La demografia delle aree interne del Mezzogiorno presenta proporzioni allarmanti, configurandosi come un vero e proprio “inverno demografico”. Il fenomeno, accentuato nella periferia rispetto ai centri urbani, è un chiaro indicatore della crisi in corso per la società e per l’economia. Tra il 2014 e il 2024, la popolazione delle aree interne è diminuita del 5%, mentre nei centri urbani il calo è stato dell'1,4%. Tale dinamica è il risultato di due fattori chiave, basso tasso di natalità e alto tasso di mortalità, che insieme determinano un saldo naturale negativo.
L'inverno demografico è ulteriormente aggravato dall'esodo migratorio: le aree interne hanno visto un deflusso costante di popolazione verso i centri urbani e l'estero, con quasi 3,5 milioni di persone che hanno abbandonato queste zone negli ultimi vent'anni. La fuga dei giovani laureati costituisce un ulteriore segnale della crisi: dal 2002 al 2022, oltre 330.000 giovani laureati hanno lasciato le aree interne per i centri o per l'estero. Entro il 2043, si prevede che l'82,1% dei comuni di queste aree sarà in declino demografico, contro il 67,3% dei comuni centrali. Nel Mezzogiorno, il fenomeno sarà particolarmente acuto, con quasi il 90% dei comuni in declino entro i prossimi vent’anni.
Il progetto interdisciplinare
Per formulare una prima analisi approfondita sul fenomeno in Capitanata, nasce un progetto che mira anche ad individuare possibili azioni di contrasto dell’inverno demografico nei nostri territori. Tale progetto dal titolo “Fughe e declino demografico. La provincia di Foggia da oggi al 2070”, prevede il coinvolgimento organico dell’Università degli Studi di Foggia, dell’Istituto centrale di Statistica e del quotidiano l’Attacco che realizzeranno iniziative di animazione pubblica in ciascuno dei 61 Comuni della provincia di Foggia per i prossimi 4 anni. La prima fase consiste in uno studio e raccolta di dati riferiti ai principali indicatori socio-demografici. Queste analisi consentiranno di individuare i principali effetti sociali ed economici e le ricadute che questi hanno e avranno sul futuro della provincia di Foggia. La fase successiva è volta a individuare e calibrare le possibili azioni da mettere in campo per mitigare questi effetti socio-economici con le correlate conseguenze negative. Centrale nello scenario progettuale appare l’apporto dell’Università di Foggia con la promozione del ruolo essenziale della formazione. Fondamentali potrebbero rivelarsi iniziative mirate a trattenere e attrarre giovani talenti, a incentivare lo sviluppo economico locale e a favorire l'innovazione sociale.
La presentazione
Venerdì 13 dicembre è in programma la conferenza di presentazione del progetto che avrà luogo a Palazzo Dogana, a partire dalle ore 17.00. Interverranno Barbara Cafarelli, Direttrice DEMET Unifg, Nicola Di Bari, ricercatore ed economista, Gerardo Gallo, Dirigente servizio Censimento della Popolazione e integrazione delle indagini sociali ISTAT, Antonio Salandra, imprenditore, Dubravka Suica, Commissario europeo per la democrazia e la demografia, Piero Paciello, direttore quotidiano l’Attacco. Le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Nobiletti, Presidente Provincia di Foggia.
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