Più peso in Amiu spa (che non si tocca), il disegno della Sindaca. Lisi analizza la questione degli utili

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Dopo mesi di attesa, la seduta monotematica del consiglio comunale di Foggia su Amiu Puglia spa, chiesta dalla minoranza, è stata finalmente convocata per venerdì mattina, dalle ore 10.00. Le opposizioni sono pronte ad affondare contro la volontà politica della maggioranza della sindaca Marida Episcopo di continuare a fare pieno affidamento sulla partecipata barese, nonostante quanto emerso finora dalle indagini della Procura daunia, nonostante i dati truccati della raccolta differenziata e una relazione a quattro mani col dg Amiu alla base del contratto da 203 milioni di euro del 2023,  nonostante le possibili responsabilità di vario tipo (penali, contabili, civilistiche ma anche politiche) e ben sapendo oggi che i soldi dei foggiani sono serviti a garantire utili ad Amiu e a finanziare la raccolta a Bari. Non solo il campo largo non torna indietro rispetto a quel contratto - firmato evitando la doverosa gara ad evidenza pubblica e fingendo di non sapere quanto inefficiente e scadente fosse il servizio – ma coltiva persino l’intenzione di accrescere il peso del Comune di Foggia nella spa. 

In cosa si concretizzerebbe tale intento non è noto, ma la vicesindaca e assessora all’ambiente Lucia Aprile conferma a l’Attacco che “la discussione è in corso” e che “la sindaca potrebbe portare tale volontà in consiglio, nell’ambito di una nuova visione di asset societario proposta da Foggia”. Aprile fu, col consigliere comunale M5S Francesco Strippoli, tra quanti negli scorsi anni a livello associativo si mobilitarono sull’affaire Amiu, presentando esposti in Procura e svelando tante opacità come i dati falsi della differenziata.

“Cosa diremo in aula come maggioranza? Che il servizio quest'anno è nettamente migliorato e che si è fatto più in quest'anno che nei 10 precedenti, che sulla questione affidamento se c'è qualcuno che ha commesso reati ne risponderà personalmente, che sugli utili mal distribuiti in passato bisogna trovare un compromesso con Bari e che si sta analizzando nel dettaglio la questione”, dice a l’Attacco Strippoli.

Anni di duri scontri con la spa cara al Comune di Bari e al Pd (regionale e di Capitanata). Oggi che si governa insieme ai dem le distanze paiono azzerate, o quasi. Chi si starebbe dando da fare per analizzare la questione degli utili è Rocco Lisi, lo storico tesoriere del Pd voluto da Episcopo come presidente del collegio dei revisori dei conti di Amiu, dove i due membri del cda foggiani sono la dem Colomba Mongiello e il contiano Fabrizio Baia. “Prima dell'emendamento del M5S, a mia prima firma, per la divisione dei bilanci tra Foggia e Bari non c'era la divisione dei bilanci per centri di costo e quindi tutto si mescolava”, continua Strippoli. “Per quanto mi riguarda è una vittoria della cittadinanza attiva e del giornalismo di inchiesta se si è certificato l'ultimo posto in Italia nella raccolta differenziata, dopo anni e anni di dati falsi”.

Ci sono state anche le prime decurtazioni sanzionatorie del Comune di Foggia rispetto ai pagamenti ad Amiu. Ad aprile scorso il Comune impegnò la somma di 21.085.853 euro per il pagamento ad Amiu relativo all’annualità 2023. Ma, come trapela dalla maggioranza, poi per la prima volta l’impresa è stata sanzionata dall’ente capoluogo: si tratterebbe di circa 2,5 milioni di euro in meno nella liquidazione per investimenti non fatti da Amiu rispetto a mezzi e assunzioni e di oltre 900mila euro per inefficienze nel servizio come percorsi saltati, cassonetti non sostituiti o lavati. Dopo le controdeduzioni dell’impresa la somma effettivamente decurtata è stata inferiore. “Anche per il 2024 sono state fatte alcune segnalazioni, su cui Amiu replicherà”, dice Aprile.

