Sta suscitando l’ira di tanti, a Foggia, quanto affermato a l’Attacco venerdì scorso dalla presidente del cda di Amiu Puglia spa Antonella Lomoro, che ha negato che i soldi dei foggiani siano stati usati negli scorsi anni per pagare la raccolta differenziata a Bari e per coprire le perdite della partecipata. Lomoro ha innanzitutto smentito che si tratti di “40 milioni in dieci anni” come detto mesi fa dall’ex assessore regionale Leo di Gioia dichiarando: “I numeri non sono questi, non parliamo di queste cifre, quindi non so questi numeri dove siano stati attinti o enunciati. Non mi risultano. Dal punto di vista del servizio è obbligatorio ribadire una cosa: il servizio è calibrato in base al cantiere Foggia e al cantiere Bari, per cui viene stilato il PEF, piano economico finanziario, sia sulla tariffa relativa all'impianto che sul servizio. Quindi i cittadini di Foggia con la propria Tari il servizio di Foggia. Non c'è il rischio che il cittadino foggiano paghi il servizio della raccolta di Bari perché sono due PEF distinti. Smentisco del tutto che siano stati usati soldi dei foggiani, quelli della Tari, in favore di Bari altrimenti l'impresa avrebbe avuto delle perdite anche negli scorsi anni”. Parole cui sono seguite prontamente reazioni opposte da parte di diversi addetti ai lavori, sia interni che esterni a Palazzo di città.
“Lomoro non sa cosa dice. Si evince chiaramente dai bilanci, che sono pubblici, quello che è avvenuto, come riporta la stessa informativa della Guardia di Finanza”. Un riferimento alle indagini svolte dalle Fiamme gialle, coordinate dalla Procura di Foggia, per cui si attendono entro fine gennaio le richieste di rinvio di giudizio per gli indagati, tra cui il direttore generale di Amiu Antonello Antonicelli.
Su tale punto è ormai lampante la schizofrenia in casa M5S: da una parte gli eletti per i quali è assodato che la Tari pagata dai foggiani sia stata usata a beneficio di Bari e dei conti della spa, dall’altro la posizione indefinita dell’amministrazione Episcopo e della vicesindaca Lucia Aprile, contiana. L’europarlamentare M5S Mario Furore, la scorsa settimana, è stato netto rispetto alla domanda de l’Attacco rispetto alla restituzione o quantomeno compensazione relativa ai milioni in più pagati dai foggiani e andati a coprire le perdite di Bari. “Se chiediamo una compensazione? Assolutamente sì, ritengo sia giusto. Ricordo fosse una volontà dell’amministrazione comunale”, disse Furore.
Vaga, invece, la risposta dell’assessora all’ambiente Aprile: “La presidente Lomoro rappresenta l'impresa e quindi i due soci, Foggia e Bari. Non so quali approfondimenti abbia fatto ma poco importa: io e la sindaca rappresentiamo il Comune di Foggia e quindi i cittadini, sono in itinere i nostri approfondimenti. Valuteremo tranquillamente le posizioni una volta terminata questa fase”.
Ma l’ennesima riproposizione del “faremo e verificheremo” manda su tutte le furie chi da anni combatte per far luce sul caso Amiu, come il gruppo degli autori degli esposti a Procura e Corte dei conti, esposti che hanno originato le due inchieste della magistratura ordinaria e l’apertura di un fascicolo pure da parte dei giudici contabili. Ad agosto 2024, quando dovette lasciare l’incarico che aveva avuto dai commissari straordinari del Comune di Foggia, il super tecnico Raphael Rossi rivelò come stessero le cose: “In questo anno ho rappresentato Foggia nell’impresa ottenendo alcuni risultati importanti tra i quali vorrei ricordare la contabilità industriale per centro di costo per Bari e per Foggia, sia per i servizi di raccolta rifiuti e spazzamento che per gli impianti. Tale analisi ha fatto emergere come per il 2023 vi sia stato un utile dalla gestione di Foggia per 1,5 milioni di euro ed una perdita dalla gestione di Bari per 2,1 milioni di euro”. Oggi, dopo l’introduzione dei bilanci separati, questo problema dei “vasi comunicanti” non sussiste più ma fino all’ultimo bilancio approvato - relativo al 2023 - la situazione era quella indicata da Rossi e di Gioia.
