Consiglio comunale, Mainiero: "Bilancio chiuso con gravissime perdite per le nostre società partecipate"

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Ieri il consiglio comunale (o meglio, la maggioranza del campo più o meno largo e più o meno progressista) ha approvato il bilancio consolidato. Un atto fondamentale per il Comune di Foggia. Uno dei più importanti in assoluto. Ed il modo in cui è stato frettolosamente licenziato rappresenta la fotografia perfetta e più nitida della cifra politica ed amministrativa di chi è al governo della città.
Stiamo parlando di un bilancio chiuso con gravissime perdite per le nostre società partecipate". 

A dirlo è il consigliere comunale Giuseppe Mainiero che aggiunge: "Nello specifico, Amgas - quella società che un tempo era uno dei più preziosi "gioielli di famiglia" del Comune - ha chiuso il proprio bilancio di esercizio con una perdita di 487.521 euro, con incertezze significative che possono fare sorgere dubbi sulla capacità della società di continuare ad operare come entità in funzionamento.
Ataf continua ad essere una società sempre più in decozione finanziaria, che naviga a vele spiegate verso un "crack" devastante che sopravvive grazie all'adeguamento inflattivo.

Amiu Puglia ha fatto registrare una perdita di esercizio pari a 573.492 euro. Non a caso il Collegio dei Revisori dei Conti "vista la perdita conseguita nell'esercizio" ha invitato formalmente gli amministratori "a porre in atto tutte le azioni opportune al fine di riequilibrare la situazione economica", giacché "confrontando gli indici 2023 con i dati dell'anno precedente si evidenzia un generale peggioramento degli stessi". Il tutto a fronte di un servizio di pulizia e raccolta dei rifiuti che nella città di Foggia esprime una qualità che definire bassa sarebbe un eufemismo.

Dati che dovrebbero destare una qualche preoccupazione, specie in chi ha scelto per la governance delle aziende personale senza esperienza e capacità manageriali, selezionato tra ceto e personale politico all'insegna dal vecchio "manuale Cancelli". Insomma, un tema che avrebbe meritato più di una riflessione, un confronto puntuale e di merito ed un dibattito che andasse oltre la solita e consueta paginetta letta - non so quanto consapevolmente - dall'assessore Davide Emanuele.  Invece nulla. Zero. Nessuno ha chiesto di intervenire. Probabilmente perché tragicamente questa maggioranza non ha nulla da dire. E i risultati disastrosi infatti sono sotto gli occhi di tutti. 
Avevo prenotato il mio intervento per esprimere la mia posizione, fare le mie considerazioni, formulare le mie valutazioni e le mie proposte per evitare che Foggia finisca nel baratro in cui il centrosinistra è abilissimo a farla sprofondare, come accadde con le Amministrazioni Ciliberti e Mongelli, di cui quella Episcopo è una copia sbiadita. Ho chiesto però alla presidente Lia Azzarone che, oltre me, venissero iscritti anche tutti gli altri consiglieri che avessero deciso di prendere la parola. E invece, come dicevo, nessuno ha inteso intervenire. Proprio nessuno. Mancava solo che facessero finta di guardare in aria fischiettando quando è stato chiesto chi volesse prendere la parola e se ci fossero interventi sull'accapo.

Ho quindi deciso di rinunciare all'intervento, perché è inammissibile e semplicemente scandaloso che in questo consiglio comunale si attenda che sia io ad avviare la discussione. Forse nella speranza che sia io a suggerire ai nuovi amministratori qualche elemento di cui discutere.
Questa volta ho evitato di farlo, affinché emergesse plasticamente il nulla, in termini di idee e conoscenza delle questioni amministrative, da cui è formata questa maggioranza. È senza precedenti la superficialità e il disinteresse con cui l'Amministrazione e la sua maggioranza si rapportano alla situazione di sofferenza e pericolosa crisi finanziaria delle nostre società partecipate.

Non riesco a dire se il "campo largo" la ignori, non la conosca, sia incapace di leggere i bilanci o, peggio, non nutra alcun interesse nei suoi confronti. Ma in ciascuna di queste ipotesi è descritto benissimo in che mani purtroppo è finita Foggia. La situazione è molto grave. E sarebbe necessario ed urgente correre ai ripari. Ma con questi amministratori - molto loquaci quando si tratta di parlare dei "tralicci di Limosani" o del cartellone del "Foggia Estate", peraltro costato circa 70.000 euro in più di quelli che erano stati previsti in bilancio, e muti invece sul futuro delle società partecipate, sulla qualità dei servizi essenziali, oltre che sulla stabilità finanziaria del Comune - non potrà che peggiorare di giorno in giorno. Perché non c'è nessuna "altra storia". L'unica storia che si vede è quella, buia e opaca, del passato targato centrosinistra e Partito Democratico".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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