Un nuovo polverone scuote e colpisce l’amministrazione Episcopo, e in particolare l’assessore allo sport Mimmo Di Molfetta. Secondo un’autorevole fonte interna a Palazzo di Città, infatti, il problema questa volta sarebbe legato alle tariffe che le società sportive sarebbero tenute a versare al Comune di Foggia per le proprie attività praticate all’interno delle strutture di proprietà comunale. “Per tutte le manifestazioni a pagamento e in tutti gli impianti sportivi viene applicata la seguente tariffa: 10% sugli incassi, al netto dei diritti erariali e sportivi dovuti, con un minimo garantito di 120 euro”, si legge nel tariffario ufficiale stilato dall’ente. “Per l'uso degli impianti sportivi per riunioni, convegni, corsi didattici e congressi, la tariffa d'uso, al netto dei consumi per le utenze, è stabilita in 300 euro fino a sei ore continuative, e a 420 euro oltre le sei ore. Negli impianti sportivi comunali, con l'eccezione delle piscine, le attività praticate dagli anziani e dai portatori di handicap, promosse, concordate o coordinate dal Servizio Sport e che si svolgono nella fascia oraria dalle ore 08:30 alle ore 13:30 e dalle ore 16:00 alle ore 17:00, sono esenti dal pagamento del canone d’uso”, si legge ancora.
“Per tutte le manifestazioni sportive ed extra-sportive i concessionari, oltre alle tariffe d’uso, sono tenuti al pagamento dei costi accertati per l'uso di attrezzature, nonché al pagamento del personale eventuale addetto alle casse e agli ingressi”, viene specificato. “Per le manifestazioni sportive che non siano quelle di campionato delle associazioni che già risultano assegnatari di spazi e per le attività ludiche degli anziani si applicano le seguenti tariffe: 60 euro fino a 3 ore consecutive, 110 euro fino a 6 ore consecutive, 160 euro fino a 9 ore consecutive, e 220 euro fino a 12 ore consecutive”, c’è scritto.
“Il pagamento della tariffa relativa all'uso dell'impianto dovrà essere versato in anticipo ed è condizione pregiudizievole al rilascio della concessione. Nel caso di manifestazioni o gare con ingresso a pagamento, le percentuali dovute e riguardanti tutti gli altri tributi o diritti connessi alla stessa dovranno essere versati entro 48 ore dall'acquisizione del borderò da parte della Siae nei modi e nelle forme stabilite dall'amministrazione comunale”, viene sottolineato. “Per i tornei e gli incontri amichevoli con ingresso gratuito del pubblico si applicano le stesse tariffe degli allenamenti. Per le attività federali di campionato, che si svolgono con ingresso gratuito del pubblico, nonché per i Campionati Studenteschi e per i Giochi della Gioventù, non è dovuta alcuna tariffa d’uso. Per gli allenamenti di rappresentative nazionali non è dovuta alcuna tariffa d’uso. Tutti gli importi indicati si intendono al netto di Iva”, viene ribadito.
“Dunque, la situazione è questa”, dice la fonte a l’Attacco. “Intanto, esiste un regolamento che regola - appunto - l’accesso alle varie strutture sportive comunali per le società”, spiega. “Funziona in questo modo: un’associazione, per usufruire di una determinata struttura sportiva comunale, paga una tariffa oraria al Comune di Foggia. Questo, ovviamente, succede a tutte le società sportive del capoluogo, ad eccezione di quelle di atletica”, sottolinea.
“Nelle società di atletica, infatti, viene pagato un abbonamento annuale dal singolo tesserato, in base all’età, che finisce nelle casse del Comune di Foggia. Poi, però, lo stesso atleta va a pagare anche una quota mensile alla società che lo tessera. La società, mascherandosi dietro il pagamento annuale dell’atleta - a prezzi stracciati, ovviamente -, non paga nemmeno un euro al Comune di Foggia. Per cui, tutto quello che il tesserato paga alla singola società, quest’ultima lo incassa in maniera pulita, senza rimetterci nulla”, racconta. “Si va a creare, allora, un’enorme sperequazione - su Foggia - tra uno sport e l’altro: tra l’atletica e gli altri sport, in modo particolare. Si tratta di un vero e proprio business, studiato e messo a punto dalle società di atletica.
Ricapitolando: camuffandosi dietro il pagamento annuale a un prezzo stracciato che ogni atleta versa alle singole società, e che queste ultime pagano al Comune di Foggia, le società di atletica non pagano la tariffa oraria - come da regolamento - all’ente comunale, incassando in maniera pulita e netta le somme delle quote mensili di ogni tesserato, e creando un vero e proprio business intorno a questa cosa. Un giro d’affari che, di conseguenza, crea all’ente comunale un grande danno erariale, oltre a costituire una evidente discriminazione tra l’atletica e gli altri sport”, evidenzia. “A mio avviso, tale questione andrebbe approfondita e discussa in Consiglio comunale, tanto più che nella giunta dell’amministrazione Episcopo è presente un assessore che fa parte della dirigenza di una di queste società di atletica, e dunque questa cosa potrebbe andare a costituire un grave conflitto d’interesse interno all’ente comunale”, conclude.
“Dei tesserati e degli ingressi al campo scuola, inoltre, non vi è nessuna traccia. Il paradosso è che il regolamento viene anche in qualche modo rispettato, ma queste società di atletica riescono comunque a eludere ogni tracciabilità. Il regolamento, dunque, andrebbe cambiato immediatamente. Per quale motivo ancora non si modifica?”, chiede in chiusura la fonte. “Ci sono delle contraddizioni evidenti, soprattutto nell’articolo 8”.
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