In qualità di cittadino e presidente del WWF Foggia desidero chiarire alcuni aspetti emersi nei recenti articoli di stampa, affinché non vi siano fraintendimenti sul percorso e gli obiettivi del “Forum Patto Verde” e il patto omonimo. Le associazioni aderenti al Forum sono unite e compatte. Non esistono “clan” o “sotto-clan”: queste definizioni non ci appartengono e non rispecchiano il nostro spirito di collaborazione. Al contrario, il Forum ha recentemente accolto due nuove associazioni, raggiungendo un totale di 12 realtà associative, tra cui alcune delle più importanti organizzazioni ambientaliste nazionali e locali. Venendo al cuore della questione, il “Patto Verde” nasce come un documento programmatico, firmato dalle associazioni e dai candidati sindaci, un impegno comune che abbiamo condiviso con l’obiettivo di dare una direzione chiara e responsabile alla gestione del verde urbano. Il documento sancisce un principio fondamentale, citato fin dalle prime battute: “Il Patto si fonda sulla responsabilità e la fiducia reciproca fra i candidati sindaci delle elezioni amministrative del 2023, i quali si IMPEGNANO, con i cittadini attivi, le associazioni e i comitati della Città, ad inserirlo nel proprio Programma di governo della Città di Foggia.” A distanza di un anno e mezzo dall’elezione della Sindaca Maria Aida Episcopo, riteniamo necessario un bilancio sull'attuazione del Patto Verde. Quali azioni sono state intraprese? Quali prospettive future possiamo delineare per una gestione sostenibile e partecipata del verde urbano?
Il WWF non è assolutamente soddisfatto finora. Uno degli aspetti centrali su cui poniamo l’accento è la necessità di maggiore trasparenza e partecipazione. Le valutazioni tecniche sugli alberi e la relativa documentazione devono essere rese accessibili alla cittadinanza con congruo anticipo, oggi prendiamo solo atto degli abbattimenti quando sentiamo il rumore delle motoseghe o quando i cittadini iniziano a chiamarci o a scriverci allarmati. Solo attraverso un confronto aperto sarà possibile individuare soluzioni alternative agli abbattimenti, come potature conservative, consolidamenti o trapianti.
La partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni non deve essere vista come un ostacolo, ma come una risorsa preziosa per garantire una gestione più sostenibile e condivisa del verde urbano, chi la pensa diversamente è in malafede. Un anno fa sembrava imminente l’istituzione della Consulta dell'Ambiente e del Territorio. La mozione era stata firmata da tutti i componenti della commissione Ambiente e Territorio, sia di maggioranza che di opposizione, un segnale davvero importante per il capoluogo che non dovrebbe essere sottovalutato. Eppure, a oggi, la Consulta non è stata ancora istituita. Ci chiediamo: cosa ne è stato di quell’iniziativa? In quale cassetto si è fermata? Riteniamo che sia urgente riprendere questo percorso per dotare la città di uno strumento istituzionale evoluto che garantisca un dialogo costante tra amministrazione, cittadini e associazioni.
Le persone cambiano, i politici si avvicendano rapidamente, così come i colori delle amministrazioni, è chiaro che Foggia necessiti di “istituzionalizzare” il percorso da intraprendere piuttosto che vivere alla giornata come purtroppo accade da circa 30 anni. Per questo la politica del capoluogo foggiano deve comprendere che, per liberarsi dall’etichetta di “ultimi della classe”, è necessario creare nuovi paradigmi e fissare obiettivi ambiziosi. Nel settore ambientale, questi obiettivi non possono che puntare a una città più verde e sostenibile. Tuttavia, per raggiungerli, è fondamentale non solo ripensare i metodi, ma forse anche trasformare le mentalità politica e probabilmente anche quella tecnica.
Ribadiamo, inoltre, l’importanza di una pianificazione strategica per compensare la perdita di alberi attraverso progetti di forestazione urbana che favoriscano la biodiversità e la resilienza climatica. Il “Patto Verde” non deve essere un semplice accordo formale, dimenticato dopo le elezioni, ma uno strumento operativo che guidi la trasformazione ecologica della città. La città non può limitarsi a inseguire di volta in volta i finanziamenti disponibili, ma deve invece adottare una visione strategica di lungo periodo. È indispensabile quindi una pianificazione organica e lungimirante, capace di delineare con chiarezza il futuro di Foggia e di rispondere a una domanda cruciale: "Come sarà la Foggia del 2030?”
Questa domanda non può restare un semplice slogan o un esercizio teorico, ma deve tradursi in un impegno concreto, basato su analisi approfondite, scelte sostenibili e azioni coordinate tra istituzioni, cittadini e associazioni. Solo attraverso una programmazione strutturata, fondata su criteri di sviluppo sostenibile, innovazione e inclusione sociale, sarà possibile trasformare la città, migliorandone la qualità della vita e rendendola più resiliente alle sfide ambientali, economiche e sociali. Occorre dunque una governance capace di anticipare i bisogni e di valorizzare le opportunità, evitando di rincorrere finanziamenti senza una visione d’insieme.
Pianificare significa tracciare una rotta chiara, investire in infrastrutture verdi, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e qualità ambientale, per fare di Foggia una città moderna, vivibile e competitiva che sia all’altezza della Capitanata. Confermiamo quindi la disponibilità al dialogo e alla collaborazione con l’amministrazione comunale per individuare soluzioni che tutelino sia la sicurezza pubblica ma soprattutto il valore ambientale del verde urbano, ove gli alberi sono la maggiore espressione. Il nostro impegno è rivolto a costruire una città più verde, vivibile e resiliente, in cui la natura e il benessere dei cittadini siano al centro delle scelte politiche e amministrative.
Maurizio Marrese, presidente WWF Foggia
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