Ha diviso la maggioranza del campo largo foggiano e spinto ad un rinvio la proposta di delibera con cui il super assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici, Giuseppe Galasso, pone la pietra tombale sul programma di housing sociale, “superato e non più in grado di soddisfare l'interesse pubblico e le finalità per le quali era stato originariamente concepito”.
Quanto la situazione fosse calda lo si era compreso da giorni, coi consiglieri M5S costretti a rinunciare al grande evento romano di Nova col presidente Conte per partecipare alla riunione di maggioranza convocata dalla sindaca Marida Episcopo domenica scorsa. Poi, martedì sera, la certezza sul fatto che l’accapo sarebbe stato ieri rinviato in consiglio comunale.
E così è stato: è passata con 18 sì della sola maggioranza la richiesta avanzata in tal senso dal contiano Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio. “E’ una delibera importante e delicata. Nel frattempo si è aggiunta un’altra sentenza, successiva alla redazione della proposta di delibera”, ha spiegato il pentastellato ed ingegnere.
“E’ opportuno fare maggiori approfondimenti e chiedere un parere legale sulle implicazioni di tale atto”. Contro di lui e contro la maggioranza si è scagliato duramente l’eletto di opposizione Antonio de Sabato: “Sono stati giorni difficili che vi hanno visto litigare. Avete sfogato gli istinti peggiori sull’housing sociale, le commissioni consiliari sono rimaste bloccate per via delle continue riunioni su questo tema. E’ surreale e paradossale che, dopo tanto tempo e un commissario ad acta, si sia arrivati in consiglio e sia stato chiesto un ulteriore rinvio dalla stessa maggioranza, come se tutte le argomentazioni di Galasso non fossero state chiare. E’ ipocrisia, incompetenza, incapacità di trattare il tema dell’emergenza abitativa che avrebbe dovuto essere il primo punto per questa amministrazione. E’ una questione di dignità politica e di reputazione, avete scelto oggi di non decidere e mi fa specie che a chiederlo sia stato proprio Quarato, che nella presidenza della commissione rappresenta la continuità con l’ex sindaco Landella”. “Una reazione eccessiva, scomposta, fuori luogo. Si è mosso un nervo scoperto”, ha replicato Quarato. “Il ruolo di presidenza è super partes, sono equidistante e ho sempre agito per il bene di questa città. Rigetto tali illazioni e accuse”.
Al momento del voto il centrodestra ha abbandonato l’aula. “L’emergenza abitativa è dirimente nella nostra città”, ha evidenziato il forzista Raffaele di Mauro spiegando tale decisione. “Le responsabilità politiche ve le assumete voi”. Nei giorni scorsi il consigliere di maggioranza Antonio Mancini, ex CON, aveva consigliato di non cassare l’housing sociale anche alla luce dei rischi connessi alle eventuali richieste risarcitorie.
Dello stesso avviso è Antonello Di Paola di Tempi nuovi. “La nostra formazione già da un po' di tempo ritiene lacunosa la relazione predisposta dagli uffici tecnici”, afferma l’eletto a l’Attacco.
Peraltro, la relazione redatta al termine dell’istruttoria è firmata dal dirigente dell’ambiente Saverio Pio Longo, che sta coprendo con interim l’urbanistica e i lavori pubblici dopo le dimissioni di Concetta Zuccarino e nelle more della nomina del nuovo dirigente. “Dobbiamo cercare di tutelare il Comune dai possibili risarcimenti danni. Serve un parere legale più corposo e convinto che ci dia maggiori garanzie. Non ci dobbiamo porre il problema solo di concludere l'iter, visto che siamo tutti d’accordo sul punto che è un programma improponibile dopo tanti anni. Dobbiamo anche evitare che questa decisione incida negativamente sull'ente, ma qui la nostra richiesta di una maggiore riflessione e di una seconda riflessione per una accelerazione sul PUG, che sarebbe certezze sul piano urbanistico. La relazione degli uffici tecnici doveva portare almeno impegni più specifici sul PUG ma così non è stato”. Per alcuni sull’housing sociale si è consumato l’ennesimo strappo tra maggioranza e Galasso, un feeling mai nato. “Qui non c'entrano le frizioni con l’assessorato”, replica Di Paola. “Torneremo in aula quando sarà stata riscritta la proposta con l'eventuale richiesta di parere legale anche esterno, che tuteli l’ente. L’avvocatura interna non lo ha dato”.
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