Incarico esterno per l’affaire utili di Amiu, l’ipotesi che aleggia da mesi. Mentre la spa guarda solo avanti

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Riunione di maggioranza, ieri pomeriggio, per la sindaca di Foggia Marida Episcopo e il suo campo largo progressista. Ufficialmente il tema all’ordine del giorno era il bilancio, ma sono diverse le questioni che stanno agitando la coalizione. Pezzi di maggioranza premono per l’internalizzazione del servizio di sosta tariffata, oggi concesso all’impresa GPS dopo la gara fatta nel periodo di gestione straordinaria di Palazzo di città. Dopo i primi tre anni dovrebbe esserci una proroga per un ulteriore biennio ma c’è chi vorrebbe riportare il servizio in capo alla controllata Ataf spa senza però tornare alla subconcessione come avveniva negli anni di Apcoa. Ma tale ipotesi è considerata non percorribile da diversi dirigenti comunali, compresi il nuovo comandante della Polizia municipale Vincenzo Manzo e il responsabile dei Servizi finanziari Carlo Dicesare. A tener sempre banco è poi l’affaire Amiu. Esiste o meno l’intenzione dell’amministrazione comunale di andare fino in fondo rispetto al caso degli utili foggiani usati per ripianare le perdite di Bari e per pagare la raccolta differenziata nel capoluogo di regione? E’ questo il nodo nevralgico della vicenda dopo che su queste colonne venerdì scorso la presidente del cda di Amiu Puglia spa Antonella Lomoro ha negato quanto si legge chiaramente nei bilanci degli scorsi anni. 

Lomoro ha innanzitutto smentito che si tratti di “40 milioni in dieci anni” come detto mesi fa dall’ex assessore regionale Leo di Gioia dichiarando: “I numeri non sono questi, non parliamo di queste cifre, quindi non so questi numeri dove siano stati attinti o enunciati. Non mi risultano. Dal punto di vista del servizio è obbligatorio ribadire una cosa: il servizio è calibrato in base al cantiere Foggia e al cantiere Bari, per cui viene stilato il PEF, piano economico finanziario, sia sulla tariffa relativa all'impianto che sul servizio. Quindi i cittadini di Foggia con la propria Tari il servizio di Foggia. Quindi non c'è il rischio che il cittadino foggiano paghi il servizio della raccolta di Bari perché sono due PEF distinti. Smentisco del tutto che siano stati usati soldi dei foggiani, quelli della Tari, in favore di Bari altrimenti l'impresa avrebbe avuto delle perdite anche negli scorsi anni”. Parole cui sono seguite prontamente reazioni opposte da parte di diversi addetti ai lavori, sia interni che esterni a Palazzo di città. “Lomoro non sa cosa dice. Si evince chiaramente dai bilanci, che sono pubblici, quello che è avvenuto, come riporta la stessa informativa della Guardia di Finanza”. Un riferimento alle indagini svolte dalle Fiamme gialle, coordinate dalla Procura di Foggia, per cui si attendono entro fine gennaio le richieste di rinvio di giudizio per gli indagati, tra cui il direttore generale di Amiu Antonello Antonicelli.

Anche alcuni addetti ai lavori vicini all’amministrazione Episcopo manifestano perplessità, dopo aver assistito alla seduta monotematica di consiglio comunale e aver letto su queste colonne le affermazioni di Lomoro, Furore ed Aprile. “L’intenzione del management di Amiu è chiaro”, dicono a l’Attacco. “Si tenta di guardare solo in avanti, senza rivangare né rispondere rispetto al passato. Lo stesso tono usato dalla presidente Lomoro e dal direttore generale Antonicelli in aula consiliare è apparso per nulla contrito, anzi forse persino un po’ irrispettoso e aggressivo. Sono venuti in pratica a pontificare. Ma Amiu fa Amiu, quello che deve interessarci è cosa fa l’amministrazione comunale di Foggia. Va bene che ci sia pubblicamente, in consiglio comunale, il solito teatrino dello scontro tra maggioranza e opposizioni, ma dietro le quinte che stanno facendo? Si sta cercando di sanare la situazione relativa ad Amiu o tutto finisce come hanno detto concludendo la seduta di venerdì scorso? Insomma: c’è o no un’operazione verità che sindaca&Co. stanno portando avanti sui conti per sistemare le cose?”.

Dalla maggioranza, e dal M5S in particolare, è stato detto a l’Attacco la scorsa settimana che un buon lavoro di verifica dei bilanci è in atto da parte del presidente del collegio dei revisori di Amiu Rocco Lisi, storico tesoriere Pd ed ex assessore al bilancio con Mongelli, e dal membro del cda Fabrizio Baia, contiano. L’Attacco ha provato a contattare per un commento Lisi, che però si è smarcato “in quanto organo di garanzia”.

“Chiunque se ne stia occupando, l’importante è che il Comune di Foggia abbia iniziato a chiedere conto ad Amiu del “travaso di soldi” degli scorsi anni, dopo i commissari ciechi e gli anni di Landella in cui nulla fu fatto in tal senso”, dicono alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Davanti ai dati oggettivi che si leggono nei bilanci è impossibile non riconoscere cosa è avvenuto, la presidente Lomoro o non sa di che parla ed è in buonafede oppure ha un copione da recitare e fa l’avvocato di Amiu. Quello che Rossi disse la scorsa estate è scritto nero su bianco sui bilanci di Amiu. Dunque, se Episcopo porterà a casa un risultato lo vedremo. La speranza è che non lo dicano pubblicamente ma in via riservata si stiano muovendo. Lomoro nega sui 40 milioni di euro, ma è proprio la somma degli utili fatti in dieci anni dall’unità operativa di Amiu Foggia”. “Ma una società in house non dovrebbe produrre utili, bensì reinvestirli”, sottolineano gli addetti ai lavori come già fatto mesi fa dagli autori degli esposti. Il bilancio 2023, l’ultimo approvato prima dell’introduzione dei bilanci separati tra Bari e Foggia per centri di costo, ha registrato per l’unità operativa barese un risultato in perdita pari a -2.146.335 euro, mentre per l’unità operativa foggiana un utile pari a 1.572.842 euro, che prima delle imposte era addirittura pari a 2.306.072 euro. Da qui la perdita finale di -573.493 del conto economico integrato di Amiu. “Non so quali approfondimenti la presidente Lomoro abbia fatto ma poco importa: io e la sindaca rappresentiamo il Comune di Foggia e quindi i cittadini, sono in itinere i nostri approfondimenti”, le parole della vicesindaca e assessora all’ambiente Lucia Aprile a l’Attacco.

Da Palazzo di città trapela che “da mesi c’è la volontà politica della sindaca di verificare la questione, dando incarico ad un professionista esterno”. Se e quando si concretizzerà tale (presunta) intenzione resta tutto da capire.

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