(a cura di Domenico Suriano)
Lo scorso 17 gennaio si è tenuto a Foggia il Consiglio comunale monotematico sulla società Amiu, che dal 2013 gestisce il servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti in città. Sulla questione, è intervenuto a l’Attacco l’ex consigliere comunale Marcello Sciagura. “Ne hanno parlato in tanti, anche chi non se ne era mai interessato prima”, ha detto.
“Ho ascoltato con attenzione i vari interventi dei consiglieri, le comunicazioni della presidente Lomoro, del direttore Antonicelli, dell’assessora Aprile e della Sindaca Episcopo. Sono rimasto in silenzio, ma profondamente deluso, e lo dico con molto dispiacere. Mi è toccato ascoltare di tutto. La presidente ha investito la cittadinanza di una condotta colpevole, di mancanza di collaborazione, che a suo dire avrebbe impedito all’azienda di raggiungere gli obiettivi del piano industriale programmato”, ha aggiunto.
“Lomoro e Antonicelli hanno affermato che nel 2013 Amiu era un’azienda solida, ma hanno taciuto quando Mainiero gli ha presentato i dati dei bilanci in cui si notava una perdita di oltre 10 milioni di euro tra il 2001 e il 2012. Antonicelli ha detto di essere un sostenitore del porta a porta, dichiarando che a Bari, dove lo fanno, sono al 65% di raccolta differenziata, mentre dove fanno la raccolta stradale sono al 30%, con una media cittadina del 46,52%. A Foggia, invece, hanno deciso di continuare a fare la raccolta stradale, anche se con dei cassonetti intelligenti”, ha proseguito.
“Sarebbe stato opportuno ascoltare un dialogo sincero e sereno su quello che è stata Amiu in passato, nel presente e in futuro, nell’interesse della città. Invece hanno continuato a mentire. Sarebbe stato costruttivo capire se Amiu sia stata, sia e potrà essere un’azienda efficace, efficiente e conveniente per Foggia, visto che è operativa da 12 anni e che, addirittura, da 2 anni è intestataria di un contratto di 9 anni complessivi”, ha ricordato. “Amiu è un problema per Foggia, e lo ha dimostrato in tutti questi anni. Molti consiglieri hanno affermato che una società in house sia meglio a prescindere, dimostrandosi accondiscendenti fino alla follia, e dando ulteriore credito a una società che, seppure in house, questa casa non l’ha mai riconosciuta e rispettata”, ha continuato.
Dal 2013 Amiu opera a costi elevati, tradendo la fiducia che il Comune di Foggia le aveva dimostrato acquisendo il 21,83%, ha spiegato Sciagura.
“Lo ha fatto falsificando i dati della raccolta differenziata per diversi anni. In che modo? Non effettuando alcuni servizi previsti dal contratto, ma facendoli pagare regolarmente, oppure utilizzando gli utili di gestione della sede di Foggia per ripianare i problemi economici del compartecipante Comune di Bari. Poi, oltre a ripianare le perdite di Bari, gli eventuali utili residui del bilancio generale sono stati ripartiti con le percentuali di quote possedute dai soci, arrecando un ulteriore danno a Foggia”, ha sottolineato.
“Ho ascoltato Aprile durante il suo intervento in Consiglio e in un’emittente locale e sono rimasto allibito. Ma è la stessa che a dicembre 2022 era con noi in piazza a protestare contro l’inopportuna volontà dei commissari, divenuta poi decisione, di affidare ancora il servizio ad Amiu? È la stessa che da cittadina attiva la pensava in un modo, e che da amministratore pubblico si sente in dovere di rivalutare tutto? Cosa vuole farci credere? Che da cittadina attiva protestava in maniera sprovveduta, dicendo scempiaggini e facendo proposte irrealizzabili?”, si è chiesto.
“Lei era presidente di un’associazione civica. Se tutta la cittadinanza attiva fosse così dovremmo guardarci bene dai cittadini partecipi. Non credo sia questo il motivo. Probabilmente l’assessora si è dovuta piegare alle ragioni della politica partitica, che non sempre opera nell’interesse della collettività”, ha riflettuto.
