Facciano gli amministratori (e decidano) o vadano via. Rischioso l’impasse su urbanistica e Amica

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L’espressione “tempesta perfetta” indica metaforicamente la concorrenza di alcune circostanze sfavorevoli le quali, operando congiuntamente, determinano un evento essenzialmente catastrofico e quindi ingestibile.

L’espressione è adeguata per descrivere ciò che potrebbe accadere a Foggia, fintanto che l’attuale gruppo di decisori politico-amministrativi che ruota attorno alla sindaca Episcopo, all’assessore all’urbanistica Galasso e all’assessore alla legalità De Santis continueranno a gingillarsi con le varie fiere della prosciuttella in giro per le vie cittadine, gli incontri sulla legalità nelle scuole dei quattordicenni per dire quant’ è brutta la mafia, i convegni di (finto) approfondimento sull’ormai eterno piano Urbanistico Generale targato Karrer: insomma, cazzeggio su altro cazzeggio a ciclo continuo a parlare del nulla e prendere tempo per sbarcare il lunario facendo finta di far qualcosa, percependo nel frattempo indennità null’affatto modeste.

Vediamo le concomitanze sfavorevoli. Prima: l’housing sociale. Ormai è acclarato che l’originario programma di housing sociale risalente a 16 anni fa, ammesso che fosse ancora attuale sul piano tecnico urbanistico, sta al futuro e ipotetico PUG targato Karrer (a sua volta risalente a 20 anni fa) come il diavolo starebbe all’acqua santa, nel senso che è di per sé incompatibile. Punto. La ragione consiste nel fatto che autorizzare la costruzione di volumetrie edilizie per 372 alloggi popolari e destinare suoli per realizzare altri 342 alloggi popolari, nel contempo autorizzando le imprese a realizzare le loro volumetrie per altri 2300 alloggi privati, significa puramente e semplicemente non fare più il PUG ideato da Karrer, e non c’ è “compromesso” che tenga per far quadrare quel circolo. 

La prova di ciò è nel fatto che gli stessi amministratori non sanno che pesci pigliare, sicchè, paralizzati dall’indecisione, per un verso non rinunciano al PUG di Karrer ma per altro verso non rinunciano al programma di housing sociale, per cui si limitano - e continueranno a limitarsi, temiamo - a fare convegni “di approfondimento” fino alla scadenza del proprio mandato elettivo in modo da non operare alcuna delle due opzioni. Senonché il calcolo fintamente astuto trova un limite nel fatto che le due opzioni, in realtà, non stanno sullo stesso piano teorico di equivalenza per cui consentirebbero a costoro una discreta (e comunque disonesta) dose di attendismo strumentale, ma sono due scenari asimmetrici. 

Infatti, è vero che l’abbandono del progetto Karrer avrebbe come conseguenza diretta lo spreco delle somme già sborsate per le progettazioni (si parla di oltre un milione di euro) e la necessità di ricominciare con una diversa progettazione dopo 20 anni buttati al vento: ma probabilmente questo secondo aspetto sarebbe anche un bene, in modo da riparametrare gli interventi urbanistici in base alle esigenze cittadine nel frattempo assai mutate in quest’ultimo ventennio, ovviamente affidandosi stavolta a un professionista non oggi ottantaduenne.
Ma sul versante contrapposto è però vero che l’abbandono dei programmi di housing sociale avrebbe quale conseguenza certissima l’avvio di un contenzioso multimilionario in danno del Comune da parte di tutte le imprese originariamente coinvolte in quel piano di edilizia convenzionata, sicuramente danneggiate nelle loro legittime aspettative sulle quali esse avevano fatto affidamento.

