Quindici milioni di euro da poter investire, per la precisione 15.295.203,70 euro. E’ lo straordinario dato contenuto nel bilancio di previsione 2025-2027 approvato lo scorso 24 gennaio dalla giunta comunale di Foggia e che sarà esaminato anche da parte del consiglio comunale e dei revisori dei conti per il parere di competenza. Una cifra che dovrà essere confermata in sede di verifica dei residui e nel rendiconto di gestione, atteso entro il 30 aprile prossimo, ma che già oggi con una certa sicurezza fotografa l’ulteriore passo in avanti rispetto all’avvenuto risanamento finanziario di Palazzo di città. Gli enti locali deliberano annualmente il bilancio di previsione finanziario riferito ad almeno un triennio, comprendente le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi successivi.
Un dato, quello del super avanzo, pienamente attendibile, con cui il dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare – dopo aver preso in mano nel 2009 un ente in dissesto e averlo trascinato fuori dal piano di riequilibrio finanziario lo scorso anno e riassorbendo il disavanzo di amministrazione prima del 2044, data prevista per l’ultimazione della sua copertura – consegna all’amministrazione Episcopo la bellezza di oltre 15 milioni di euro da spendere sugli investimenti dell’ente.
Un avanzo presunto di amministrazione dalla cifra monstre, lontanissimo dai 787.461,16 euro dello scorso anno, quando fu assorbito il residuo disavanzo. Almeno una decina di milioni di euro saranno spesi per le strade comunali, primo punto nell’ordine delle priorità dell’ente. Poi manutenzione di scuole, impianti sportivi, arredo urbano. Ecco i numeri esatti: il risultato presunto di amministrazione al 31 dicembre 2024 è pari a 120.690.564,07 euro, mentre il risultato di amministrazione iniziale dell'esercizio 2024 era 109.066.937,39 euro. Dei 120.690.564,07 euro la parte accantonata è pari a 99.553.634,96 euro (di cui fondo crediti di dubbia esigibilità pari a 25.062.145,54 euro, fondo anticipazioni liquidità pari a 14.175.828,26 euro, fondo perdite società partecipate pari a un milione di euro, fondo contenzioso pari a 42.386.641,42 euro, altri accantonamenti pari a 16.929.019,74 euro), parte vincolata pari a 5.841.725,41 euro e parte disponibile che ammonta per l’appunto a 15.295.203,70 euro.
La floridità della situazione, frutto del lavoro di Dicesare, è testimoniata anche dai numeri record della cassa: se l’anno scorso si arrivò ad avere in cassa circa 126 milioni di euro ora è addirittura 143 milioni. “Alla data 1° gennaio 2025 il saldo del fondo cassa è pari a complessivi 143.234.684,89 euro”, afferma Dicesare nella determina adottata ieri. “Risultano giacenti presso la tesoreria comunale le seguenti somme con natura di entrate a destinazione vincolata derivante da prestiti, da trasferimenti pubblici e da legge, sulla base dei dati di preconsuntivo anno 2024, pari a complessivi 39.384.268,46 euro, di cui 8.767.018,18 euro quale fondo di rotazione”. Insomma, conti più in ordine, che consentono una serena copertura di tutti i servizi (come la mensa scolastica, cui sono state destinate adesso più risorse), del piano assunzionale e più in generale della programmazione di Episcopo&Co.
Non si era mai visto un simile scenario prima d’ora nella storia dell’ente capoluogo: se è vero che risale a due decenni fa un’analoga situazione di avanzo, prima dell’epoca tutta lacrime e sangue del Salva-enti e del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, va però precisato che pure allora – gli anni di Agostinacchio sindaco – i numeri erano assai più ridotti e non si trattava certo di 15 milioni disponibili per gli investimenti bensì di un avanzo che al massimo arrivò ad un terzo di tale cifra.
“Non c’era da vent’anni disponibilità di risorse, col piano di riequilibrio non si poteva investire contraendo mutui e questo spiega perché le strade siano state tanto dissestate. Si liberano risorse mai registrate finora”, chiarisce un addetto ai lavori esterno all’ente, a l’Attacco, commentando il bilancio. Come dire che adesso si apre una nuova era per il Comune di Foggia, con uno scenario che consente di colmare le lacune di quanto non è stato possibile fare negli scorsi decenni a causa dei vincoli di finanza pubblica. Quindi un avanzo mai così cospicuo, conti totalmente risanati di cui è un segnale la cassa rimpinguatissima, e più soldi da spendere. Importante, ad esempio, l’accresciuta dotazione del fondo contenzioso, passato da circa 36 milioni di euro a oltre 49 milioni: vuol dire che anche qualora, malauguratamente, l’ente dovesse soccombere nel giudizio più preoccupante – quello legato all’ex controllata Amica spa – ci sarebbe una copertura più che sufficiente per assorbire il colpo. E non è tutto: la situazione che si evince dal bilancio di previsione 2025-2027 appare strutturale, ovvero destinata a interessare in maniera duratura e stabile anche il prossimo futuro. Nulla di episodico, insomma. Alla sindaca Marida Episcopo e al suo campo largo non poteva andar meglio.
Nel 2016, appena nove anni fa, il Comune di Foggia aveva un disavanzo di circa 56 milioni di euro. Nel 2012 Palazzo di città, allora guidato dal sindaco Gianni Mongelli, fu costretto ad approvare il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal TUEL. Da cui il piano decennale (2013-2022), con domanda di accesso al fondo di rotazione (per oltre 37,4 milioni di euro) al fine di assicurare la stabilità finanziaria dell’ente, con l’obbligo, tra l’altro, di restituire le anticipazioni ricevute da tale fondo nel periodo massimo di 10 anni. Il piano di riequilibrio approvato dall’ente era destinato a ripianare uno squilibrio di bilancio che era pari a 121.962.926,5 euro. Il consiglio comunale, nel 2015, stabilì di ripianare il maggiore disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario nella misura di 1.049.660,40 euro all’anno, per 30 anni, fino all’esercizio 2044 compreso.
Anni pesantissimi che ormai l’ente si è lasciato alle spalle. Per avere un’idea di quanto i numeri attuali siano strepitosi basta ricordare che un anno fa, a gennaio 2024, il risultato presunto di amministrazione per l’esercizio 2023 era indicato in 108.215.894,09 euro, con 8.337.153,54 euro a rappresentare la parte disponibile totale, poco più della metà degli oltre 15 milioni di euro dell’odierna previsione per il 2025.
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