Manca poco, ormai, alla inaugurazione dell’anno accademico 2024/2025, celebrativa del 25º anniversario dell'istituzione dell'Università di Foggia. La cerimonia si terrà giovedì 30 gennaio, dalle ore 10,30, presso l'aula magna, alla presenza di illustri ospiti quali il ministro della salute Orazio Schillaci e Padre Paolo Benanti, presidente della Commissione AI della Presidenza del Consiglio dei ministri. Era stato l’Attacco ad anticipare l’arrivo di Schillaci per l’evento, complice la forte ed antica amicizia tra il ministro del governo Meloni e l’attuale rettore Lorenzo Lo Muzio. Il tema della cerimonia sarà la cura: Padre Paolo Benanti offrirà una riflessione sul rapporto tra tecnologia e umanità, ponendo l'accento sull'etica dell'intelligenza artificiale, mentre Schillaci interverrà sulle nuove sfide del sistema sanitario nazionale e sul valore della formazione universitaria nel campo della salute pubblica. Mentre in Ateneo fervono i preparativi per la cerimonia inaugurale, una novità importante riguarda le assunzioni. A comunicarla è stata, nella seduta di senato accademico dello scorso 4 dicembre, l’ormai ex direttrice generale Teresa Romei. “Da stime effettuate, il nostro Ateneo dovrebbe essere probabilmente destinatario di un cospicuo contingente assunzionale per il 2024”, ha affermato Romei. “A breve, sarà emanato il decreto ministeriale dal quale dovrebbe risultare che l’Università di Foggia, ancora una volta, ha performato ottimamente, anzi più che ottimamente, con un’attribuzione di punti organico pari a quasi il doppio rispetto ai 10,55 punti organico del turn over del 2023, ovvero cessazioni nell’anno 2023 di personale docente e tecnico-amministrativo-bibliotecario. Il risultato, che conferma precedenti risultati positivi del mio mandato – da ultimo, il Fondo di finanziamento ordinario 2024 -, è riconducibile a un’oculata gestione amministrativo-contabile che ha migliorato in misura progressiva ed esponenziale gli indicatori di bilancio ovvero spese di personale e ISEF, i cosiddetti indicatori di virtuosità, che sono determinanti per ottenere la quota aggiuntiva di contingente assunzionale premiale a favore dell’Ateneo”.
Romei, nel salutare i senatori accademici prima del passaggio di testimone col nuovo dg Sandro Spataro, ha ringraziato i precedenti rettori ma non l’attuale Lorenzo Lo Muzio, che non le ha rinnovato il contratto e col quale, anzi, lo strappo è stato tutt’altro che sereno. “Sarò orgogliosa di lasciare all’Ateneo anche questo risultato, assieme ad altri, ritenuto complesso da perseguire quando mi fu conferito l’incarico di direttrice generale dal cda nel 2016, su proposta del Magnifico Maurizio Ricci. Ricordo che l’Ateneo, in quei tempi, aveva superato la soglia di guardia dell’indicatore spese del personale rispetto all’FFO - nel 2013, pari all’86,04% -, che, poi, con grande lavoro e impegno profusi col rettore Ricci e il suo delegato al bilancio, professor Mauro Romano prima, poi col Magnifico Pierpaolo Limone e il suo delegato al bilancio, professor Antonio Corvino, abbiamo ricondotto a valori sempre più performanti anche rispetto a molti altri Atenei italiani”, ha aggiunto Romei.
“Desidero ringraziare i rettori che mi hanno conferito l’incarico e i delegati al bilancio, che con grande competenza, d’intesa con i direttori di dipartimento e gli organi collegiali, hanno saputo promuovere una virtuosa politica di bilancio. Mi auguro che la gestione dei punti organico attribuiti per il 2024 venga realizzata in maniera oculata, tenendo conto che, sul piano finanziario, non si tratta di risorse economiche aggiuntive”.
Non è mancata una punzecchiatura finale. “E, dunque, sarebbe opportuno porre attenzione alla circostanza, da me più volte segnalata, relativa alle convenzioni esterne di finanziamento di posti docente in prossima scadenza - accordi con alcune ASL di Puglia e Basilicata e leggi regionali - che, in una logica di due diligence, dovrebbe imporre accantonamenti progressivi di punti organico per garantire equilibrio e sostenibilità economico-finanziaria anche nel medio-lungo periodo dell’Ateneo, secondo le indicazioni dell’ANVUR (l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ndr) e del legislatore. A quanto detto, si aggiunga la progressiva riduzione di risorse pubbliche, prevedibile anche per i prossimi anni e che per tanti Atenei, ma non per Unifg, è cominciata già da quest’anno con un taglio significativo all’FFO 2024. Nel caso di una conferma delle informazioni qui comunicate, mi auguro che si decida di destinare una quota significativa di risorse a favore del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario, non meno del doppio delle corrispondenti cessazioni intervenute nel 2023 pari, queste ultime, a 4,05 punti organico. Come più volte segnalato da me insieme con i dirigenti, infatti, il sottodimensionamento della tecnostruttura ha ormai raggiunto livelli non più sostenibili e, grazie ai punti organico straordinari attribuiti il 31 gennaio 2024, è stato solo parzialmente migliorato, su mia ostinata proposta, nonostante un’altrettanta ostinata contrarietà del vertice, fortunatamente non condivisa all’epoca dalla maggioranza dei senatori e dei consiglieri di amministrazione, che hanno appoggiato allora il mio operato, indirizzato costantemente al perseguimento dell’interesse pubblico”, è stato l’affondo finale contro Lo Muzio. “La tecnostruttura, per essere performante, deve essere prima anche numericamente rinforzata, poi, riorganizzata. Le riorganizzazioni hanno davvero poco senso se intervengono su una tecnostruttura carente di capitale umano”.
Inoltre lo scorso 18 dicembre il senato accademico di Unifg ha dato parere favorevole in merito al bilancio unico di Ateneo di previsione annuale per l’esercizio finanziario 2025. “Il risultato economico presunto è pari a -12.762.776,65 euro che viene coperto con gli utili degli esercizi precedenti”, si spiega nella nota illustrativa allegata al bilancio.
“Si precisa che il risultato economico presunto di - 12.762.776,65 euro è attribuibile per 4.013.362,03 euro a coprire i costi dei dipartimenti, già autorizzati nell’esercizio 2024, per spese di funzionamento, progetti non cost to cost, nonché per gli ammortamenti. Pertanto per l’importo di 4.013.362,03 euro si può parlare di una perdita meramente tecnica”. Il totale degli investimenti annuale è indicato in 29.446.598,53 euro, di cui 20.957.796,32 euro da contributi da terzi finalizzati, 7 milioni di euro da risorse da indebitamento e i restanti 1.488.802,21 euro da risorse proprie. La previsione dell’FFO (Fondo di finanziamento ordinario destinato dal Ministero) evidenzia un aumento di 15.013.013,43 euro rispetto al 2024.
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