E’ una delle deleghe più delicate quelle che ricopre l’assessora Lucia Aprile nella giunta del campo largo della Sindaca Marida Episcopo a Foggia, in quota Movimento 5 Stelle. Oltre ad essere la vice della prima cittadina è infatti assessora all’ambiente, il che significa che è parte determinante delle scelte che riguardano il verde pubblico e la gestione dei rifiuti. A quasi un anno dall’insediamento Aprile traccia un primo bilancio dell’attività della nuova amministrazione e una visione del futuro prossimo della città nell’intervista a l’Attacco.
Assessora, quasi un anno dopo il suo insediamento. La città è più pulita o sporca?
Oggettivamente siamo riusciti a non procrastinare azioni che erano già previste ma che, per qualche motivo, ancora non erano state attuate, tipo l'avvio del Pap non domestico o l'acquisto di mezzi aziendali strategici. Adesso arriveranno anche 28 mezzi raccoglitori della carta e cartone per la differenziata, quelli un po’ più piccoli, i Porter, che si muovono più agilmente nel centro cittadino. Siamo riusciti ad implementare la pulizia, da maggio a ottobre, nei parchi urbani che prima non veniva prevista in maniera più concentrata nelle stagioni in cui i parchi sono più vissuti. Siamo riusciti anche ad avere un piano straordinario per gli eventi, cosa che era prevista dal piano industriale ma che in qualche modo non veniva percepita dalla cittadinanza perché non era impostata in modo strutturale. Personalmente cerco di garantire sempre che il servizio venga offerto nel migliore dei modi, anche facendo io stessa dei sopralluoghi.
Il Dec sta dando anche un importante contributo, verificando la quantità e la qualità del servizio che viaggia su queste due lunghezze d'onda sostanzialmente, quindi in realtà personalmente io so che ci stiamo spendendo molto, anche collaborando con l'azienda nonostante ci siano evidentemente delle criticità, di cui tutti erano consapevoli ma in qualche modo si viveva in uno stallo. Stiamo cercando di andare oltre e risolverle per offrire un servizio migliore. Dal punto di vista della comunicazione, abbiamo messo in campo una serie di fondi, anche dei consorzi, e quindi siamo riusciti a fare attività di sensibilizzazione, cito ad esempio le Vetriadi nelle scuole; abbiamo accelerato le procedure di messa a gara per la raccolta degli olii esausti in città e per la raccolta dei tessuti, quindi degli abiti usati, che per me era fondamentale. Pensare che una città di 150 mila abitanti che non offra questo servizio è allarmante anche solo a dirlo.
Lei rivendica azioni e misure concrete eppure segnalazioni di criticità si rincorrono. Come valutate la percezione, il sentiment dalla cittadinanza?
Il modo in cui faccio l'assessore io, purtroppo o per fortuna, mi espone, nel senso che in una città grande come Foggia è quasi inevitabile che magari ci sia la postazione, che anche se è stata pulita, è oggetto di sversamenti e quindi sporca, come magari vicino alle aree mercatali è più facile che sia molto sporco o che magari quel giorno il servizio non sia stato efficiente come avrebbe dovuto essere. E’ quindi più facile che mi arrivi la segnalazione. Ma io voglio le segnalazioni, nel senso che per me sono un metodo, sia per porre rimedio da una parte, sia per capire se in realtà quella segnalazione specifica rappresenta una criticità strutturale che dobbiamo andare a risolvere dall’altra. Detto questo, il tema della raccolta dei rifiuti è quello maggiormente percepito dai cittadini, è quello che immediatamente è visibile. Anche la cartaccia a terra può dare luogo a una serie di contestazioni infinite. Poi c'è tutto un tema, che vorrei cercare di seguire molto meglio di quello che sto facendo adesso, che è quello della sensibilizzazione su cui oggettivamente mi sto concentrando poco ma perché sono molto più concentrata adesso nell’iniziare ad offrire un servizio molto più capillare, molto più efficiente rispetto a come era prima. Tra l'altro stiamo facendo una serie di analisi rispetto all'avvio del porta a porta, stiamo cercando anche di capire con la Regione se i fondi Pnrr dedicati ai cassonetti intelligenti in qualche modo possano essere direzionati all’avvio del servizio. Di recente sono stata al ministero dell’ambiente con l'onorevole Giandonato La Salandra, in quanto riferimento del territorio che mi ha accompagnata, con l'ingegnere Antonicelli.
