Sul caso della presidenza del consiglio comunale assegnata a Lia Azzarone Episcopo sta attuando una politica dei due pesi e delle due misure: neanche personalità come Gianni De Rosa e Matteo Iacovelli avevano profili giuridici di incompatibilità, ma in quel caso la sindaca ha invocato la cosiddetta inopportunità politica del loro approdo in giunta. Un principio che quando torna utile viene citata e usata, per essere invece poi disdegnata nel caso della presidente dell’assemblea regionale Pd e della protesta dei 5 Stelle. Il tema non è, come sostiene il duo Piemontese-Episcopo, se Azzarone sia giuridicamente legittimata alla carica. Su questo non c'è alcun dubbio, visto che è stata eletta consigliera comunale. Incompatibilità sul piano giuridico non ne esistono. Il tema vero è se possa esistere, anche solo velatamente, un connubio familiare che presenti, da un lato, una delle massime cariche istituzionali della città capoluogo e, dall’altro, uno degli imprenditori oggi più rilevanti e attivi nel settore degli appalti pubblici.
Questa situazione faceva già scandalo negli scorsi anni, quando Gigi Colucci vinceva appalti dei Comuni a guida Pd e la moglie Azzarone era segretaria provinciale del partito (dopo essere stata inizialmente addirittura socia dell'impresa, carica lasciata dopo i primi articoli de l'Attacco, che splendida solitudine da anni si occupa di tale vicenda). Figurarsi oggi quale sarebbe il livello di contaminazione del dibattito politico qualora il marito decidesse anche soltanto di partecipare a gare di enti pubblici oppure affidamenti diretti.
Ci sono numerosi aspetti che vanno ricordati. Il Comune di Foggia rappresenta una delle stazioni appaltanti più importanti dell'intera Capitanata (peraltro non è noto ad oggi se la sindaca voglia disfarsene aderendo alla SUA della Provincia, nata con l'intervento della Prefettura). Inoltre, il Comune non gestisce solo appalti propri: il sindaco esercita un ruolo in campo sanitario con interferenze rispetto ai direttori generali di ASL e Policlinico. C'è poi l'ente Provincia, di primo livello e dunque rispetto al quale sono gli eletti a votare: dunque, in presenza di appalti rilevantissimi, esiste un livello di interazione molto stretto. Solo per fare un esempio: l’ultima gara della Provincia, in ordine di tempo, cui sta partecipando Colucci, come consorziato locale della bolognese Fenix, è quella per la realizzazione della ciclovia adriatica (importo di partenza 16.936.135,87 euro, valore complessivo dell’appalto 21.872.112,42 euro).
Ancora: il Comune è socio dell'ente Fiera di Foggia, socio fondatore di Unifg, socio del Consorzio ASI, etc. In ognuna di queste attività, che potrebbero vedere impegnata Azzarone, sullo sfondo ci sarebbe sempre il tema dei rapporti potenzialmente viziati da un conflitto di interesse familiare. Se nessuno disconosce i meriti politici di Azzarone, che vanta anche una relazione strettissima col governatore Michele Emiliano e con la Regione (che è il primo soggetto erogatore di risorse proprie, nazionali e comunitarie sul territorio), è evidente a tutti che la decisione di renderla presidente del consiglio è difficilmente sostenibile per quanti, come i 5 Stelle, hanno sempre fatto della trasparenza, legalità e opportunità una battaglia esistenziale. La moglie di Cesare non deve solo essere onesta ma deve anche apparire onesta, ovvero non deve esserci nessun retropensiero rispetto ad Azzarone-Colucci.
Non si capisce perché Episcopo debba intestarsi questa scelta (prima ancora della giunta), ormai sostenitrice numero uno di Azzarone presidente del consiglio, mettendo in difficoltà consiglieri e maggioranza, tra chi palesemente e chi tacitamente mostra di non digerire tale situazione. Altrettanto sciocca e ridicola sarebbe la promessa di Azzarone che il marito non parteciperà alle gare del Comune, perché dimostrerebbe che ella ha un ruolo che può determinare una cosa del genere. Altrettanto strano sarebbe se lo stesso Colucci dicesse che si asterrà da tale partecipazione, una situazione che consacrerebbe l'esistenza di un conflitto potenziale di interessi. La sindaca Episcopo doveva essere di supporto all'esperienza del M5S, invece è diventata paradossalmente garante del Pd in alternativa ai contiani, rivelandosi di fatto come l’elemento detonatore delle contraddizioni del campo largo ed acuendo in particolare il malcontento interno al M5S.
Né sfugge a qualcuno la mancanza di gratitudine politica verso Furore e Barone, a cui non vengono oggi perdonati i dissidi interni. Li si accusa, anzi, di non saperli gestire. Episcopo dimentica che sono stati i due contiani a imporre la sua candidatura, contro tutto e tutti. L’ingratitudine è una categoria politica molto diffusa ma nessuno era arrivato a pensare che si sarebbe verificata così presto, col consiglio comunale nemmeno insediato.
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