“Rispetto alla seduta di venerdì, esistono indubbiamente criticità che afferiscono non tanto alla gestione del servizio quanto alla sensibilizzazione della cittadinanza, non fatta in passato, come pure ottengono all'impianto TMB. Ho richiesto la presenza in aula del cda, del management e del DEC, il direttore dell'esecuzione del contratto. E’ giusto informare la comunità su quello che noi stiamo portando avanti. Non ho ancora dato l'indirizzo sull'avvio della raccolta differenziata porta a porta per due ragioni: da un lato aspettavo l’assunzione dei nuovi vigili urbani in maniera tale che possa aversi finalmente un nucleo ambientale dedicato; dall’altro attendo una seria ed importante campagna di informazione e sensibilizzazione. Ora partirà quella sugli ingombranti”, anticipa la contiana. A che punto è la revisione del contratto? “Amiu ci ha già fatto alcune proposte rispetto all'avvio del porta a porta, ma ci mancano ancora aspetti basilari come ho detto, altrimenti si fa come avvenuto nel rione Biccari buttando via i cestini e vedendo come va. Una bozza di piano già l'abbiamo, con un porta a porta misto come quello di Padova. Di più non si può fare a Foggia. Ma se i cittadini non ci vengono dietro è meglio procedere con maggiore calma. Con la presidente Lomoro nell'ultimo mese abbiamo affrontato il tema del piano di comunicazione, che mi è sembrato alquanto generico. Serve raggiungere meglio i vari target della nostra comunità”.

M5S e Pd avevano posizioni assai distanti su Amiu fino alla campagna elettorale del 2023. E oggi? “In maggioranza siamo tutti concordi sul fatto che il servizio debba restare pubblico, le imprese sono fatte dalle persone che devono assumersi eventuali responsabilità. E’ emerso finora che il servizio reso da Amiu non ha funzionato perché non esisteva una parte politica che si facesse valere nel cda, mi riferisco a quanti furono nominati dall’ex sindaco Landella”, afferma Aprile. “I bilanci? Chi li firmava? Noi oggi discutiamo di tale questione con Amiu, mentre prima i bilanci venivano sottoscritti senza problemi e paradossalmente erano quegli stessi che oggi chiedono la seduta monotematica. Io non condanno il contenitore Amiu ma come è stato gestito. Non ha senso proporre di risolvere il contratto, i problemi non spariscono con una società in house talmente controllata dal nostro ente se ci sono persone sbagliate nel suo management”.

E’ chiaro, però, che pur col massimo garantismo si debba ammettere che dall’inchiesta della Procura sono emerse realtà oggettive. “Rispetto alle responsabilità politiche e gestionali per me si dovrebbero fare approfondimenti, è evidente che una responsabilità politica c’è se oggi ci troviamo a dover chiedere all’altro socio di rivedere le cose”, evidenzia la vicesindaca, che nega distinguo nel campo largo. “Il Pd? Come noi vogliono che la gestione sia pubblica, convinti che il problema non sia il contenitore così come non era ATAF il problema quando scoppiò lo scandalo degli ammanchi relativi alla sosta tariffata. Oggi possiamo vantare un maggior peso a livello societario. Le questioni giudiziarie? Non sarebbe utile né opportuno parlarne in aula consiliare, visto che stiamo attendendo le richieste di rinvio a giudizio”, conclude Aprile.

Non appare casuale, infine, il rinvio dell’evento pubblico annunciato ad ottobre per il 10 gennaio dagli autori degli esposti, che volevano anticipare sia la seduta monotematica del consiglio comunale sia le richieste e le decisioni sui rinvii a giudizio. Quel gruppo di legali, cittadini e rappresentanti di varie associazioni (WWF, La Società Civile, Italia Nostra, Konsumer Italia) tre mesi fa scrisse a Comune, Prefettura, Corte dei conti ed Anac facendo una precisa richiesta di annullamento del contratto in autotutela. Una posizione opposta alla linea della maggioranza.

