Alleanze dell’ultimo Zanasi: Cassa edile col fiato sul collo, verifica interna su ammanchi e rottura con Ance

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Neanche il numero uno di Camera di commercio Pino di Carlo sarebbe stato invitato a partecipare all’assemblea generale di Confindustria che giovedì scorso ha eletto il nuovo consiglio generale, dove a sorpresa il più votato di tutti è stato Giovanni Zanasi, figlio del presidente Eliseo. L’associazione di via Valentini Vista ha parlato di un 80% di imprese presenti in assemblea ma diversi iscritti non invitati si dicono pronti ai ricorsi per dimostrare che lo statuto sarebbe stato violato e dunque la procedura sarebbe viziata. “Mi è arrivato il sollecito di pagamento, ma nessuna convocazione”, è la versione che arriva da uno dei più noti associati. “I probiviri sicuramente respingeranno in prima istanza. E se i ricorsi arrivano in tribunale la partita diventa esterna”, annota un addetto ai lavori. Un modo per dire che, siccome anche il collegio dei probiviri è stato appena rieletto, la via dei ricorsi sarà, presumibilmente, quella giudiziaria per chi vorrà portarli avanti. Sono stati eletti nel collegio dei probiviri Francesco Pio Affatato, l’avvocato sanseverese Roberto de Rossi (legato a Zanasi essendo il genero del fratello medico Massimo), il manfredoniano Pasquale De Salvia (cugino del direttore di Confindustria Enrico Barbone), gli avvocati Michele Fatigato (consulente di Zanasi) e Francesco Follieri (figlio dell’ex prorettore Enrico). Nel collegio dei revisori Luigi Maida, Riccardo Pagliara (commercialista di Zanasi) e il sipontino Giovanni Sventurato (cugino di Gianni Rotice ed ex consigliere comunale). La nuova governance assindustriale, vero colpo di coda di Zanasi a pochi mesi dal passaggio di consegne col futuro presidente, evidenzia le alleanze strette dall’edile e vertice onorario.

C’è chi rileva come si sia fatto leva sulle grandi imprese di livello nazionale, tenendo fuori tante personalità molto attive come Salvatori, Altobelli, Salandra, Frisoli, Mescia, Galano, Lops. Lampante l’intesa stretta da Zanasi con l’ex presidente confindustriale ed ex sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, in cerca di una nuova collocazione dopo la fine della breve stagione politica e i trascorsi istituzionali. Più sotterranea, invece, è l’intesa tra Zanasi e Biagio di Iasio, che dopo esser stato lo storico direttore di Confcommercio a giugno scorso tentò invano di tirare la volata a Zanasi per l’ingresso in giunta camerale. Obiettivo fallito, visto che ebbe invece la meglio il numero uno di Ance Foggia Ivano Chierici. 

Dietro il nuovo consiglio generale ci sarebbe, a quanto pare, anche lo zampino di di Iasio, che oggi insieme a Francesco Capacchione, ex presidente di Copagri per la provincia di Foggia, avrebbe dato vita ad una piccola nuova associazione di imprese dell’area del commercio che si starebbe riunendo proprio nella sede di Confindustria. 

Nel frattempo resta alla finestra Tito Salatto, su cui c’è un accordo di massima per la successione a Zanasi. Quest’ultimo intenderebbe metterne in sicurezza l’elezione a marzo prossimo, ma il patron della sanità privata rischia di essere messo su un cavallo azzoppato e temerebbe l’invalidazione dell’assemblea di giovedì scorso. 

“Non sono abituato a comperare le presidenze”, ha fatto sapere Salatto a l’Attacco dopo i rumors circolati per i quali si sarebbe reso disponibile a intervenire concretamente per rimpinguare le casse dell’associazione dell’aquila. 

Ci sono, infatti, anche altre questioni che appaiono preoccupanti per il presidente uscente Eliseo Zanasi, a cominciare dal buco di bilancio di Confindustria, che è debitrice per ben 700mila euro nei confronti della sola Ance, la costola rappresentata dai costruttori edili. 

Non meno rischiosa è la questione di Cassa edile, l’ente bilaterale presieduto da Zanasi fino al siluramento di pochi mesi fa in favore dell’uomo Ance Michele Gengari. Le bocche qui sono cucite ma, stando ai beninformati, sarebbe ormai di dominio pubblico che sia in atto una verifica dei conti condotta da Gengari col comitato di gestione interno, una verifica da cui potrebbero derivare responsabilità in sede civile e penale. L’ipotesi è di mala gestio e potrebbe configurare persino ipotesi di reato per via dei (presunti) ammanchi notevoli. 

Oltre ad avere Cassa edile alle costole, Zanasi sconta oggi anche la rottura con Ance, che oggi esprime il presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini e che da Roma starebbe monitorando le questioni territoriali, facendo ritenere saltate le coperture di cui Zanasi godeva col predecessore Bonomi. 

E’ stata Ance Puglia, guidata dal cerignolano Gerardo Biancofiore, a dichiarare di voler recedere dalla Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, dove Zanasi ha da ultimo perso la presidenza. “Né rinnovato né rifinanziato”, spiegano i beninformati. 

“Zanasi è convinto che se riesce a chiudere la partita su Salatto presidente può rinviare la resa dei conti su Cassa edile. Potrebbero partire denunce dentro l’ente bilaterale. Una bella gatta da pelare, oltre alla fronda di Ance. Né va dimenticato che è oggi lontano anche da Formedil, l’ente unico formazione e sicurezza”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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