Gli autori degli esposti, tra cui varie associazioni e legali (gruppo di cui negli scorsi anni hanno fatto parte la stessa Aprile col consigliere comunale 5S Strippoli), dopo le parole di Rossi integrarono la denuncia su Amiu inserendoci ciò che di oggettivo è emerso dalla conclusione delle indagini della Procura daunia e altri elementi, tra cui “il “travaso” di danaro dai cittadini di Foggia a quelli di Bari”.
“A latere dell’inchiesta penale, sono emersi altri dati preoccupanti. L’informazione data da Rossi, paradossalmente sbandierata quale motivo di vanto, sotto la prospettiva di noi cittadini assume un significato tanto grave quanto inequivocabile. Infatti, l’obiettivo di un’impresa partecipata dall’ente pubblico, la cui attività è la raccolta dei rifiuti, non è certamente quella di produrre utili, ma solo quella di impiegare correttamente le risorse derivanti dal pagamento della Tari. Ciò significa che i cittadini foggiani hanno finanziato – con un milione e mezzo delle proprie tasse – la raccolta di rifiuti di Bari. Una raccolta che ha prodotto, viceversa, un disavanzo di oltre due milioni di euro, tra quanto incassato dalla Tari dei cittadini baresi e quanto effettivamente speso per i servizi resi nel capoluogo barese. Abbiamo verificato, leggendo la relazione sulla gestione del bilancio al 31 dicembre 2023, che quanto affermato dall’ex consigliere Rossi corrisponde al vero. Le perdite di Bari non vengono coperte, come sarebbe lecito aspettarsi, da un aumento della Tari a carico dei cittadini baresi. Viceversa, pur a fronte di un servizio che costa meno di quanto è stato pagato dai foggiani, la Tari a carico di essi è stata recentemente addirittura aumentata, come emerge dalle comunicazioni ricevute nei giorni scorsi dai cittadini foggiani. Nel bilancio, come può leggersi, gli utili di Foggia vengono utilizzati per ripianare parzialmente le perdite di Bari: la perdita di esercizio complessiva ammonta a 573.493 euro. La scarsità del servizio, denunciata da anni dai cittadini foggiani, con questi dati ha una spiegazione tangibile: Amiu Puglia, con i soldi della Tari dei foggiani, finanzia la raccolta barese. L’esame di tali dati non lascia spazio a dubbi: Amiu ha iniziato a produrre utili grazie ai ricavi garantiti dal Comune di Foggia a fronte di un servizio notevolmente sottodimensionato. Abbiamo chiesto alla magistratura territoriale e a quella contabile di valutare se l’utilizzo delle tasse dei foggiani per finanziare un servizio reso ad altri cittadini costituisca un illecito, di natura penale o contabile, e se tale condotta si sia verificata anche nei precedenti anni (in cui il livello del servizio è sempre stato scadente)”. A settembre scorso anche i Servizi finanziari del Comune di Foggia stigmatizzarono a sindaca e assessori competenti la situazione che si evince dai bilanci, ma senza alcun riscontro.
Ma ecco cosa scrivono gli inquirenti. Nell’avviso di conclusione delle indagini si legge: “Antonicelli, consapevole dell'inadeguatezza per esiguità e vetustà delle dotazioni strumentali impiegate per la raccolta rifiuti nella città di Foggia, della riduzione del margine di profitto per Amiu Puglia spa (dal bilancio di esercizio al 31/12/2020 risulta un utile d'esercizio pari a 3.369.559 euro e un utile d'esercizio relativo all'anno precedente pari a 1.405.941 euro; dal bilancio d'esercizio al 31/12/2021 risulta un utile d'esercizio pari a 769.810 euro e un utile d'esercizio relativo all'anno precedente pari a 3.369.559 euro), della mancata ripartizione degli utili di esercizio in proporzione alla diversa misura di partecipazione azionaria dei due soci Bari e Foggia, della eccessiva quantificazione dei costi di gestione rispetto al servizio reso, delle segnalazioni di disservizi e inadempimenti da parte di Amiu per la città di Foggia nel corso degli anni precedenti, nonché della incidenza determinante degli utili di esercizio prodotti dall'impianto TMB di Passo Breccioso (connesso al mantenimento dell'affidamento del servizio di igiene urbana) sulla chiusura in attivo del bilancio societario, del carattere "ondivago" delle comunicazioni periodiche dei dati forniti da Amiu relativi al servizio di raccolta differenziata (consapevolmente falsati dal computo degli inerti e/o dall'accorpamento ai propri dei dati della raccolta differenziata effettuata da altre aziende private che gestiscono marginalmente la raccolta di rifiuti differenziati), si accordava con la Zuccarino per determinare il contenuto della relazione ex art 34 in modo che la valutazione comparativa ivi contenuta deponesse per la scelta dell'affidamento del servizio in house ad Amiu Puglia spa”.