Quindi che ne è del porta a porta?
Premesso che il ministero ci ha definitivamente chiuso le porte, nel senso che purtroppo non possiamo sostituire i cassonetti stradali intelligenti, quelli con la tessera sostanzialmente, con l’attrezzatura porta a porta, i tempi si sono un po’ allungati. Quindi stiamo cercando di realizzare una raccolta con cassonetti più efficiente. Stiamo cercando anche di avere la disponibilità di fondi da potenziali partner che ci consentano di non incidere significativamente sulla Tari.
Avete degli indici di misurazione del gradimento, della satisfaction dell'utenza?
No, non siamo ancora arrivati a misurarla scientificamente, però posso dire che dalla percezione che ho io, i cittadini che vengono da fuori a Foggia occasionalmente, trovano la città molto più pulita. Noi residenti facciamo ancora fatica ad avere questa percezione. In parte perché l’azienda che si occupa del servizio lavora da tanti anni in città e si è costruito anche un rapporto a tratti conflittuale. Ricucire in questo senso richiederà sicuramente più tempo e più impegno da ambo le parti. E poi se vogliamo, ci sono anche altri fattori che scatenano una sorta di astio verso Amiu Puglia.
Si riferisce alla partita più generale di Foggia colonia di Bari?
(sorride)
Lei come la vede? L’ex assessore regionale Leo Di Gioia, su queste colonne, riconosce il suo impegno evidenziando però il permanere di molte criticità, prima tra tutte la redistribuzione degli utili della Spa. Ballerebbero 24 milioni secondo il commercialista. A che punto è la verifica?
Le mie perplessità e mi scuso anche se sono sembrate banali o se ho dato l'impressione di attaccare qualcuno, dipendono dall'analisi che ho potuto fare io: tutto quello che è successo in passato è stato approvato dagli organismi politici che vidimavano quei bilanci, quei costi e quelle ripartizioni. Come si fa a dire dopo 10 anni: “non ce ne siamo accorti”? Io me ne sono accorta subito. L'assessorato competente sta facendo gli approfondimenti del caso ma posso dire che in quei numeri c’è tutta una responsabilità politica. Di illegale o illegittimo non c'è nulla. Parliamo di una Spa che ha due soci a cui eroga servizi e sulla base degli utili e dei costi ci sono delle ripartizioni che vengono calcolate anche rispetto alle quote di partecipazione. È tutto legalissimo. La politica avrebbe dovuto prendere una posizione e decidere che ruolo il Comune dovesse avere in questa società. Noi la domanda ce la siamo posta e stiamo lavorando in questa direzione. Il mio compito è oggi dare una soluzione e attenderò di poter parlare con i fatti. Una delle ipotesi è quella chiedere una partecipazione più importante all'interno della società che ci consenta di incidere diversamente anche nelle ripartizioni. Ma non solo. Oppure potremmo chiedere di fare una suddivisione netta in due società, creando una sorta di holding che poi vede i due soci diversificati sia in termini di servizio che di entrate e di uscite. Ci sono valutazioni in atto.
Almeno i bilanci separati per Centri di Costo ci sono.
È una delle prime cose che ho chiesto.
Risulterebbe questo dato nel 2023: un'utile di un milione e mezzo su Foggia, una perdita di due milioni su Bari; è realistico?
È un dato che da quanto è emerso negli uffici dell'assessore Emanuele in realtà si riferisce alla parte impiantistica, non al servizio. Ricordo che Amiu gestisce anche gli impianti sia della città di Foggia che di Bari. Quindi so che le perdite fanno riferimento alla parte impiantistica, non alla parte dei servizi. Ho chiesto conto di queste informazioni e mi è stato detto che questo elemento non intacca assolutamente il servizio e quindi la Tari.
Ma se un cittadino la dovesse incontrare e contestarle che stiamo pagando con la nostra Tari un servizio ai baresi, direbbe che esagera?
