Anche i canestri di basket sfuggono alle regole a Foggia. “Pronti a chiedere le dimissioni di Di Molfetta”

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Sabato scorso, al palazzetto Russo di Foggia, era in programma il match di basket di serie C tra Cus Foggia e Lsb Lecce. Partita che non si è disputata, e che adesso il Cus Foggia rischia di perdere a tavolino. La causa risiede nel fatto che i canestri del palazzetto Russo - già omologato per le partite di pallacanestro -, non sono posizionati ad altezza regolamentare. Mezz’ora prima dell’inizio della gara, infatti, gli ospiti salentini hanno chiesto agli arbitri di effettuare la misurazione, visto che in fase di allenamento avevano riscontrato delle anomalie. Secondo il regolamento della Federazione Italiana Pallacanestro, il canestro deve misurare - a partire dal cerchio e fino a terra - 305 centimetri. In seguito alla verifica, effettuata con uno strumento di misurazione d’emergenza, entrambi i canestri sono risultati non regolamentari di 3 e 6 centimetri al di sotto della misura standard. Dopo alcune valutazioni di natura tecnica, il Cus Foggia ha constatato l’impossibilità a risolvere il problema. Gli arbitri, preso atto della situazione, hanno deciso di non far giocare le due squadre. Ora toccherà al giudice federale decidere se dare la vittoria a tavolino al Lecce o permettere la disputa della gara. Nello spogliatoio era presente anche l’assessore allo Sport Domenico Di Molfetta. 

“Sono davvero dispiaciuto per questo increscioso episodio, ma vi dico la verità: non ero a conoscenza di questa situazione”, spiega. “Mi impegnerò, già da lunedì, per organizzare il sopralluogo e risolvere la problematica nel più breve tempo possibile”. Le possibilità di evitare la sconfitta a tavolino, tuttavia, sono minime. Il team manager del Cus Foggia Saverio Padalino, però, chiede che la gara venga giocata, e ha prodotto un reclamo allegato al referto. Nel documento si riporta, in sintesi, che i canestri, in quanto strutture fisse, non sono attrezzature obbligatorie, per cui la società non è tenuta ad averne di riserva. Che la misura è stata effettuata con modalità empiriche, perché non era disponibile uno strumento regolare. Infine, Padalino ha rilevato che l’ultima misurazione è stata effettuata alle 18:20, dieci minuti prima dell’inizio della gara. Nella stessa circostanza, è stato comunicato il ripristino dell’altezza, impossibile da attuare in poco tempo.

Due ore prima, invece, nella tensostruttura di via Achille Grandi, da poco in funzione, si doveva disputare la gara di calcio a 5, valida per la sesta giornata del campionato regionale di serie C1, tra Cus Foggia e Real Molfetta. Ma il campo si è rivelato impraticabile per l’umidità dovuta alla pioggia. L’impianto è dotato del sistema di areazione, ma l’addetto comunale non è riuscito a metterlo in funzione. Gli arbitri hanno ritenuto il campo pericoloso. Finora erano state disputate 3 partite nella tensostruttura, recentemente omologata e concessa alla squadra di calcio a 5. Il primo a commentare l’accaduto è stato il coach cussino Ciccone. “Dopo 40 anni di pallacanestro, è la prima volta che mi succede una cosa del genere”, dice. “In queste condizioni non ci sto. Avrò bisogno di 48 ore per riflettere e prendere una decisione sul mio futuro. Se ho deciso di condividere questo progetto è soprattutto per i ragazzi, che si sacrificano e ogni giorno danno tutto per questo sport e per questa squadra”, afferma. 

