Consorzio bonifica Gargano, i vertici vanno spavaldamente avanti: “Possono abbaiare finché vogliono…”

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Ha scombussolato gli uffici del Consorzio di bonifica del Gargano l’articolo de l’Attacco che, la scorsa settimana, ha rivelato la rovente situazione vissuta dall’ente, che potrebbe sfociare in denunce all’autorità giudiziaria. Non è un mistero che, da anni, l’attuale governance - guidata da fine 2021 dai carpinesi Michele Palmieri e Michele Tabacco – sia invisa ad un fronte sempre più ampio. Se dapprima c’erano state forti polemiche da parte della Flai Cgil, del Pd e di alcuni amministratori comunali garganici ma comunque si levava qualche voce in difesa dei vertici, adesso le cose paiono peggiorate. Se, da una parte, la Flai Cgil ha presentato formale richiesta alla Regione di commissariare l’ente di viale Colombo a Foggia, dall’altra parte non si sono registrate reazioni di tenore opposto dopo il duro comunicato delle associazioni agricole (Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri), che in maniera coesa hanno sollecitato l’intervento del governatore Michele Emiliano e dell’assessore regionale all’agricoltura Donato Pentassuglia “contro una gestione privatistica e clientelare dell’ente”. La mobilitazione anti-Consorzio, insomma, ha alzato il tiro, in linea del resto con l’attivismo di Palmieri, che noncurante delle critiche e del no ricevuto in passato dalla Regione ha in tutta tranquillità annunciato con soddisfazione la nomina di Tabacco quale nuovo direttore. Ma c’è ben altro oltre alla lettera delle agricole.

Nei mesi scorsi all’attenzione della Regione sono state portate dalla Flai Cgil numerose questioni su presunte illegittimità nell’operato dei vertici. A Bari, dove Palmieri è stato audito in IV Commissione su richiesta della Flai Cgil, è andato in scena uno scontro durissimo: se il presidente ha parlato di “soggetti mossi dal solo fine di celare brighe politiche, amministrative, gestionali e di mantenimento di benefit economici e di influenza politica ricattatoria del territorio del Gargano”, il sindacato ha snocciolato numerosi presunti abusi, dalla gestione diretta del personale operaio alla gestione di spese e forniture non conformi, dal capitolo progetto e convenzioni al surplus di delibere presidenziali esautorando il cda, fino ai possibili falsi in bilancio cui è parso alludere Palmieri nella propria audizione parlando di “rilevanti problematiche di bilancio ereditate” dagli anni della presidenza Terrenzio (di cui era però il vice), il quale non sta più prendendo parte alle sedute del consiglio di amministrazione da diversi mesi. I segretari Flai Cgil Giovanni Tarantella (provinciale) e Antonio Gagliardi (regionale) hanno concluso ribadendo la richiesta di commissariamento e parlando di “inefficienza, palesi violazioni di leggi, regolamenti e statuto, nonché altre numerose e gravi irregolarità amministrative”.

Ulteriori vicende dal possibile rilievo penale potrebbero interessare la Procura di Foggia. In particolare, due delibere di liquidazione di pagamenti sarebbero state assunte senza che siano mai stati i relativi affidamenti su Traspare: la prima, la 414 del 30 agosto 2024, dell’importo di 6.352,44 euro oltre Iva in favre della Hydropower srl; la seconda, la 329 del dicembre 2023, sull’affidamento alla PA Digitale Adriatica srl di Campobasso del servizio di forniture della piattaforma Urbi Smart per attività affari generali, gestione del personale, gestione area finanziaria. Sono chiacchierati anche altri atti assunti, come la delibera presidenziale n.92 con cui nel 2024 fu assunto il sanseverese Vincenzo Iacovelli come capo operaio da febbraio e luglio, poi prorogato più volte da ultimo fino al termine dello scorso anno. Iacovelli risulterebbe amministratore di due società, Artemis e OASE, cui sarebbero intestati mezzi usati dal Consorzio.

Circolano voci anche rispetto alla delibera presidenziale n. 128 del 2 agosto 2024 su “approvvigionamento idrico delle imprese zootecniche a causa della prolungata crisi idrica – messa a disposizione impianti consorziali”, cui seguì la delibera presidenziale n.129 di affidamento del servizio alla Carpino Trasporti per 30mila euro più Iva. In questo caso l’indiscrezione che circola è che l’autobotte utilizzata sia di proprietà di uno dei vertici dell’ente, così come altri mezzi usati per i lavori sul territorio. Inoltre, stando a tali rumors, l’intera attività di approvvigionamento sarebbe stata “gestita interamente dall’amministrazione, durante il periodo di chiusura degli uffici, senza che alcun funzionario fosse a conoscenza di ciò che venisse disposto dagli amministratori”, i quali si sarebbero avvalsi “solo della collaborazione di una impiegata in smart working”. Infine, c’è il dubbio relativo all’esistenza di un legame familiare con un vertice del Consorzio rispetto all’affidamento diretto pubblicato l’8 novembre 2024 su Traspare in favore della sangiovannese Cristal Water Group di Canistro G. & C. sas.

La pubblicazione di tali indiscrezioni su queste colonne avrebbe rinsaldato il proposito di chi, nella stessa tecnostruttura, sarebbe intenzionato a portare alla luce questioni delicate. Ma chi conosce Palmieri e Tabacco li definisce totalmente sereni e per nulla preoccupati. “Il loro ragionamento è chiaro: finchè il cda ratificherà le delibere presidenziali non ci sarà alcun problema e nessuno potrà mettere becco sull’attività dell’ente, nemmeno la Regione”, dice un addetto ai lavori a l’Attacco. “

Se la Regione commissariasse andrebbe dritti al TAR. Sono certi di essere nel giusto: per la nomina del direttore, Palmieri ha spiegato che Tabacco si era dimesso da vicepresidente del cda e che i pareri da loro acquisiti li rassicurano della bontà di tale decisione. Di fronte alle polemiche, ai comunicati, alle lettere alla Regione, la replica è sostanzialmente “possono abbaiare quanto vogliono”. La sicurezza che i due mostrano è assoluta, anzi la loro parrebbe spavalderia…”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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