Sì, esagera, non parliamo della Tari, non parliamo del servizio. La parte impiantistica va sicuramente rivista e messa a punto. Ci sono dei servizi che non rientrano nel computo Tari e che vengono liquidati con fondi di bilancio. Per ciò che riguarda il 2023 ad esempio chiudiamo con una spesa di 19 milioni invece che 21 dell’anno precedente. In altre parole garantiamo che i cittadini paghino di fatto il servizio che a loro viene offerto. Non un euro di più, non uno di meno.
E’ vero che il servizio ha una carenza di una trentina di unità?
No, quel dato è assolutamente falso. In passato poteva essere così, tant'è che al suo arrivo, il Dec ha determinato delle decurtazioni perché abbiamo notato che c'erano unità mancanti nel servizio ma l’impianto di Tmb è un centro di costo diverso dal servizio, non c'entra nulla. Sono state nel frattempo assunte altre unità e attualmente ne dovremmo avere 271.
C'è un salto di qualità nell'interlocuzione con Amiu e con il nuovo Cda? Servono Fabrizio Baia e Colomba Mongiello?
Sì, anzi, con l'ingegnere Antonicelli io ho già fatto un salto di qualità, nel senso che lui ha capito perfettamente tutte le problematiche, le criticità e le perplessità che personalmente come cittadina avevo posto. Le abbiamo approfondite e sono state oggetto di migliorie che sono poi seguite. Pur considerando Raphael Rossi un ottimo professionista trovo che chi sia del territorio possa avere una percezione molto più diretta dei problemi e una capacità di trovare soluzioni più rispondenti alle esigenze.
A proposito dell’impianto di Passo Breccioso, ci sono sviluppi? Ricordiamolo: la proprietà è in capo al Comune, la gestione è di Amiu. E manca un affidamento ad hoc.
Come ufficio ambiente abbiamo più volte richiesto ad Ager un confronto. Attualmente non riusciamo ancora ad avere un'interlocuzione con l’agenzia regionale, al netto del fatto che stiamo facendo le nostre valutazioni con Agenzia delle entrate, la quale ha tutta la facoltà e la capacità di farci tornare un valore effettivo rispetto a quel sito. Tramite quel valore sicuramente andremo a determinare quelli che sono eventualmente i compensi che la società deve al Comune.
Tempi?
Approssimativamente credo che ne sapremo di più entro sei mesi.
E sulla misteriosissima sorte del multiselettore? Da quando tempo è in riparazione?
Per il multiselettore siamo a lavoro: ci permetterebbe di fare una cosa stupenda che è quella di portare il materiale differenziato pulito presso gli impianti, questo vuol dire dimezzare i costi, considerato che da sporco paghiamo il doppio. I costi della riparazione, su cui stiamo ragionando, di fatto si ripagherebbero da soli. Non a caso il suo ripristino è stato inserito nelle nostre linee programmatiche.
Quindi?
Proviamo ad accelerare.
Passiamo alla gestione del verde pubblico. Campi Diomedei, al netto dell’affaire Limosani, è potenzialmente uno straordinario parco urbano. E’ davvero così complicato mettere a dimora nuovi (grandi) alberi?
Vogliamo certamente dare risposte. Ad esempio, abbiamo avviato delle interlocuzioni con la Sovrintendenza proprio per rivedere quella che sembrava inizialmente una posizione che impediva all'amministrazione di prevedere più alberature, più aree di rimboschimento del parco. E devo dire che ci siamo trovate assolutamente all'unisono io e la sovrintendente nel recepire le istanze dei cittadini che chiedono giustamente più alberi. Colgo l’occasione per informare che li piantumeremo. E lo faremo in accordo con alcune realtà locali, tipo il Cnr e il Crea, ma anche il Centro studi naturalistici che è intervenuto anche al tavolo di confronto e diverse altre realtà. Siamo tutti sulla stessa linea: quel parco può addirittura diventare un museo diffuso sulla cerealicoltura, che rappresenta un po’ le nostre origini se pensiamo al grano come fonte primaria di sostentamento e rispetto ai ritrovamenti neolitici, molto attinenti ai Campi Diomedei. Abbiamo la disponibilità di una fornitura per sei ettari di alberature da parte di una società che ha avuto autorizzazione dal Mase per un impianto agrivoltaico a Mezzanone. Parliamo di circa 1200/1500 alberi. La progettazione che stiamo immaginando con la Sovrintendenza tramite un protocollo d'intesa con queste altre realtà, comprende la piantumazione, per esempio di alcuni semi ancestrali che il Cnr ha a disposizione, di frutti che magari oggi non conosciamo più, edibili, cioè a disposizione dei cittadini. In una parte del parco dove le alberature non sono indicate. Crea e Cnr potrebbero prendersene cura.
