Fretta e dubbi dietro i concorsi del Comune di Foggia: tutto passa dai quiz di Selexi (con l’unica prova)

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La corsa contro il tempo del Comune di Foggia per arrivare entro il 31 dicembre 2024 a far firmare i contratti a 132 neo assunti rischia di rappresentare un salto nel buio per l’amministrazione Episcopo ad ogni passo. Lo si è visto nelle scorse ore col caso dell’affidamento d’urgenza alla milanese Selexi srl del servizio di organizzazione e gestione dei concorsi per 97 unità, pur senza avere ottenuto al momento la certificazione antimafia che potrebbe arrivare non prima del 20 dicembre. Che si possa procedere in tal modo è stato appurato dagli uffici di Palazzo di città dopo i rilievi e i dubbi del dirigente finanziario Carlo Dicesare, ma il clima di fibrillazione e nervosismo nella stessa maggioranza è palese. Nella riunione dei capigruppo svoltasi lunedì sera anche pezzi del campo largo progressista hanno espresso contrarietà per l’ennesima e perniciosa vicenda apparsa figlia della lunghissima inerzia amministrativa che ha portato a dare il via alla più grande stagione concorsuale di Foggia, dopo tre decenni, a poco più di un mese dalla fine dell’anno, quando la legge di bilancio potrebbe tagliare le assunzioni programmate nel triennio. 

A contendersi i 97 posti dei sette concorsi sono complessivamente ben 13.251 candidati, che affronteranno una sola prova presso la Città del cinema. Si tratta di 9 posti di istruttore tecnico – geometra, 6 posti di programmatore/amministratore di rete e di sistema, 18 posti di istruttore agente di polizia locale, 17 posti di istruttore contabile, 16 posti di istruttore amministrativo, 16 posti di funzionario assistente sociale e 15 posti di operatore esperto.

Per individuare la “società altamente specializzata nel settore al fine di garantire la massima trasparenza e professionalità per il servizio di organizzazione e gestione delle prove scritte con contestuale noleggio della strumentazione informatica necessaria all’espletamento delle prove concorsuali”, si è proceduto alla consultazione dell’elenco delle imprese presenti sulla piattaforma del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA), partendo da un importo complessivo di gara stimato pari a 139mila euro, IVA esclusa.

La richiesta di offerta è stata inviata a sei operatori economici: la genovese Merito srl, la vicentina Randstad Italia, la chietina Recrytera srl, Selexi srl di Milano, la trevigiana Tempi Moderni e infine TM Consulting di Frosinone. Entro la data ultima di presentazione delle offerte, fissata nel 19 novembre scorso, solo in due si sono fatte avanti: Recrytera che ha offerto un prezzo totale di 87.500 euro, pari a 17,50 euro per ciascun partecipante, e Selexi che ha offerto un prezzo totale di 80mila euro, pari a 16 euro per ciascun partecipante.

Il dirigente del personale e capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli ha spiegato che “qualora il numero di partecipanti ecceda i 5.000 previsti, la società riceverà un compenso pari all’importo offerto per ciascun candidato fino ad un massimo di 14mila euro, così come previsto dalla lettera d’invito trasmessa agli operatori economici”. Sono stati impegnati in totale 114.680 euro. Oggi il nuovo codice degli appalti consente l’affidamento diretto fino a 140mila euro. “Il software offerto dalla società Selexi srl è presente sul catalogo delle infrastrutture digitali e dei servizi cloud pubblicati da ACN e risponde alle caratteristiche tecniche richieste da capitolato”, ha concluso Marchitelli nella propria determina di affidamento alla srl del servizio di organizzazione e gestione delle prove scritte con contestuale noleggio della strumentazione informatica necessaria all’espletamento delle prove concorsuali.

Quanto alla mancata certificazione antimafia, Marchitelli ha parlato di “pretestuosa polemica”. “E’ possibile affidare il servizio in questione in assenza di informazione antimafia in via d’urgenza onde consentire l’espletamento del servizio secondo il calendario già stabilito per le singole procedure concorsuali, in quanto non è possibile rinviare il calendario essendo in itinere l’approvazione della nuova legge di bilancio che prevede la limitazione delle assunzioni con l’introduzione del turn-over al 75%”, ha detto Marchitelli.

