Caserma dei pompieri e piano operativo dei voli invernali i due talloni d’Achille del Gino Lisa

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L’estate 2024 ha registrato numeri senza precedenti per l’Aeroporto di Foggia, con diverse giornate dal tutto esaurito sulla completezza delle rotte operate. Sono stati mesi caldi in cui i passeggeri, dati ufficiali alla mano, hanno risposto con determinazione riempiendo gli aerei in decollo ed in atterraggio allo scalo foggiano. Si è avuta l’evidenza, per chi ancora lo mettesse in discussione, che lo scalo di Capitanata ha un enorme potenziale inespresso e che la storiella che “a Foggia non ci sono passeggeri” era solo una favoletta raccontata per giustificare il non fare.

“La disponibilità quotidiana di un collegamento aereo tra Foggia e Milano Linate – fanno sapere da Mondo Gino Lisa - è stato sicuramente il motore di svolta. Il suo effetto positivo si è immediatamente riversato anche sulle altre rotte operate (Malpensa, Bergamo e Torino), complici anche di un orario dei voli più calzante con le esigenze di viaggio. Torino ha confermato la sua valenza nonostante la sua precedente sospensione, Bergamo ha reso evidente come lo scalo di Orio al Serio sia probabilmente la più valida alternativa per Milano. Questo è il dato di fatto e l’aeroporto di Foggia va tutelato. 

Anzi, è lo scalo pugliese che va maggiormente tutelato. Vanno tutelati (e non persi) l'ottimo lavoro, il trend positivo ed i numeri degli ultimi mesi. Va portata avanti (e non abbandonata a sé stessa) l’esperienza di start-up che Regione Puglia ha avviato sul Gino Lisa”. Purtroppo, ad esattamente un mese dal termine dell’operativo estivo, la compagnia aerea non ha ancora messo in vendita i voli per i mesi invernali. “Il motivo dovrebbe tutto dipendere dalla disponibilità degli slot (autorizzazioni a decollare e atterrare in una determinata fascia oraria) a Milano Linate, una partita ancora aperta e che si sarebbe complicata dopo la vendita di ITA a Lufthansa e le pressioni che starebbero compiendo alcune compagnie low cost per accaparrarsi tali diritti orari – fa sapere Sergio Venturino - in altre parole, le regole di assegnazione di tali slot, di fatto, continuerebbero a mettere Foggia in una situazione di svantaggio e costringerebbero la compagnia operante al “Gino Lisa” a perseverare nell’attesa per ottenere il meglio, come avvenuto per l’estate 2024. 

Una precauzione condivisibile. Tuttavia, in tutte le scelte, esistono dei limiti e dei rischi da tenere in considerazione. Come abbiamo già apertamente dichiarato il mese scorso, il mercato dei trasporti è fortemente concorrenziale ed agguerritissimo. È in questo contesto che le infrastrutture si trovano a lavorare e a competere, dovendo calibrare le proprie offerte ad una domanda che, dati alla mano, è fortemente ripresa dopo i mesi bui successivi al Covid. Non ci riferiamo solamente al mercato aereo, in quanto Foggia è soprattutto un importantissimo nodo ferroviario nonché hub di numerose linee automobilistiche nazionali. Ed in questo la storia aiuta ed insegna. Anche lo scorso anno, i voli per la stagione invernale 2023-2024 furono messi – a nostro avviso - in ritardo rispetto a soluzioni concorrenziali: esattamente il 12 agosto 2023. 

Gli effetti furono evidenti nei mesi immediatamente successivi al termine dell’estate: il normale calo fisiologico di passeggeri da ottobre a marzo (con eccezione di dicembre) fu aggravato dall’aver messo in vendita i biglietti aerei da Foggia troppo tardi. I passeggeri avevano nel frattempo organizzato i propri viaggi diversamente: a pagarne le conseguenze fu la rotta di Torino che fu chiusa per ottimizzare le risorse sulla rotta più forte rappresentata da Milano (rimasta per un po’ di settimane l’unica destinazione, neanche giornaliera)”. E non finisce qui. “Tra le varie problematiche – suggerisce a l’Attacco Sergio Venturino – abbiamo il problema della caserma distaccata dei pompieri che la Regione chiese al Ministero. Per la sua costruzione non ci sarebbe peraltro alcun costo per lo Stato. La presenza stabile dei pompieri fa sì che il nostro aeroporto sali di categoria antincendio. Con la categoria 6/7 potremmo ospitare quasi tutti gli aeromobili. Ad oggi ne abbiamo una a 5 in proroga nel senso che ci viene riconosciuta anche la sesta ma per la quale occorre una apposita richiesta, un’autorizzazione”.     

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testatina dillo al direttore WEB

 



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