L’avvio, ieri pomeriggio, della prova d’esame per i sette concorsi con cui il Comune di Foggia intende assumere entro fine anno 97 unità non ha stemperato dubbi e perplessità rispetto alla maniera in cui l’amministrazione Episcopo sta gestendo la più grande stagione concorsuale dopo tre decenni nel capoluogo daunio. “La fretta fa fare i figli ciechi, temiamo una valanga di ricorsi. E non siamo solo noi a nutrire tanti interrogativi: diversi esponenti di maggioranza, dietro le quinte, pensano cose anche peggiori. Peccato che non le dicano pubblicamente”, sono state alcune delle affermazioni che sabato mattina sono state fatte dalla compatta minoranza. Numerosi gli aspetti toccati da tutti gli eletti di opposizione, seduti allo stesso tavolo: il centrodestra e gli ex candidati sindaci Nunzio Angiola, Antonio de Sabato e Giuseppe Mainiero. In diverse occasioni sono stati citati approfondimenti e questioni curati su queste colonne, come nel caso del rapporto di pregressa conoscenza tra Selexi, l’impresa milanese incaricata del servizio di organizzazione e gestione dei quiz, e Paola Suriano, l’ex dirigente del Comune di Milano ed esperta formatrice Anci chiamata a presiedere tutte le commissioni di concorso. L’azione della minoranza ha già prodotto effetti: Mainiero, il giorno prima ovvero il 6 dicembre scorso, aveva inoltrato una formale diffida – scrivendo al prefetto e alla presidente del consiglio comunale Lia Azzarone – per segnalare l’assurdo caso relativo ad una delle esperte scelte per una commissione di concorso dal dirigente del personale Giuseppe Marchitelli, capo di gabinetto di Episcopo e suo fedelissimo. Si tratta di Giulia Lacasella, commissaria ad acta rispetto all’housing sociale, importantissima partita urbanistica che il Comune di Foggia deve decidere quanto prima.
Ebbene, con determina del 6 dicembre Marchitelli ha dovuto rimodulare le commissioni, sostituendo a Lacasella il dirigente comunale Paolo Affatato e al segretario e funzionario comunale Valentino Salcuni la collega Silvana Corvino, alla luce delle note di dimissioni/incompatibilità all’incarico della prima per la procedura concorsuale di programmatore di rete e di sistema, a causa della questione housing sociale, e del secondo rispetto alla procedura di operatore esperto, per via della incompatibilità legata ad alcuni candidati. C’è da chiedersi come sia possibile, ancora una volta, che Episcopo e i suoi nulla dicano rispetto agli errori compiuti da Marchitelli. Come scritto da l’Attacco settimane fa, a settembre scorso la sindaca chiese una proroga di almeno 90 giorni per fare una completa istruttoria sull’housing sociale e concludere l’iter amministrativo; la commissaria ad acta Lacasella fece poi sapere di esser stata prorogata dal TAR per 30 giorni, cioè fino al 21 novembre scorso. L’ultima sentenza in ordine di tempo è quella pubblicata lo scorso 13 novembre, sfavorevole al Comune. E’ la decisione assunta dal Consiglio di Stato con cui è stato respinto l’appello dell’ente comunale, difeso dall’ex dirigente Angela Paradiso, contro Meta srl per la riforma della sentenza TAR.
Sconcerta che nessuno chieda conto, in maggioranza e in giunta, della nomina di Lacasella per una commissione di concorso. “Marchitelli ha scelto e nominato una che dovrà decidere su un cascame giudiziario con risarcimenti da 40 milioni”, ha tuonato Mainiero. Ma l’opposizione è andata oltre, snocciolando anche altre questioni che potrebbero causare una mole di ricorsi contro Palazzo di città. Dopo l’apertura affidata all’ex candidato sindaco forzista Raffaele di Mauro, il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Amorese ha sottolineato la conclamata “inerzia amministrativa, perché i concorsi potevano essere avviati all’inizio dell’anno”, citando la lettera rivelata da l’Attacco con cui a marzo 2024 il dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare aveva chiesto come mai Marchitelli non si fosse attivato con le procedure concorsuali nonostante avesse potuto farlo. Il risultato è stato la corsa contro il tempo iniziata a poco più di un mese dal 31 dicembre prossimo. L’urgenza dichiarata dall’amministrazione è stata definita fuori luogo, visto che tra l’altro si fa riferimento al taglio del turnover di una legge di bilancio 2025 ancora non approvata dal Governo Meloni e tutta da verificare. Amorese ha anche evidenziato il ruolo di totale discrezionalità di Marchitelli, scelto da Episcopo su base fiduciaria e a capo dei concorsi. Nulla di casuale, per Mainiero, che ha lanciato la propria teoria: i ritardi sarebbero stati intenzionali e volti ad assumere proprio