“La richiesta alla Banca Dati Nazionale Unica per il rilascio delle informazioni antimafia è stata inoltrata lo scorso 20 novembre, il giorno successivo all’apertura delle buste delle società che hanno presentato l’offerta: i tempi per il rilascio sono di 30 giorni, e la stessa si intende acquisita qualora la Prefettura non rilasci la stessa entro i tempi previsti. Prima di procedere con la determina di affidamento, dopo l’aggiudicazione del servizio sono stati effettuati ulteriori accertamenti sulla società che ha presentato l’offerta, dalla riconosciuta professionalità ed esperienza e che segue in media 300 procedure selettive l’anno. In merito alle procedure concorsuali in corso, si sta operando e si continuerà ad operare nel pieno rispetto delle normative vigenti, in assoluta trasparenza e correttezza”, la conclusione del dirigente.

Stando a quanto trapela nemmeno Recrytera aveva la certificazione antimafia e il segretario generale Mignozzi ha “scaricato” la responsabilità sul singolo dirigente, ovvero Marchitelli. Gli interrogativi non paiono sopiti. “E se la certificazione antimafia non dovesse arrivare cosa avverrà? Se la risposta della BDNA dovesse andar male che si fa?”, è una domanda ricorrente in queste ore. Fonti comunali spiegano che la procedura concorsuale non verrebbe inficiata ma all’impresa verrebbero in quel caso pagate le sole spese sostenute.

“Ad ogni modo, nell’ambito della pubblica amministrazione, e specie per alcuni profili, è anomalo che si svolgano i concorsi affidandosi solo ad una prova scritta con quiz a risposta multipla. Non è vero che altri enti abbiano agito allo stesso identico modo, la normalità prevede che dopo la prova preselettiva si entri nel merito sia con le prove scritte che col colloquio. Un altro aspetto che è conseguenza della fretta”, osservano i beninformati. Il nodo nevralgico della questione, infine, è quali domande saranno utilizzate, ovvero se ci sarà una batteria di quiz indicata da Palazzo di città e se possano esserci il rischio di “circolazione” di tali domande.

Rispetto a Selexi qualcuno sottolinea come si tratti di “una semplice srl”, altri dalle informazioni acquisite la reputano impresa seria. Guidata dall’amministratore delegato Stefano Bazzini, nacque nel 1999 con l'obiettivo specifico di affermarsi nell'ambito delle selezioni di personale condotte con test a risposta multipla. “Ad oggi Selexi ha gestito migliaia di procedure di selezione, divise principalmente in concorsi pubblici indetti da pubbliche amministrazioni e in test di ammissione universitari, per i corsi di laurea dei più prestigiosi Atenei italiani”, spiega l’impresa, che si è occupata dei TFA sostegno per parecchie Università.

“Complessivamente, la popolazione partecipante alle selezioni condotte da Selexi è superiore a 3 milioni di candidati. Selexi cura con proprie risorse e professionalità tutte le fasi di realizzazione dei propri servizi, grazie a un team composto da 18 professionisti, divisi tra le sedi di Milano e di Roma, aventi competenze ai più elevati livelli per la redazione dei contenuti, per l'organizzazione e la gestione dei processi e per l'elaborazione dei dati. Proprietaria di un software per lo svolgimento di prove di selezione, valutazione e orientamento in modalità informatizzata, negli ultimi anni Selexi ha creato un network di centri esami su scala mondiale, al fine di erogare i propri test a distanza in qualsiasi Stato del mondo. Nel 2015, allo scopo di consolidare la propria leadership nel peculiare ambito del computer based testing, Selexi ha progettato e realizzato il Test Center più grande d'Europa, dotato di 300 postazioni informatizzate. Siamo leader in Italia nell'organizzazione di procedure selettive e concorsuali per la pubblica amministrazione, le Università e le forze armate”.

La srl evidenzia di possedere “database proprietari contenenti oltre 300.000 test multiple choice, in lingua italiana e nelle principali lingue dell'Unione europea”, oltre a “software proprietari, di propria esclusiva realizzazione, per la gestione di ogni attività” e ad una “sede d'esame di proprietà, accreditata fino a 300 utenti simultanei, dotata di 310 postazioni informatizzate, singole e fruibili contemporaneamente”.

Nel 2021 Selexi fu protagonista dello scandalo dell’Ateneo romano Unicamillus: Bazzini presentò un esposto in Procura denunciando che la commissione di esame aveva ricevuto “la prova ed il correttore 15 giorni prima della prova”. Selexi aveva l’incarico di formulare le domande e somministrare la prova e stilare una graduatoria dei punteggi per conto della stessa Università. In pratica, i commissari conoscevano le domande e le risposte della prova preselettiva, che si concluse col massimo punteggio per ben 599 candidati su circa 1500 partecipanti. Fu una evidente anomalia statistica rispetto ai punteggi delle prove preselettive TFA sostegno di altre Università che pure si erano affidate a Selexi come agenzia.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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