Riguarderebbe la gara del Comune di Foggia per l’affidamento del mega appalto per la gestione del cimitero – del valore di quasi 18,5 milioni di euro – il blitz compiuto martedì scorso dalla Guardia di Finanza negli uffici comunali di via Protano, dove si trova l’Area tecnica col Servizio appalti e contratti. Stando ai rumors raccolti da l’Attacco, una decina di militari delle Fiamme gialle, delegati dalla Procura di Foggia, avrebbero effettuato l’ispezione approfondita dei computer e avrebbero ascoltato diversi dipendenti, a cominciare dal dirigente Paolo Affatato, a cui fanno capo i lavori pubblici ma anche i contratti ed appalti. Il sopralluogo, volto ad acquisire documentazione e informazioni, sarebbe durato a lungo, protraendosi dalle ore 09.00 fino alle ore 17.00. Le indiscrezioni parlano anche di tre persone iscritte nel registro degli indagati ma mancano riscontri al riguardo. Quello che invece si apprende è che nella mattinata di ieri le Fiamme gialle sono tornate negli uffici di via Protano, molto probabilmente per notificare il verbale di quanto avvenuto martedì. L’inchiesta della Procura daunia sarebbe incentrata sullo svolgimento della procedura terminata con la proposta di aggiudicazione dell’appalto agli uscenti, ovvero ai soci di CTM srl, i foggiani Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata. In realtà sul sito comunale dedicati alle gare, Traspare, mancano gli atti finali della gara, vale a dire la proposta di aggiudicazione e l’aggiudicazione definitiva, un’assenza che finora si riteneva collegata alla proposizione di un ricorso al TAR da parte dell’altro operatore economico partecipante, escluso. Ma oggi, dopo la visita della Finanza, la situazione appare enormemente più complessa.
Sono tre le ipotesi circolate nelle scorse ore rispetto all’indagine di Procura e Guardia di Finanza.
Fonti vicine a CTM ritengono che l’interesse della magistratura possa essere stato attivato dagli esclusi, che però da quanto si sa hanno contestato solo la bocciatura della propria polizza fideiussoria e la decisione di estrometterli dal prosieguo di gara.
Altri ritengono, invece, che possano c’entrare i numerosi rilievi critici che ad agosto furono espressi ad Affatato e al commissario straordinario Vincenzo Cardellicchio rispetto alla formulazione e alla tempistica del bando. Dopo quell’incontro coi presidenti di Confindustria e ANCE, Eliseo Zanasi e Ivano Chierici, il prefetto a riposo Cardellicchio decise di prorogare i termini di partecipazione alla procedura per consentire una più ampia partecipazione, mentre il bando restò immutato.
In realtà l’ipotesi che più oggi appare convincente ha a che fare con un’altra indagine avviata, nella primavera del 2023, dalla Procura foggiana, quella sull’affidamento diretto per ulteriori 9 anni del servizio di igiene urbana alla partecipata Amiu Puglia spa (per un importo complessivo di 203.017.107,86 euro) e sui dati errati della raccolta differenziata.
Anche in quel caso a muoversi fu la Finanza, che a maggio perquisì uffici comunali, le due sedi Amiu Puglia di Foggia e Bari, nonché l’impianto di Passo Breccioso a Foggia, notificando due informazioni di garanzia alla dirigente dell’urbanistica Concetta Zuccarino e al direttore della spa, Antonello Antonicelli. Di quell’inchiesta si sono perse le tracce da allora ma molti restano convinti, anche dentro Palazzo di città, che abbia rappresentato il vero motivo delle dimissioni improvvise, a febbraio 2023, dell’ex commissaria straordinaria Marilisa Magno, che guidò quella operazione con Amiu, e che fu poi sostituita da Cardellicchio.
Ebbene, secondo tale ipotesi, è possibile e probabile che gli inquirenti, intercettando sull’affaire Amiu funzionari dell’Area tecnica e del Servizio contratti ed appalti, abbiano captato informazioni e conversazioni interessanti, tali da far ritenere di dover aprire un nuovo fascicolo di indagine, stavolta sull’appalto del cimitero.
Peraltro, da mesi circolano indiscrezioni in base alle quali - come trapela dagli stessi uffici comunali - sarebbe “molto chiacchierato” uno dei sovraordinati giunti a Palazzo di città durante la gestione commissariale e tuttora lì in servizio.
Com’è noto, dal 2021 è prassi che nelle commissioni di gara del Comune di Foggia siedano due sovraordinati. Il meccanismo sospetto, sempre stando ai rumors, riguarderebbe una forbice troppo ampia tra la valutazione dell’offerta tecnica e quella dell’offerta economica, col risultato che parecchi appalti dall’importo multimilionario sarebbero stati, negli ultimi anni, aggiudicati grazie al punteggio altissimo (laddove non massimo) conquistato con l’offerta tecnica. Un meccanismo che, dunque, vanificherebbe il rischio che il ribasso presentato dagli altri operatori economici partecipanti alla gara possa capovolgere la graduatoria finale.
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