Otto mesi dopo l’insediamento a Palazzo di città l’azione dell’amministrazione Episcopo appare ancora fin troppo lenta e paralizzata agli stessi big del campo largo. Non che qualcuno lo ammetta pubblicamente, ma gli interventi e le reprimende del dominus Pd Raffaele Piemontese sono ormai molteplici.
Già ad aprile scorso l’Attacco rivelò come fossero anche le principali forze della maggioranza giallorossa a lagnarsi. Nei mesi successivi alla vittoria alle urne del 23 ottobre scorso l’ente è apparso ingessato e se, sin da subito, appariva scontato un periodo di rodaggio per Episcopo e i suoi, tutti neofiti ad eccezione del super assessore Giuseppe Galasso, poi la pazienza è terminata.
Nessuna critica apertis verbis, ma dietro le quinte a lamentarsi sono stati vari big della coalizione, pentastellati come piddini. Piemontese, che allora si lasciò sfuggire l’ammissione di una certa irritazione per un esecutivo eccessivamente paralizzato, è dovuto intervenire nuovamente per sollecitare maggiore attivismo e produttività.
Del resto Episcopo non può più rappresentare, in giro per i territori, solo il simbolo della vittoria elettorale del campo largo, ma deve essere anche (e soprattutto) l’esempio di un’amministrazione che funziona bene ed è in grado di mantenere le promesse sulla rinascita dell’ente capoluogo.
Gli atti adottati in questi mesi appaiono pochissimi rispetto al proliferare di sopralluoghi, accoglienza di scolaresche in visita, presenza ai compleanni dei centenari. Operazioni simpatia che però mal si conciliano con chi deve recuperare il tempo perso e rimettere in moto a pieno regime la macchina amministrativa.
Nessuno in giunta brilla, neanche lo stesso Galasso. E da ultimo è apparso evidente che nemmeno l’arrivo, da Anci Bari, del segretario generale Alfredo Mignozzi ha portato il cambio di passo sperato da Piemontese&Co.
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