nel modo cui si sta assistendo, con un solo quiz da fare in 45 minuti e con candidati che hanno avuto appena 15 giorni di tempo per prepararsi. Una situazione che avvantaggia chi è già esperto della materia, a cominciare dal diritto amministrativo. “Le commissioni sono state nominate il 2 dicembre, i bandi erano usciti il 12 novembre con criteri già stabiliti contravvenendo al regolamento comunale”, ha detto Amorese. Gino Fusco, ex meloniano, si è soffermato in particolare sul concorso per agenti di Polizia locale (che da regolamento prevede una prova orale e una valutazione psicoattitudinale), chiedendone il ritiro in autotutela e un’altra data che consenta di svolgerlo come sarebbe previsto, come pure sulla sede scelta nel multisala La Città del Cinema, diretta dal piddino Morsuillo, neo presidente della controllata comunale Ataf spa. “La legittimità degli atti non può prescindere dal vaglio critico sulla loro opportunità, ci sono perplessità che non possono essere bollate come pretestuose dalla sindaca”, ha fatto eco Antonio de Sabato, facendo l’esempio di Suriano ospite del convegno di Selexi a luglio scorso come uno degli elementi di inopportunità. Inoltre il compenso a Selexi è stato in primis parametrato su soli 5mila candidati, quando era chiaramente prevedibile da tutti che ci sarebbero state molte più migliaia di persone. “E se l’atto è stato redatto da un dirigente assunto a tempo determinato per amichettismo i dubbi arrivano”, ha evidenziato. Mentre Angiola ha sottolineato l’assenza di una banca dati: “Questo concorso si riduce ad una prova preselettiva”. Chiusura affidata a Mainiero, che dopo aver ricordato il percorso di Marchitelli – funzionario del Comune di Sant’Agata di Puglia scelto dall’ex sindaco Landella come presidente dell’OIV fu assunto a tempo determinato dai commissari e prorogato da Episcopo, che gli ha attribuito il doppio e incompatibile ruolo di capo di gabinetto e dirigente del personale – ha concluso: “Di concorsi Episcopo parla da sempre, sin dalla campagna elettorale. È stato fatto scientemente per impedire che tutti i cittadini avessero la stessa possibilità”.
Quanto il clima sia rovente lo dimostra la piccata replica che arriva, a l’Attacco, da fonti di minoranza all’indirizzo del consigliere M5S Strippoli, che ha bollato come “fumose o infondate la maggior parte delle critiche” espresse dall’opposizione: “La base di questo piano assunzionale prende origine dalla delibera n. 43 del 2021 “approvazione del piano del fabbisogno del personale 2021-2023”, sia nei numeri che nelle figure professionali, amministrazione di centrodestra, con la previsione nel solo primo anno di quasi 90 assunzioni - praticamente le stesse appena bandite - tra cui assistenti sociali, tecnici, amministrativi, contabili, istruttori di Polizia locale, informatici e dirigenti. Basti pensare che già all'epoca i posti vacanti in pianta organica previsti in prospettiva al 01.01.2024 erano 351 ma con i vincoli imposti dal piano di rientro causato dal centrosinistra non si poteva andare oltre quelli previsti. Il M5S dovrebbe rendere edotti i propri elettori che la società che gestisce la selezione dei concorsi è stata coinvolta in un famoso scandalo nella somministrazione dei concorsi per il TFA di una nota Università italiana”. Il riferimento è al caso UniCamillus, già raccontato su queste colonne, con domande e risposte già note ai commissari ben prima delle prove. “A quanto pare il M5S si è fatto risucchiare dalle logiche gestionali dei partiti di establishment giustificando anche le evidenti inefficienze nei confronti dei cittadini e dell’utenza, addirittura nell’ultimo consiglio comunale ha dovuto ritirare i numerosi emendamenti al DUP rinunciando alla propria azione politica”, concludono le fonti di minoranza.
Ma nelle scorse ore anche un commercialista di area come il piddino Idro Maiorano, in passato candidato Pd, ha tirato le orecchie all’amministrazione Episcopo: “Piccola storia triste: il Comune di Foggia bandisce un avviso pubblico per tre figure professionali da rendicontazione progetti PNRR e tra i requisiti per l’accesso non c’è il possesso della laurea in Economia e commercio. Quattro anni di studio, tre di tirocinio, iscrizione all’Ordine dei dottori commercialisti, revisore enti locali, revisore legale e non posso parteciparvi”. Sembra difficile da credere ma è proprio così: è stata richiesta nel bando per esperti in gestione, rendicontazione e controllo, tra le altre, la laurea in Scienze economiche, che non è equipollente a quella in Economia e commercio.
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