La politica non è mai rimasta davvero estranea rispetto ai concorsi, come dimostrato palesemente anche con quelli della Provincia di Foggia degli scorsi anni. C’è chi inoltre ricorda come figli di funzionari e dipendenti di p.a. abbiano proseguito sulla stessa strada.
Ecco perché, secondo alcuni addetti ai lavori, sarebbe auspicabile che l’amministrazione Episcopo chiami magistrati della Corte dei conti a presiedere le commissioni esaminatrici. Prima di questa odierna, la più grande infornata in Comune a Foggia, con circa un centinaio di assunti, avvenne alla fine degli anni Settanta grazie alla legge regionale n.285, che portava la firma del vicepresidente foggiano della Regione, Mimì Romano (in foto). Allora imperava il pentapartito, l’asse DC-PSI era fortissimo. Dopo di allora il nulla. Per i dirigenti ci furono, invece, due concorsi importanti negli stessi anni, governati dal socialista assessore al personale, Franco Colucci.
Ma la corsa contro il tempo per le previste assunzioni non è l’unico problema per l’amministrazione Episcopo. Il centrodestra ha presentato una interrogazione urgente in cui ricorda anche l’istanza di annullamento in autotutela presentata dalla Direl – il principale sindacato dei dirigenti pubblici, guidato da Micky de Finis – che rischia di avere un effetto a cascata sulle procedure per selezionare i dirigenti a tempo determinato.
E poi c’è il Tar Puglia, che il 20 novembre prossimo si esprimerà sul ricorso presentato dall’architetta Valeria Valendino, candidata risultata idonea nella procedura bandita dalla commissione straordinaria per un posto di dirigente tecnico, vinta dall’ex dirigente Concetta Zuccarino.
La graduatoria a tempo indeterminato è ancora vigente e l’ente sarebbe tenuto a scorrerla e assumerla, anziché procedere – come ha fatto – con la nuova procedura, che vedrà oggi il colloquio dei candidati. Il 7 novembre scorso è stato pubblicato il decreto del presidente del Tar Angelo Scafuri inerente al ricorso di Valendino per l’annullamento degli atti.
La donna aveva chiesto la sospensiva, ma il presidente Tar ha deciso che non ci sono “profili concreti, immediati e specifici di estrema gravità ed urgenza”, lasciando all’amministrazione l’eventuale breve differimento della data del 13 novembre fissata per il colloquio. Gli atti ai lavori sono convinti che il giudice amministrativo darà ragione a Valendino e, per tale ragione, ritengono doveroso per il Comune soprassedere rispetto al colloquio odierno coi candidati ammessi.
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