“Non ho gradito che, durante il Consiglio, l’assessora abbia lanciato quegli strali contro la minoranza assente, trascurando i cittadini, a cui avrebbe dovuto spiegare molte cose. Ho ascoltato anche una sua recente intervista in cui era rammaricata per non averlo fatto, ma in cui non ha detto nulla su programmi, investimenti, opere e azioni, rinviando tutto al futuro”, ha evidenziato.
“Voglio credere che tutto questo dipenda da ignoranza o negligenza. Tutto parte da lontano, per ragioni politiche di diverso colore. Il problema inizia con Ciliberti, per poi proseguire anche con Mongelli e con Landella, sempre con il tacito consenso delle rispettive parti politiche. È stato tutto programmato. Anche i commissari sono andati oltre i loro compiti, stipulando un contratto di 9 anni per un importo di oltre 200 milioni di euro, nonostante le irregolarità di cui erano stati edotti, togliendo a chi si sarebbe insediato dopo la possibilità di scegliere. Ma tanto dai banchi della maggioranza si dicono tutti soddisfatti”, ha affermato. “Antonicelli conferma che con il porta a porta i risultati quantitativi e qualitativi sono nettamente migliori. Ma allora perché a Foggia Amiu ha deciso in modo diverso, chiedendo addirittura dei fondi Pnrr per una raccolta stradale? Avevo avvisato l’assessora Aprile, a maggio 2024, che i risultati sarebbero stati scadenti. Lo feci in presenza dei membri della commissione ambiente e territorio, del Dec e del responsabile regionale di Zero Waste Italy”, ha raccontato Sciagura.
“Affermare, adesso, di essere soddisfatti di un misero +7,28% del 2024, dopo essere partiti dal nulla del 17,05% del 2023, significa ignorare il buon senso e non avere pudore. Soprattutto se si tiene conto del fatto che Amiu, negli ultimi 2 anni dalla stipula del nuovo contratto, ha ottenuto un risultato produttivo relativo alla raccolta differenziata inferiore a quell’importo. Negli ultimi 2 anni, infatti, Amiu è stata capace di ottenere un +3,5% di media all’anno, partendo dal 17,20% del 2022. Quindi di cosa bisogna gioire?”, ha chiesto.
“Dovremmo essere soddisfatti anche dell’aumento totale dei rifiuti prodotti nel 2024 di quasi 66mila tonnellate? Non ci dicono che le quasi 50mila tonnellate di rifiuti indifferenziati ancora residui costeranno, tra trattamento e smaltimento, quasi 11 milioni di euro, da sommare agli oltre 22 milioni e 700mila euro di contratto per il servizio, e senza contare l’aumento di oltre 2 milioni e 300mila euro per il 2024 del costo per l’avviamento del porta a porta. L’irrisorio incremento del 7,28% del 2024, inoltre, è anche viziato da una scadente qualità della raccolta differenziata che, sulla base di quello che si riesce a sapere, rischia di superare i limiti previsti per le impurità presenti nei vari tipi di materie raccolte in maniera differenziata”, ha precisato.
“Insomma, altro che risultati soddisfacenti: è una gestione fallimentare. Per non parlare dei costi della Tari. L’assessora ha detto che a Foggia la Tari non è la più alta d’Italia, visto che si pagano 145 euro a persona, mentre ci sono Tari che costano dai 180 ai 280 euro a persona, ma quei costi riguardano servizi con il porta a porta. Non possiamo confrontare dei costi per dei servizi diversi. E poi non ha spiegato che con il porta a porta il servizio integrato ha dei costi complessivi inferiori a quello stradale. Come non ha riferito che i rifiuti totali del 2024 sono aumentati di 130 tonnellate rispetto all’anno precedente, e che non è stata avviata nessuna politica volta alla riduzione della produzione dei rifiuti”, ha chiosato l’ex consigliere comunale.
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