“Su Parcocittà si sta purtroppo consumando l'ennesimo tiro al bersaglio indiscriminato in stile foggiano, le tipiche sabbie mobili che tutto risucchiano senza discernere tra bene e male”. A parlare a l’Attacco è il Consigliere comunale foggiano Francesco Strippoli (M5S), difendendo i gestori di Parcocittà, che da presidio di legalità è finito al centro di numerose polemiche, ultime delle quali quella per la Tari non pagata per 25mila euro, come rivelato dal Corriere del Mezzogiorno. Un caso oggettivamente imbarazzante, visto che - come l’Attacco racconta da anni - coinvolge un gruppo che fa capo all’ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese Peppino D’Urso (Pd) e che vede un oggettivo conflitto di interessi dell’assessora dem alla cultura Alice Amatore, piddina, socia - al pari di svariati propri familiari – di una delle associazioni che gestiscono l’anfiteatro che è bene pubblico. La dirigente del Servizio cultura Silvia Siciliano ha firmato il 18 settembre scorso la nota con cui ha chiesto formalmente all’ATS Progetto Parcocittà la riconsegna dell’immobile concesso in comodato d’uso della struttura di servizio anfiteatro situata all’interno di Parco San Felice. Una concessione scaduta ormai nel lontano 2019, come segnalato più volte dal dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare il quale ha anche evidenziato le violazioni della convenzione. Ma nulla è cambiato dopo l’atto di Siciliano, anzi ora si è aggiunta la notizia del mancato pagamento della Tari per circa 25mila euro.
“La Tari? Gli uffici stanno facendo tutte le verifiche. Le responsabilità sono sempre state amministrative in passato. È diventata la solita bagarre politica e terreno di regolamento di conti individuali, anche abbastanza beceri, fomentati come al solito da parte di persone che rispondono al tipico modo di fare stereotipato del non fa, non vuole fare e non vuole far fare”, afferma il contiano Strippoli, mentre nessuna reazione è finora arrivata da Amatore o dai gestori di Parcocittà.
“Quando ci si approccia alla questione Parcocittà non bisogna mai dimenticare che si sta parlando di una associazione no-profit che sotto forma di lavoro volontario ha attivato una quantità enorme di progetti sociali, di riqualificazione, di contrasto alla povertà educativa, di pedagogia per ogni età, di cittadinanza attiva, cultura, spettacoli e innovazione”, continua Strippoli. “Un esempio più unico che raro di volontariato associativo civile e sociale, che ha portato a Foggia progetti di livello nazionale, bandi e fondi per colmare quei vuoti amministrativi e soprattutto politici che colpiscono in primis le fasce più deboli della popolazione”, afferma.
“Conosco decine di ragazzi che grazie al lavoro generoso e silenzioso delle associazioni e dei volontari protagonisti della riqualificazione di quegli spazi hanno trovato alternative concrete di riscatto sociale e di allontanamento da ogni forma di devianza. Decine di adulti e anziani che si sono sentiti riattivati e coinvolti in progetti di indiscutibile valore umano. Decine di associazioni che hanno trovato una casa in una città che paga un'assenza allarmante di spazi idonei per riunirsi e confrontarsi”, continua il pentastellato.
“Innumerevoli i momenti aggregativi e di azioni concrete dedicate alla cultura e all'antimafia sociale. Tutto questo in un posto che l'amministrazione e gli incivili avevano reso una discarica a cielo aperto, un luogo di spaccio e criminalità prima che i volontari se ne occupassero e lo facessero risorgere. Basta vedere le immagini del prima e del dopo. Se il bando di riaffidamento non è stato espletato, se non sono state calcolate le volture, o se ci sono state altre situazioni irregolari, io ci vedo più responsabilità della stessa politica che dei semplici volontari. Quella convenzione non è stata scritta dai volontari ma da funzionari. La dirigente Siciliano e gli assessori delegati stanno facendo un enorme lavoro per riordinare la faccenda che si perde nel tempo e nei meandri di più uffici. Alcune cose erano affidate agli uffici cultura, alcune agli uffici ambiente, altre al patrimonio. Se qualcuno gioca a distruggere, a criminalizzare o a fare in modo che tutto cada nel degrado più totale non ama Foggia e nel suo profondo egoismo gode nel vederla degenerare. Cerchiamo di operare tutti per il meglio”, conclude.
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