Foggia: la puzza c’è sempre, non si vede ma si sente (quasi) come prima. Arpa chiede un tavolo tecnico

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Arpa Puglia li chiama “disturbi olfattivi”, espressione tecnica derivante anche dalla legge regionale 32 del 2018 che assegna all’organismo il compito di assicurare la gestione delle segnalazioni che pervengono dalla popolazione attraverso la raccolta, l’elaborazione, la verifica e la validazione delle stesse, ai fini della successiva individuazione della sorgente che ha originato il disturbo. Tutto il sistema si poggia su un protocollo operativo risalente a cinque anni fa che disciplina l’approccio adottato per la valutazione delle segnalazioni arrivate attraverso un link specifico del proprio sito internet (non è più sufficiente scrivere la solita mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), in riferimento alla modalità di recepimento ed alla loro elaborazione, oltre all’individuazione di eventi ricorrenti per i quali sono applicate procedure di approfondimento e azioni di intervento per l’individuazione delle possibili sorgenti. 

Il metodo è tarato anche per rilevare circostanze non ben definite, eventuali incongruenze e un’eccessiva genericità della comunicazione stessa, così da rendere quanto più possibile preciso il flusso di dati da dover poi trattare, con successiva analisi della distribuzione spaziale (le posizioni dichiarate vengono georeferenziate), della frequenza temporale (per accertare che siano eventi ricorrenti o isolati), così da definire appunto casi singoli o altamente significativi, determinati da molteplici e ricorrenti segnalazioni.

La premessa è necessaria per confermare che nel periodo intercorso tra il 1° giugno e il 14 luglio le segnalazioni ci sono state eccome, praticamente tutte provenienti dall’abitato di Foggia, con una tale precisione che Arpa stessa ha redatto una sorta di mappa generale non solo dei luoghi in cui sono stati percepiti gli odori sgradevoli, ma anche una classificazione della loro intensità e perfino una descrizione riportata da ogni singolo cittadino. In totale ne sono state registrate ufficialmente 77, poi raggruppate in almeno sei situazioni di una certa rilevanza, determinando uno scenario che ha indotto Arpa stessa a informare gli enti territoriali interessati e a promuovere l’attivazione di un tavolo tecnico specifico. La comunicazione risale in effetti al 15 luglio scorso, è a firma del direttore scientifico Vincenzo Campanaro, ed è stata indirizzata a Regione Puglia, Provincia di Foggia, Comune di Foggia e pure al consigliere regionale Antonio Tutolo, uno di quei pochi che sull’argomento è attivo da una quindicina d’anni, con manifestazioni e battaglie che sono rimaste nella storia della città di Lucera, all’epoca interessata maggiormente dalle emissioni odorigene provenienti da quella che un tempo si chiamava Bio Ecoagrim, l’azienda di compostaggio operante a qualche chilometro dal centro abitato federiciano, con la trattazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, più comunemente definiti “umido”.

Chi debba convocare questo tavolo e soprattutto quali risultati positivi siano attesi è ancora tutto da verificare, quello che è certo, invece, è che la gente non ne può più anche quando la frequenza dei fenomeni sia oggettivamente inferiore, perché esasperata da anni di esperienze negative che però si traducono anche in una maggiore precisione e capacità tecnica nell’effettuare le segnalazioni.

A guardare il report di Arpa, si capisce che le criticità sono state in svariati quartieri della città e soprattutto nelle ore serali, e ci sono state il 26 e 27 giugno, in condizioni di assenza di vento, con la maggioranza di descrizione come “letame”, ma anche “rancido”, “uova marce” e “spazzatura”, più o meno le stessa cosa avvenuta nei due giorni successivi, ma con una direzione di vento di ovest-nord-ovest e nord-ovest e nei due giorni successivi ancora, anche in questo caso con sostanziale assenza di vento. La notte del 1° luglio è stata tra le più difficili, peraltro con condizioni di vento variabili individuate dall’analisi dei parametri meteorologici, con provenienza sud-sud-ovest, oppure nord-nord-ovest e ovest-nord-ovest. Poi il 3 luglio, ancora da ovest-nord-ovest nord-ovest e infine l’8 luglio sempre nella stessa situazione eolica. 

Sulla questione ha preso posizione anche l’associazione consumatori Adcua Odv di Foggia che si è soffermata proprio sulla necessità di individuare le fonti di emissioni odorigene che “inquinano l’aria nella città e nel territorio comunale ed anche in comuni limitrofi”. Un paio di giorni fa Walter Mancini ha scritto direttamente alla Sindaca, Maria Aida Episcopo, chiedendo la convocazione di un incontro di approfondimento durante il quale poter fornire il proprio contributo alla risoluzione della problematica. Non è chiaro di quali informazioni sia in possesso il sodalizio che parte comunque dalle “fondate e legittime preoccupazioni della popolazione per la salute, e ritenendo imprescindibile il diritto alla tutela sul piano ambientale e sanitario, peraltro con previsto dovere dell’autorità politica nel garantire questo diritto”, dichiarando di voler mettere a disposizione dell’Amministrazione comunale del capoluogo uno studio sintetico “sulle potenziali fonti emissive site nel territorio e aree limitrofe, con una loro mappatura e sui venti dominanti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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