“Nei giorni scorsi siamo stati il primo movimento politico in assoluto a chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza per i pesanti danni che stanno subendo l’agricoltura e la zootecnia. Apprendiamo di una riunione che si è svolta a palazzo di Città con le organizzazioni agricole e i rappresentanti del Consorzio di Bonifica per discutere della gravissima emergenza idrica. Reputo grave e scorretto da parte della sindaca di non invitare nessuno delle opposizioni, nemmeno il sottoscritto che è il firmatario dell’ordine del giorno sulla realizzazione della diga di Piano dei Limiti, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Foggia. Non si capisce una cosa banale: queste battaglie non hanno colore politico, si combattono insieme”.
Così in una nota stampa l’ex parlamentare, ora consigliere comunale a Foggia e segretario provinciale di “Cambia”, Nunzio Angiola. “Fatte queste avvilenti premesse, veniamo al punto. Com’è noto sono tre le opzioni sul tavolo: la condotta che porterebbe acqua dalla Diga del Liscione del Molise; la diga di Palazzo d’Ascoli in provincia di Foggia; la diga di Piano dei Limiti, sempre in provincia di Foggia, territorio che tocca anche alcuni comuni del Molise”.
“Solo quest’ultimo progetto è un fattibile e presenta innumerevoli vantaggi: a) esiste già un progetto esecutivo che va aggiornato; b) darebbe la possibilità di produrre energia idroelettrica, anche grazie al ripompaggio notturno sulla diga a monte, con lo sfruttamento dell’energia eolica; c) non arreca alcun danno al Molise; d) le popolazioni locali col tempo hanno metabolizzato la necessità del progetto, come risulta dalle dichiarazioni del sindaco di Carlantino che espressamente ha parlato di compensazioni ambientali; e) consentirebbe la manutenzione straordinaria delle opere di derivazione e di sicurezza dell’invaso di Occhito e della galleria Occhito-Finocchito, attualmente impossibili per la continua derivazione di acqua, con importanti recuperi di funzionalità della prima diga, ecc”.
“Lo stesso ottenimento di una finanziamento di 8 milioni di euro per la progettazione della diga di palazzo d’Ascoli è sempre utile per carità anche perché ci sono ampie zone del territorio non servite, ma oggi non può essere la priorità, perché molto meno di quella somma, ne bastavano 3/4 milioni di euro, poteva essere utilizzata per l’aggiornamento della progettazione esecutiva della diga di Piano dei Limiti, come all’epoca si era concordato al ministero delle Infrastrutture il 26 aprile 2022 alla presenza del prof. Pinuccio Catalano (coordinatore della struttura tecnica di missione), dei massimi vertici ministeriali e del Consorzio di Bonifica della Capitanata. Lotteremo per questo obiettivo perché di chiacchiere in questi anni se ne sono sentite tante e i problemi sono rimasti lì tutti intatti, se non più pesanti che mai”.
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