Archivio di Stato di Foggia ‘sotto sfratto’, la politica batta un colpo per trovare una soluzione

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Entro il 19 aprile prossimo l’Archivio di Stato di Foggia dovrà lasciare definitivamente la sede di Palazzo Filiasi in vista dei lavori di completamento del restauro dell’edificio destinato a ospitare un istituendo Museo nazionale. Sembra incredibile, ma tant’è. 

Tale disposizione sembra chiudere per l’Archivio di Stato di Foggia una vicenda iniziata nel lontano 1988 con l’acquisizione della palazzina di piazza XX settembre da parte dell’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la destinazione dell'edificio a sede dell'Archivio medesimo. La notizia, inutile negarlo, ha gettato nello sconforto dipendenti e comunità tutta. Il mondo associativo ha finanche lanciato una raccolta firme e scritto al Governo per avere chiarimenti sulla situazione. 

Forse si ignora che l’istituto foggiano ha i depositi di tutte le sedi stracolmi di documentazione a partire dal dodicesimo secolo e neanche che la sua biblioteca custodisce un patrimonio bibliografico di rilievo di circa 15.000 opere a stampa compresi 500 volumi antichi risalenti ai secoli XVI-XVIII. Non si tiene in alcun conto, poi, che tali opere sono state inserite nel progetto del Sistema Bibliografico Nazionale dunque messe a disposizione della collettività con cospicui investimenti economici. 

Lo spostamento da Palazzo Filiasi di uffici e biblioteca rappresenterà per l'istituto un'operazione tutt'altro che indolore. La riduzione degli spazi vitali, sommandosi a precedenti problematiche finirà con il costituire un ulteriore ostacolo all'attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale affidato all'Istituto. Un fulmine a ciel sereno per l’Archivio di Stato di Foggia che negli ultimi anni aveva letteralmente spalancato le sue porte alla cittadinanza con tantissime iniziative che avevano riscosso un forte successo ed una grande partecipazione di pubblico. 

Insomma, quando tutto sembrava filare liscio, la notizia. In altre città, come dichiarato dai beninformati, sono stati gli stessi Comuni di appartenenza ad acquistare per i propri Archivi dei plessi dove poter esercitare tranquillamente il lavoro. Chissà che la Sindaca Episcopo non cacci anche per il caro e buon vecchio Archivio foggiano un asso nella manica. La speranza, si sa, è ultima a morire.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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