Anche perchè il clima in estate è quello che è. Servono davvero più alberi e più cura.
La risposta è la Consulta. Allo stato attuale non posso garantire l'avvio della Consulta in maniera seria. Se dicessi il contrario prenderei in giro me stessa per prima. C'è da aspettare ancora un pochino perché questo significherebbe distrarre risorse che al momento sono impegnate in questioni prioritarie ma non appena avremo altre unità da dedicare, prestissimo spero, avvieremo la Consulta.
Torniamo alla gestione del verde. Va di moda prendersela con la società che cura il servizio.
Sì, noi abbiamo un problema attualmente che non possiamo riferire alla società che lo gestisce. Mi spiego meglio: in una città come Bari ogni cittadino paga una tassa per gestione, manutenzione e accrescimento del verde pari a 52 euro all’anno. In una cittadina di medie dimensioni, dice l’Istat, la spesa pro capite all’anno è di 38 euro. A Foggia ne paghiamo 6. Già di per sé il dato è paradossale. Ma c’è di più, abbiamo un'estensione chilometrica che ci porta a dover avere cura anche di aree come via Manfredonia, le borgate o viale degli Aviatori, evidentemente al limite tra l'urbano e l'extra urbano, da considerare comunali ma che, non si capisce perché, non sono state fatte rientrare nel servizio di manutenzione, anche se là ci sono cittadini che pagano le tasse e vorrebbero avere il servizio. Il contratto tra un annetto circa dovrebbe scadere e stiamo lavorando per sanare questa anomalia, intanto affrontiamo le spese con degli extra costi ma è ovvio che non possiamo andare avanti così.
Altro nervo scoperto di Foggia è la sua Fiera, praticamente abbandonata.
C'è tanto da lavorare, c'è tanto da recuperare, purtroppo tutto è complicato dal fatto che sia commissariata ma ci sono dei lavori in stato d’avanzamento. Il problema è quello che prevede la normativa: avremmo dovuto avere già da tempo un partner privato o comunque un operatore che gestisse la parte eventistica. E oggi non l’abbiamo. L’ente che gestisce la Fiera è lo stesso che si occupa degli eventi e questo crea uno squilibrio. Le criticità sono diverse ed effettivamente dovremmo fare di più sulla Fiera.
Poi ci sono i tratturi da valorizzare. Cosa può fare l’assessorato all’ambiente?
Un pezzo di storia di identità della nostra città, penso che anche lì ci sia un lavoro importante da fare per valorizzare quantomeno i tratturi di nostra competenza e poi a Foggia abbiamo una inestimabile risorsa che è Michele Pesante: lui, oltre ad avere una memoria storica enorme ha anche una visione futura della funzione dei tratturi.
Due domande finali, più politiche. Come si trova nel M5S? Si sente tutelata dal gruppo, dai vertici rispetto a quello che fa?
Sto bene, anche dopo i fisiologici momenti di confronto che pure sono costruttivi. Rispetto alla seconda domanda, ho sempre chiesto ai nostri referenti di darmi un gruppo di supporto perché era il mio metodo, mi ero trovata benissimo e ne sentivo fortemente la mancanza. Però adesso che è stato nominato il referente territoriale che inizierà ad organizzare i gruppi tematici di lavoro, per me quello sarà un riferimento importante. Perché un conto è ascoltare le istanze dei cittadini, un conto è avere un gruppo che è concentrato, in maniera monotematica a dare supporto rispetto anche alla divulgazione. So che manca un pezzo della comunicazione ma confido che anche a questo porremo rimedio.
Se fosse ancora presidente di un'associazione che voto darebbe all’amministrazione in carica?
Al mio assessorato darei un 7 e mezzo, riconoscendo l’enorme impegno profuso.
(a cura di Cinzia Celeste)
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