Ieri mattina, l’amministratore unico dell’azienda Automazione Sud Fortunato Di Masi ha indetto una conferenza stampa presso il ristorante Samì di Foggia per raccontare ai giornalisti dell’insolvenza da parte dell’Ente Fiera della Regione Puglia rispetto ai lavori per la nuova palazzina e per le infrastrutture relative alla Fiera di Foggia realizzate dalle ditte appaltatrici, in attesa dei pagamenti per le fatture emesse tra il 2021 e il 2022.
“Siamo stati un’azienda in attività per 39 anni, con un fatturato annuo di 4 milioni e un capitale sociale di 100mila euro, conosciuta e stimata da tutti nel campo della Building Automation, con un rating bancario eccellente, fino a quando non siamo entrati nel subappalto per l’impiantistica elettrica e di supervisione della nuova infrastruttura per la mobilità a servizio del quartiere fieristico di Foggia”, ha raccontato Di Masi alla stampa. “In maniera più semplice, la realizzazione di tale progetto ha una grande valenza sociale, in quanto, oltre alla palazzina degli uffici, la cosa molto più importante riguarda la costruzione di un parcheggio coperto interrato per oltre 1000 vetture. Tale realizzazione è da considerarsi al servizio dell’infrastruttura pubblica e privata di Foggia, tale da sollevare il normale traffico caotico del centro, attenuando lo smog, che di solito ristagna, e dare un senso di città capoluogo di provincia, senza dimenticare gli spazi circostanti alla palazzina degli uffici, che possono essere ancora dedicati al parcheggio esterno, smontando la recinzione da cantiere”, ha aggiunto. “Si innesta per questa realizzazione un accordo di programma unificato tra Ministero delle Infrastrutture e Regione Puglia, che per un po’ funziona su trasferimenti tra Regione Puglia e Fiera di Foggia e su stati di avanzamento dei lavori regolarmente liquidati, fino alla crisi del covid, che impone fermi tecnici al progetto”, ha spiegato. “Il fermo del covid arriva fino alla scadenza della convenzione tra Ministero delle Infrastrutture e Regione Puglia, cosa che nessuno rinnova, e pertanto i finanziamenti ritornano in carico al Ministero, e si riparte con un atto integrativo all’accordo di programma”, ha proseguito. “Si riparte con la richiesta ex novo della convenzione tra Ministero, Fiera di Foggia, Corte dei Conti e via discorrendo, a passo di lumaca. Nel frattempo, con la formula-mantra ‘il mese prossimo andrà tutto a posto’, continuiamo a produrre, e solo a marzo 2024 si sblocca una quota parziale di pagamenti di fatture su stati di avanzamento dei lavori emesse nel 2021 e nel 2022 pari a 200mila euro, su un monte-fatture di 436mila euro, con promessa di liquidazione totale del restante entro pochi giorni”, ha sottolineato.
“Ci viene proposto un accordo capestro, nel quale si rinuncia agli interessi sulle somme non pagate, con termini di consegna estremamente ridotti, anche se si configurano condizioni vessatorie. A fronte della promessa di rapida soluzione della situazione economica, si riprende a lavorare a ritmi intensi, e dal mese di aprile 2024 al 31 maggio 2024 viene prodotto stato avanzamento lavori per 442mila euro, per la parte di nostra competenza, similmente a valori molto più alti per la Capogruppo Edile e subappaltatrici meccaniche e elettriche, scoprendo difficoltà di trasferimenti economici dalla Regione Puglia alla Fiera di Foggia, a causa di una non meglio identificata problematica sulla rendicontazione di consulenze e relativi riconoscimenti, tenendo conto che i lavori effettuati sono al 75% del totale, con possibilità di completamento entro 3 o 4 mesi dal saldo delle competenze economiche pregresse”, ha continuato.
“Ad oggi non ci sono avvisaglie di pagamento, se non il classico ‘stiamo vedendo di risolvere’ - altro mantra - dei vari personaggi amministrativi, mentre da Regione Puglia e Fiera di Foggia niente di niente, con il presidente Nobiletti e il commissario Arena non pervenuti”, ha fatto sapere. “A fronte di questo, le somme giustamente pretese dalle imprese diventano milioni di euro, e tutte le imprese sono boccheggianti, per cui abbiamo deciso di interrompere le lavorazioni, pretendendo ufficialmente il documento di interruzione dei lavori, in modo tale che poi non si incappi in penali sui ritardi di consegna dei lavori, avendo già maturato altre lavorazioni non contabilizzate in stato avanzamento lavori”, ha annunciato. “I signori dietro le scrivanie, che non calpestano la polvere dei cantieri, non sanno che le imprese, per produrre stato avanzamento lavori e produzione, acquistano i materiali con un pagamento medio di 60-90 giorni dalla data della fattura, che le maestranze, ogni fine mese, hanno la necessità di riscuotere lo stipendio, che le fatture ricadenti negli anni 2021 e 2022 entrano nel bilancio a formare la quota economica degli eventuali utili da tassare, e che per fare fronte agli impegni ci si rivolge alle banche, che ti prendono in considerazione solo se dimostri di essere un’azienda affidabile, e non certo gratuitamente”, ha affermato.
“Ad oggi siamo in attesa di pagamenti pari a 678mila euro, che comunque è una cifra notevolmente minore rispetto a quella delle spettanze della Capogruppo Edile. Sono da registrare delle assenze clamorose, in primis della Regione Puglia e dell’Ente Fiera, ma anche del Comune di Foggia, che è socio dell’Ente Fiera, il cui Sindaco aspetta una nuova cattedrale nel deserto in Corso del Mezzogiorno, oppure godrà del fatto che Foggia è passata dall’ultimo posto al terzultimo posto della classifica del tenore di vita delle città italiane”, ha infine ironizzato. “Altra assenza è quella dell’opposizione politica al Comune di Foggia, silente e assente, come se aspettasse il fallimento della giunta attuale per poi sparare”. Contattato dal quotidiano l’Attacco, l’ex commissario Massimiliano Arena non ha voluto rilasciare dichiarazioni a riguardo.
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