La Questura di Foggia ha quattro nuovi dirigenti: specificatamente Daniela Di Fonzo alla guida dell’Ufficio immigrazione; Stefano Martina a capo dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico; Marco Mastrangelo che guiderà la Squadra mobile dauna; Francesco Cerciello, neo dirigente della Divisione anticrimine. Li ha presentati ieri mattina, presso la sala conferenze stampa della centrale di polizia, il questore in persona, Ferdinando Rossi. I primi due dirigenti sono già operativi da qualche mese nei nuovi reparti a loro assegnati, mentre Mastrangelo e Cerciello si sono insediati da qualche giorno in funzione del nuovo incarico.
Di Fonzo proviene dal Reperto prevenzione crimine Puglia settentrionale di San Severo, che ha diretto per 5 anni. “Una veterana della provincia che ora torna alla casa madre”, così come lei stessa si è definita in conferenza stampa. “L’Ufficio immigrazione – ha commentato dal canto suo Rossi – è particolarmente strategico in Capitanata, dove sono presenti numerosi insediamenti informali di migranti, con una presenza di extracomunitari più rilevante rispetto ad altri territori regionali. L’Ufficio immigrazione – ha proseguito il questore - è al servizio di coloro che vi si rivolgono per effettuare pratiche in materia, ma è altrettanto importante per l’attività di controllo che esercita sulle persone presenti sul territorio ma non in regola con i permessi di soggiorno. Negli ultimi mesi – ha evidenziato Rossi – quest’ufficio ha infatti dato rinnovato impulso a provvedimenti di espulsione e relativi accompagnamenti verso i Paesi d’origine di simili soggetti, per lo più cittadini stranieri scarcerati dal penitenziario di Foggia, che, annoverando una pericolosità rilevante, sono dunque stati accompagnati alle frontiere per il rimpatrio. La dottoressa Di Fonzo – ha aggiunto infine Rossi – è figlia d’arte, conosce già l’ambiente della Questura di Foggia oltre che il territorio provinciale: e sarà certamente all’altezza del suo nuovo incarico”.
Stefano Martina, poi, è un giovane funzionario giunto in servizio un paio di anni fa presso la Questura dauna, dove è stato impiegato nello stesso ufficio che ora dirige a seguito del nuovo incarico. “L’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico – ha spiegato Rossi – viene definito il “Pronto soccorso della Questura”: effettua i primi interventi su strada e cura l’interfaccia con l’utenza cittadina, spesso i suoi uomini sono anche impegnati in operazioni ad ‘Alto impatto’ e antidegrado. Proprio ieri sera (mercoledì, ndr) – ha notiziato il questore -, quest’ufficio ha effettuato l’ennesimo servizio operativo presso il Quartiere Ferrovia”.
Marco Mastrangelo, inoltre, neo dirigente della Squadra mobile di Foggia, arriva dalla guida della Squadra mobile di Potenza, dopo aver ricoperto altri importanti ruoli investigativi in giro per l’Italia. “Conosco bene il territorio potentino – ha raccontato Rossi – perché nel 2005 anch’io, come Mastrangelo, fui chiamato alla direzione della Squadra mobile di Potenza. Si tratta di un territorio che, seppur meno esteso del Foggiano, presenta una realtà permeata da rilevanti dinamiche criminali. Ricordo che quell’incarico rappresentò un momento molto impegnativo della mia carriera in termini di contrasto alla criminalità organizzata. Ecco perché Mastrangelo – ha chiosato Rossi sul punto - avendo diretto la Squadra mobile di Potenza presenta la giusta esperienza per guidare la Squadra mobile di Foggia, tra le più importanti d’Italia sia per il difficile contesto ambientale in cui è chiamata ad operare sia per le operazioni rilevantissime svolte negli ultimi anni su questo territorio”. Mastrangelo, ora, sostituisce l’ex dirigente della Squadra mobile dauna, Mario Grassia, invece promosso alla guida della Divisione anticrimine di Caserta.
Infine Francesco Cerciello, come detto neo dirigente della Divisione anticrimine di Foggia, anche lui, come Mastrangelo, approdato da pochi giorni presso la Questura dauna. “La Divisione anticrimine - ha commentato, anche qui, Rossi – è un ufficio importantissimo sul territorio, i cui componenti possono vantare oltre 20 anni di esperienza operativa. Un ufficio che si occupa di misure di prevenzione personali e patrimoniali, di ammonimenti, daspo urbani e sportivi. Un ufficio impegnato a 360 gradi, a latere dell’attività investigativa condotta dalla Squadra mobile di Foggia”. Rossi ha concluso manifestando con queste parole la sua personale accoglienza dei dirigenti presentati: “Sono contento dei nuovi incarichi assegnati perché percepisco in questi 4 neo dirigenti grande entusiasmo operativo verso un territorio che merita molta cura. In 40 anni di esperienza sul campo posso affermare che Foggia è uno dei contesti operativi più difficili del Paese, in cui la polizia giudiziaria svolge la sua attività al massimo livello”.
Il questore ha poi annunciato, per il prossimo 30 dicembre, una conferenza stampa in cui si terrà il consuntivo dell’attività effettuata dalla Questura dauna negli ultimi 12 mesi. E c’è chi, tra alcuni addetti ai lavori e conoscitori della macchina di polizia foggiana, ora intravede, con queste nuove nomine, un segnale (con rispettivo cambio di passo) lanciato dalla Questura di Foggia rispetto alla presunta gestione controversa di talune passate indagini, tra cui la vicenda, ampiamente trattata in precedenza da l’Attacco, della presunta manipolazione - a cui alluse su queste colonne un esperto perito tecnico di parte – dell’intercettazione ambientale che rappresentò la prova regina per l’interdittiva antimafia comminata negli scorsi mesi all’imprenditore Michele D’Alba. Un’intercettazione che rientrò nell’operazione di polizia giudiziaria gestita da tre ispettori e funzionari della Questura dauna, Tanzi, Ammirati e Sanna, gli ultimi due dei quali sarebbero recentemente andati in pensione.
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