“Qui nessuno ci rispetta. Noi facciamo la serie C, e non è tollerabile che per allenarci dobbiamo pregare le persone per farci rilasciare l’autorizzazione o sottostare a squadre di seconda divisione. Non sappiamo mai a che ora ci possiamo allenare il giorno dopo. Le società hanno diritto ad allenarsi, ma noi siamo una squadra che fa un campionato che a tutti gli effetti può considerarsi professionistico e che costa più di 100mila euro”, sbotta. “Io chiedo solo di allenarci due ore di seguito per quattro giorni alla settimana, ma vedo che tutti ci mettono il bastone tra le ruote, a partire dagli uffici dell’amministrazione comunale. Non mi stanno sconfiggendo le altre squadre, mi sta sconfiggendo la mia città”, conclude.

Poi, arrivano le riflessioni politiche dei consiglieri comunali di opposizione Nunzio Angiola e Antonio de Sabato. “Si tratta della goccia che ha fatto traboccare il vaso”, esordisce Angiola. “Abbiamo una squadra in serie C, e dovremmo trattarla con i guanti bianchi per tutti i sacrifici che giovani, dirigenti e sponsor quotidianamente fanno per giocare un campionato costosissimo, e invece occorre fare ogni volta la scala santa per ottenere autorizzazioni, occorre confrontarsi in una lotta per la sopravvivenza con squadre di seconda divisione, incertezza sugli orari utilizzabili per gli allenamenti e sulla continuità di utilizzo durante la settimana, mancanza di regole burocratiche chiare e condivise, inerzia organizzativa degli uffici comunali”, dice. “E, sia chiaro, i problemi di impraticabilità si pongono non solo per il Cus, ma anche per tutte le altre società. Penso alla Libertas, ad esempio, che partecipa a campionati con la prima squadra e con le giovanili. Il danno economico sarebbe notevolissimo se fossero costretti ad andare a giocare le gare interne a Cerignola o a San Severo”, sottolinea. 

“La prossima gara di campionato federale in programma al palazzetto Russo è tra due settimane, domenica 3 novembre, gara del Cus di serie C”, ricorda. “Su tutte le questioni citate, vogliamo risposte chiare e immediate. Se il palestrone Preziuso non è neanche omologato, il palazzetto Russo è nel più completo abbandono. Si verificano fatti incresciosi, e penso a quando il Cus ha organizzato un’amichevole pre-campionato e ha trovato il palazzetto chiuso sotto gli occhi increduli della squadra del Potenza”, prosegue. 

“Non parliamo solo di seggiolini rotti, ma anche di parquet spesso pulito in modo inadeguato, con la sorpresa di evidenti e massicci accumuli di polvere alla ripresa degli allenamenti dopo l’estate. Parquet rialzato e mai sistemato nonostante le promesse. Frequenti lamentele in merito alla scarsa collaborazione dei custodi, per non parlare della carenza dal punto di vista della sicurezza”, continua. “Siamo pronti a chiedere le dimissioni dell’assessore Di Molfetta se non darà una svolta decisiva all’utilizzo dei due palestroni”, tuona Angiola. “Temiamo, però, che l’assessore non sia in grado di provvedere, e come facciamo ad essere ottimisti, vista la vergognosa fine che ha fatto una mozione sulla costruzione del nuovo palasport che, nonostante sia stata approvata dal consiglio comunale all’unanimità, è caduta miserevolmente nel dimenticatoio?”, si chiede il consigliere. 

“Lo sport a Foggia richiede ben altra capacità di programmazione e ben altre capacità gestionali”, chiosa. “Sono indignato per quanto accaduto”, gli fa eco de Sabato. “Chiedo all’assessore Di Molfetta di avviare una verifica immediata, per garantire il corretto svolgimento delle gare e porre fine a questi disservizi”, dice. “Questa è l’ennesima brutta figura per la nostra città. Non possiamo tollerare che gli atleti e le squadre che rappresentano Foggia siano trattati in questo modo. Lo sport e i nostri atleti meritano rispetto e supporto da parte dell’amministrazione comunale”, conclude. “Pretendo scuse ufficiali per l’accaduto, e l’impegno immediato a risolvere le problematiche che da troppo tempo affliggono gli impianti sportivi comunali”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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