degli operai.

Secondo quanto prevede la legge in materia, l’ispezione è stata effettuata a seguito di una causa di lavoro per malattia professionale avviata da un dipendente della municipalizzata che lavora in quell’officina. Iter che avrebbe avuto un primo riscontro positivo dall’Inail, il quale ente, in automatico, ha girato gli incartamenti allo Spesal, i cui ispettori sono, infine, giunti ad eseguire i dovuti controlli nel reparto menzionato. Stando a fonti interne ad Ataf, i funzionari Spesal avrebbero chiesto al dipendente in che modo e su quali postazioni lavorasse.

Il dipendente avrebbe dunque illustrato agli ispettori le modalità operative che di solito sviluppa anche in base al danno del mezzo su cui opera. Gli ispettori hanno chiesto poi di mostrare come si usasse, in particolare, il flessibile: il lavoratore, così, si è messo a smerigliare davanti a loro.

Nel frattempo il team in verifica ha scattato una foto allo stesso flessibile nel momento in cui veniva adoperato, notando che non era dotato di paraschegge. Stessa identica annotazione per un altro flessibile, più grande, altrettanto presente in officina.

Gli ispettori per la sicurezza sul lavoro avrebbero poi passato in rassegna il trapano a colonnina e chiesto all’operaio dove fossero e se usasse maschera e guanti protettivi per le operazioni di verniciatura. Strumenti puntualmente mostrati dall’“interrogato” ai controllori.

All’ispezione è quindi seguito un verbale di contestazioni delle infrazioni rilevate: un verbale riportante le relative prescrizioni professionali da ottemperare in quell’officina nell’immediato futuro. Secondo quanto riferiscono le stesse fonti interne ascoltate da l’Attacco, Ataf annovera 6 responsabili per la sicurezza sul lavoro (uno per ogni sindacato presente in azienda) al di sopra dei quali c’è il responsabile sicurezza prevenzione e protezione rischi, ovvero l’ingegner Leonardo Ciuffreda, che è anche il direttore di Esercizio della società in-house.

l’Attacco lo ha contattato per approfondire la vicenda. “Quelle due attrezzature, di uso non comune, nuove e perfettamente funzionanti  – ha raccontato Ciuffreda -, non erano dotate di relative protezioni semovibili a causa di taluni dipendenti che, pur conoscendo molto bene il protocollo a norma di legge adottato da Ataf per la sicurezza sul lavoro, al fine di cambiare i particolari dischi di quei flessibili, probabilmente rimuovono le protezioni dell’attrezzatura senza poi ripristinarle nell’apposita sede dell’attrezzo, come invece dovrebbero fare al termine di ogni operazione di quel tipo”.

Il giorno dopo l’ispezione, Ciuffreda si è recato in officina per interloquire con i lavoratori del reparto: gli avrebbero raccontato che rimuovere e riapporre i paraschegge, ad ogni cambio disco (operazione frequente), costituirebbe un intralcio non da poco per la praticità delle mansioni che svolgono.

“La realtà – commenta ancora Ciuffreda - è che può capitare che tali omissioni siano compiute dai lavoratori per una questione di pura e semplice ‘comodità’. Una cosa intollerabile - analizza il responsabile d’Esercizio di Ataf -. Quei dispositivi di protezione sono presenti in officina e devono essere assolutamente utilizzati, pena adeguate sanzioni disciplinari che possono derivare a seguito di accertamenti di eventuali casi di trasgressione. Tutto questo - continua Ciuffreda – l’ho ribadito ai dipendenti quando ho fatto loro visita sul posto di lavoro. Ribadisco, non devono più restare inutilizzate, nel modo più assoluto, le protezioni di cui sono dotate le attrezzature a norma di legge che l’azienda fornisce ai suoi dipendenti. Se potessi monitorare 24h eventuali inadempienze degli operai interverrei personalmente ogni volta”.

Inadempienze che, appunto, ha infine rilevato lo Spesal nel verbale di contestazione ad Ataf.

“In tutti i modi – garantisce Ciuffreda, mettendo un punto alla vicenda – nel frattempo l’azienda ha già provveduto a dar seguito alle rilevazioni degli ispettori, ottemperandone le prescrizioni e dandone relativa comunicazione all’organo competente. Ora attendiamo una nuova verifica in loco dello Spesal, che certamente tornerà per controllare che sia stata data effettiva attuazione di quanto prescritto nel verbale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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