Mentre nella informativa della Finanza si spiega: “Dall'analisi dell'ultimo bilancio d'esercizio di Amiu Puglia spa emerge come l'impianto di biostabilizzazione di Foggia sia rilevante per l'impresa. Infatti, lo stesso determina degli utili considerevoli i quali permettono alla società di non chiudere il bilancio in perdita. Come specificato meglio in sede di escussione ad altre sommarie informazioni, dal commercialista e componente del cda di Amiu Oronzo Orlando si evince che gli utili generati dal cantiere Foggia relativi all'impianto TMB ammontano a 12.646.537 euro mentre i ricavi generati dal cantiere Bari in relazione all'impianto TMB ammontano a 5.806.186 euro. La differenza tra il valore e il costo della produzione per il cantiere Bari ammonta a -1.927.208 euro mentre per il cantiere Foggia ammonta a +2.878.633 euro, quindi l'utile di esercizio per il cantiere di Bari ammonta a -1.541.004 euro mentre per il cantiere Foggia ammonta a +1.935.085 euro. Di conseguenza l'utile di esercizio della società Amiu Puglia spa ammonta alla somma algebrica di tali valori: 394.081 euro. Pertanto, pur essendo il bilancio in positivo vi è stata una riduzione dei profitti a causa delle perdite dovute dal cantiere di Bari. Inoltre, la perdita di esercizio del cantiere Bari è dovuta ai maggiori costi di produzione che ammontano a 72.674.636 euro mentre i costi di produzione del cantiere di Foggia ammontano a 30.532.256 euro”.
Le Fiamme gialle citano, a conferma dell'interesse verso il TMB di Foggia, intercettazioni telefoniche avvenute il 22 giugno 2023 tra Antonicelli e il presidente Ager Gianfranco Grandaliano (anch’egli indagato nel filone sull’emergenza rifiuti a Foggia nell’estate 2023), i quali “mostrano preoccupazione dell'eventuale perdita della gestione del TMB di Passo Breccioso e cercano di trovare una soluzione insieme per evitare l'evidenza pubblica”. Infatti Grandaliano propone di affidare l'impianto “all'amico” che hanno creato, secondo la Finanza Aseco. Grandaliano: “Tu lo sai che c'è il rischio che voi perdete l'impianto”. Antonicelli: “Lo so Gianfranco, lo so...però diciamo l'alternativa di tenersi situazioni...”. Grandaliano: “Ma l'hanno capito o non l'hanno capito diciamo...però va be...sono soci pure loro eh...Perché a Bari lo risolviamo perché noi dobbiamo risolvere immediatamente anche Bari eh...”. Antonicelli: “Eh certo eh certo è chiaro!”. Grandaliano: “Noi avevamo quella carta che noi sappiamo già perché abbiamo già l'accordo no? Su impianto di compostaggio reintegriamo con il TMB quindi non è un problema, il problema riguarda Foggia, che c'è il rischio che quello dice come dobbiamo fare...Hanno pensato a una serie di soluzioni, ma qua c'è il concreto rischio che in una procedura di fare l'evidenza pubblica per evitare che succeda qualche cosa noi l'affidiamo all'amico che abbiamo creato…sai che significa che bisogna parlare con tutto il mondo intero per fare sta cosa?”. Venerdì scorso, quando nella seduta monotematica di consiglio comunale dedicata a Foggia all’affaire Amiu le minoranze hanno chiesto conto della gestione senza titolo del TMB di Passo Breccioso da parte della spa, Antonicelli e Lomoro hanno affermato che la competenza è di Ager e che il 30 gennaio prossimo ci sarà un tavolo al riguardo.
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