Le inchieste giudiziarie

Come l’Attacco ha ampiamente raccontato rivelando il risultato del lavoro degli inquirenti, sono due i procedimenti aperti dalla Procura di Foggia su Amiu Puglia spa. In entrambi i casi nei mesi scorsi c’è stato l’avviso di conclusione delle indagini e si è in attesa delle richieste di rinvio a giudizio, in questo mese. L’inchiesta principale su Amiu e sul Comune di Foggia, coordinata dalla pm Paola De Martino (la stessa dell’indagine sulla gara del cimitero comunale), vede indagati il dg della spa Antonello Antonicelli, la ex dirigente comunale Concetta Zuccarino (fino alle dimissioni di pochi mesi fa responsabile dell’urbanistica e, all’epoca dei fatti, anche dell’ambiente), l’attuale dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo, il funzionario comunale foggiano Giovanni Sorbo e infine Maria Rosaria Mangiatordi, di Altamura, referente del consorzio Conai. Le accuse sono, a vario titolo, di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso.

Poi c’è il secondo filone, riguardante l’emergenza rifiuti che sarebbe stata creata all’inizio dell’estate 2023 in maniera intenzionale nel capoluogo daunio e coinvolge gli allora vertici della partecipata barese del servizio di igiene urbana e dell’agenzia regionale Ager. E’ infarcito di articoli de l’Attacco il fascicolo della Guardia di Finanza che ha condotto la Procura daunia a notificare l’avviso di conclusione delle indagini, con l’accusa di concorso in interruzione di pubblico servizio per i disservizi nel periodo giugno-luglio 2023, ad Antonicelli, all’ex dg di Ager Gianfranco Grandaliano (che fu presidente Amiu dal 2011 al 2017) e al funzionario responsabile dei biostabilizzatori di Bari e Foggia, Massimiliano Piscitelli. Vicenda da cui scaturiscono possibili responsabilità penali, contabili, civilistiche ma anche politiche. A cominciare dalla responsabilità politica dei commissari straordinari, che pur essendo stati avvertiti delle tante criticità e opacità decisero nel 2023 comunque di affidare in via diretta ad Amiu Puglia il servizio di igiene urbana a Foggia per altri nove anni e per ben 203 milioni di euro. E, come rivelato su queste colonne, dopo la Procura di Foggia anche la magistratura contabile si sta muovendo sulla base della circostanziata denuncia degli autori degli esposti – associazioni, avvocati, professionisti – che ad ottobre scorso hanno formulato un’istanza di annullamento in autotutela del contratto con Amiu.

“Al di là di quelle che saranno le risultanze dell’azione della magistratura, ci sono fatti oggettivi emersi in superficie per i quali il Comune di Foggia, dunque l’amministrazione Episcopo, dovrebbe agire in via sanzionatoria. Siamo in una fase di indagine, non è detto che seguano processi e condanne”, fu un mese fa il commento a l’Attacco dell’avvocato Nicola Zingrillo, uno degli esponenti, che sottolineò come l’amministrazione comunale possa e debba attivarsi. “Però ci sono dei fatti oggettivi che sono venuti alla luce. Il Comune di Foggia innanzitutto può accedere al fascicolo delle indagini preliminari, visto che il contratto è nato su presupposti claudicanti, eufemisticamente parlando. Si può ragionare su questo, del resto Amiu è emanazione dei due Comuni. Se ci sono stati copia e incolla, dati inesatti, confronti sbagliati con altre comunità, etc., allora quelli sono fatti già sanzionabili di per sé. Al di là dell’azione della magistratura, la pubblica amministrazione può e deve valutare tali fatti, che vanno sanzionati facendo tesoro degli errori purtroppo già commessi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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