Conclusione: fra le due opzioni, la meno gravosa per il Comune di Foggia non può che essere l’abbandono del PUG ideato da Karrer, poiché l’opposta via di abbandonare i programmi di housing sociale per un verso comporterebbe un successivo macigno risarcitorio per il Comune, e per altro verso neppure garantirebbe l’effettiva adozione dello stesso PUG nel modo progettato da Karrer per tutta una serie di altre ragioni che qui non è possibile elencare ; sicché si avrebbe il danno finanziario da risarcimento ai privati e la beffa di non approvare comunque alcun PUG. Ultimo corollario, destinato all’istinto di autodifesa che dovrebbe essere pur presente nei nostri amministratori: sul piano personale l’abbandono del PUG targato Karrer non avrebbe alcuna conseguenza diretta poiché sarebbe motivabile in cento modi, tutti ragionevoli; viceversa, l’abbandono dell’ housing sociale esporrebbe fatalmente gli amministratori che ciò decidessero a una conseguenza risarcitoria personale sia nei confronti dei privati danneggiati sia innanzi alla Corte dei Conti per danno erariale, alla luce della recentissima sentenza del Consiglio di Stato che - decidendo appunto la questione - ha chiaramente espresso il concetto che il piano di housing sociale del nostro Comune è stato ormai chiaramente avviato e portato ad avanzamento attraverso atti amministrativi inequivocabili, sicchè non vi sono ragioni legali effettive per tradire il legittimo affidamento ormai generato in capo ai privati coinvolti in quel procedimento.
Seconda concomitanza sfavorevole: l’imminente decisione giudiziaria sul risarcimento dovuto alla curatela del fallimento Amica. Qui in effetti la questione è abbastanza semplice. Il Comune è tenuto a risarcire i vari creditori della fallita Amica, rappresentati unitariamente dalla curatela fallimentare, per non aver controllato adeguatamente a suo tempo l’operato di quella azienda speciale “in house”. L’ammontare del risarcimento, originariamente chiesto in oltre 70 milioni di euro dalla curatela fallimentare, è stato stimato dai periti del Tribunale in circa 40 milioni di euro. Peraltro sono intercorse trattative fra il Comune e la curatela per contenere questo importo, con ammontari piuttosto fluidi che oscillano fra i 10 e i 15 milioni di euro. La nostra esperienza ci induce a pronosticare che, ove una trattativa di tipo transattivo non andasse in porto, il Tribunale emetterà alla fine una sentenza che non si discosterà di molto dalle stime peritali anche solo per ragioni di metodo, e da ciò la necessità assoluta di pervenire a una decisione concordata in modo da ridurre il danno per quanto possibile. A tale riguardo va sottolineato che il Tribunale ha già rinviato alcun volte la decisione nell’ultimo anno, anche in considerazione del fatto che nel frattempo era mutata l’amministrazione cittadina; ma è chiaro che i rinvii non potranno ripetersi all’infinito, sicché sarebbe sommamente opportuno decidersi a concludere una transazione in termini realistici prima che sopraggiunga l’ irreparabile.

Terza concomitanza sfavorevole: la frantumazione del M5S su scala nazionale che potrebbe avere qualche riflesso anche nella compagine di maggioranza del Comune di Foggia, nel senso che l’oggettivo indebolimento politico di quella formazione potrebbe a sua volta determinare una perdita di peso relativo negli equilibri decisionali locali fino a rendere in sostanza quasi irrilevante la componente M5S al momento dell’ assunzione di decisioni cruciali.

Tutto questo per dire che, al netto delle iniziative di puro cazzeggio per sbarcare il lunario che abbiamo visto in questo primo anno di amministrazione Episcopo, a questo punto della storia vi sono almeno due decisioni cruciali da prendere, e subito. Si tratta di decisioni impegnative e gravi, perché le conseguenze incombono sul bilancio comunale in modo così massiccio da metterlo a rischio di tenuta. 
Ebbene, poiché sindaca, consiglieri comunali e assessori sono andati lì non perché glielo avesse ordinato il medico o per fare coreografie a base di convegni, lezioni di legalità, feste della prosciuttella e simili, ora che è giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità reali costoro debbono assumersele, e chi non se la sentisse se ne deve andare:  perché fare l’amministratore di un Comune non è un dopolavoro o il set di uno spettacolo a ciclo continuo per fare nulla e parlare del nulla. 
Perciò noi riteniamo che questo sia il momento in cui, all’approssimarsi della tempesta perfetta, questi amministratori o stanno dentro o stanno fuori. O fanno gli amministratori sul serio o se ne vadano. 

*ex giudice di Corte d’appello

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testatina dillo al direttore WEB

 



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