Tre scuole sono al centro dei nuovi progetti candidati dal Comune di Foggia ai fondi del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Ministero dell’Istruzione – Unità di missione per il PNRR, il 29 luglio scorso ha adottato l’avviso pubblico che permette di finanziare proposte per la messa in sicurezza e realizzazione di mense scolastiche. Il fine è quello di estendere il tempo pieno e le mense. L’amministrazione Episcopo ha deciso di inviare la propria istanza al finanziamento candidando le mense scolastiche appartenenti a tre edifici pubblici di proprietà del Comune, destinati al primo ciclo di istruzione: il primo progetto riguarda la riqualificazione dell’istituto comprensivo Altamura-Santa Chiara di via Petrucci, il secondo concerne la riconversione dell’istituto comprensivo Da Feltre-Zingarelli di via Alfieri, mentre il terzo progetto prevede la riconversione dell’istituto comprensivo Catalano-Moscati di via Menichella.
Se n’è discusso nella seduta di giunta dello scorso 4 settembre, quando a relazionare sul tema sono stati in tre: l’assessore Davide Emanuele, che ha la delega al PNRR; l’assessore con delega a urbanistica e lavori pubblici, l’ingegnere Giuseppe Galasso; l’assessore Mimmo Di Molfetta, titolare dell’istruzione e manutenzione scolastica. Per il potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione, dagli asili nido alle Università, ci sono a disposizione, nell’ambito di Next Generation EU, economie e risorse non ancora assegnate esclusivamente RRF (Recovery and Resilience Facility), pari complessivamente a 515.481.082,75 euro.
L’avviso pubblico prevede che il contributo complessivo a carico del PNRR di quadro economico dell’intervento, tenuto conto della tipologia di intervento, non può superare l’importo di 1.500 euro al mq quando di tratta di riconversione di spazi non utilizzati all’interno di edifici pubblici esistenti adibiti ad uso scolastico da destinare a mense scolastiche oppure di riqualificazione architettonica e funzionale e messa in sicurezza di mense scolastiche esistenti anche attraverso l’adeguamento impiantistico e tecnologico dei relativi locali. Il contributo PNRR non può superare, invece, l’importo di 2.400 euro al mq negli altri casi (nuova costruzione di locali da destinare esclusivamente a mense scolastiche a servizio di edifici scolastici esistenti; demolizione e ricostruzione di unità strutturali o parti di edificio strutturalmente autonome adibite ad uso scolastico appartenenti al primo ciclo di istruzione o a convitti da adibire esclusivamente a mense scolastiche a servizio di istituzioni scolastiche e di edifici scolastici esistenti; ampliamenti di edifici scolastici esistenti e finalizzati esclusivamente alla realizzazione di spazi e locali da destinare a mense scolastiche).
Quanto ai tempi cogenti previsti dall’avviso, i lavori devono essere affidati entro il 31 gennaio 2025, consegnati entro il 31 marzo 2025, devono terminare entro il 31 marzo 2026 ed essere collaudati entro e non oltre il 31 giugno 2026. L’amministrazione Episcopo è riuscita in extremis ad approvare tale delibera, perché le candidature potevano essere inviate dagli enti locali entro lo scorso 6 settembre.
In attesa di capire se gli ulteriori tre interventi saranno finanziati, le opposizioni continuano a tenere alta l’attenzione sul livello di avanzamento dei 46 interventi PNRR totali, che valgono complessivamente circa 73,5 milioni di euro. Nei mesi scorsi fu l’Attacco a rivelare in anteprima “l’inerzia amministrativa” evidenziata dal dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare e poi dai revisori dei conti, come pure la piccola parte di fondi spesi dal Comune (circa 6 milioni di euro) a fronte del finanziamento totale ricevuto.
Allarme stemperato da Galasso, che su queste colonne parlò a luglio di “valore di spesa effettiva che trova giustificazione ed è comunque in linea con le previsioni attuali in considerazione del mese in cui ci troviamo”. Ma il collegio dei revisori, nella propria relazione, scrisse cose diverse: “Dall’analisi delle opere in corso di realizzazione e di quelle i cui lavori devono essere affidati entro l’anno, è emerso che l’andamento dei tempi di realizzazione delle opere in corso di realizzazione è diverso da quanto programmato, conseguentemente si provvederà a rivedere gli stanziamenti dei capitoli relativi alle opere pubbliche e del correlato importo del fondo pluriennale vincolato in sede di successiva variazione di bilancio”.
I revisori si riservarono infine “di effettuare le verifiche sullo stato di avanzamento procedurale e finanziario di ciascun intervento, in occasione dell’invio del questionario PNRR alla Corte dei Conti entro il 10 settembre prossimo, con particolare riferimento ai dati di aggiornamento popolati nel sistema informatico ReGIS, il relativo rispetto dei cronoprogrammi e la coerenza degli stessi con i dati di bilancio”. “Si ricorda che per i contributi relativi alle annualità dal 2020 al 2024, i lavori devono essere conclusi entro il termine unico del 31 dicembre 2025. Il mancato rispetto del termine unico di conclusione dei lavori comporta la revoca del contributo”, ricordarono.
Da Palazzo di città trapela che la situazione è rimasta sostanzialmente inalterata, pur dopo l’arrivo delle nuove dirigenti a tempo determinato Alessia Cordisco e Irene Licari.
Rispetto alla inconferibilità, a suo dire, dell’incarico alla prima l’eletto di opposizione Giuseppe Mainiero ha ieri presentato un’interpellanza urgente alla sindaca definendo l’architetta Cordisco, dirigente dell’Area 8 Rigenerazione urbana PNRR, “priva del requisito di comprovata professionalità richiesto dalla norma, così come chiarito dalla Cassazione”. “C’è una giurisprudenza ormai granitica e consolidata che conferma: no, gli incarichi a contratto non sono né un’investitura medievale all’uomo di fiducia dell’organo di governo e nemmeno una progressione verticale”, afferma Mainiero.
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