Come da previsione il 74enne noto imprenditore foggiano Tito Salatto è stato votato all’unanimità, mercoledì scorso, dal consiglio generale di Confindustria Foggia, chiamato ad eleggere il nuovo presidente destinato a prendere il posto di Eliseo Zanasi alla guida della territoriale dell’associazione dell’aquila. Le consultazioni erano andate deserte al di là di Salatto, che difatti non ha trovato rivali. Sin dallo scorso anno l’Attacco aveva anticipato l’avvicendamento col noto big della sanità privata, già editore e presidente dell’AIOP Puglia, con un passato da vicesindaco del capoluogo daunio (fu proprio lui l’artefice del concerto memorabile di Bob Dylan, premio Nobel per la letteratura, nel teatro Mediterraneo). Il 17 febbraio il consiglio generale si riunirà nuovamente per esprimere i vicepresidenti, mentre il 28 febbraio ci sarà l’assemblea confermativa con l’effettivo insediamento di Salatto. Il nuovo presidente eredita una situazione complicata e di netta separazione in casa della costola degli edili di Ance, che hanno preso totalmente le distanze da Zanasi su ogni fronte a cominciare dal caso rovente degli ammanchi in Cassa Edile e delle conseguenti denunce alla Guardia di Finanza. Proprio la vicenda di Cassa Edile rappresenta uno degli aspetti più critici per Zanasi, come su queste colonne era stato rivelato in esclusiva a novembre scorso, con intervista al nuovo vertice dell’ente bilaterale Michele Gengari, uomo di Ance, che ha preso il posto proprio dell’ingegnere. Quando si è insediata l’attuale governance sono emerse zone d’ombra serie nei conti di Cassa Edile, relative ai predecessori. A quel punto Gengari, dopo aver fatto valutare i presunti ammanchi ad alcuni professionisti ed essersi fatto autorizzare da una delibera del comitato di gestione, ha presentato una denuncia alla Finanza tra ottobre e novembre, cui è seguita a fine 2024 una integrazione, anche in questo caso previa delibera del comitato di gestione. Al suo fianco, in questa operazione verità, l’Ance di Ivano Chierici, presidente provinciale, e Gerardo Biancofiore, presidente regionale. Quella stessa Ance che dallo scorso anno ha mosso guerra a Zanasi e che conta sul rapporto col presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini, uomo espressione della stessa associazione dei costruttori edili.
Quanto all’integrazione è stata necessaria dopo che a dicembre scorso un operatore addetto al Mut (Modello Unico Nazionale Telematico), la procedura che consente alle imprese di trasmettere le denunce mensili dei lavoratori occupati ed ottenere il rilascio del Durc di congruità, ha segnalato una violazione del sistema. Quella segnalata come “intrusione abusiva” è stata oggetto dell’integrazione all’esposto, stando a fonti interne sarebbe stata commessa dall’impresa Immobiliare Germa, srl che ha come amministratore unico il commercialista Riccardo Pagliara e come proprietari i fratelli Giovanni ed Erminia Zanasi, figli di Eliseo. Pagliara, ex vicesindaco con Chirolli, è lo storico commercialista di Zanasi, nonché revisore dei conti di Confindustria. L’Attacco ha intervistato Salatto.
E’ stato eletto in modo unanime, come da previsioni. Che obiettivi si pone? Da cosa inizierà il suo mandato?
Mi dicono che questa è stata una delle poche volte in cui si è registrata una unanimità nella scelta del presidente. Non posso che esserne soddisfatto, per quanto consideri la dialettica e la contrapposizione dei valori importanti. E’ il momento di voltare pagina a livello generazionale, portando avanti donne e giovani. Non parlo di rottamazione perché io per la mia età sarei il primo da rottamare. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crisi generalizzata di tutte le organizzazioni di categoria ed organismi intermedi. Le mie linee programmatiche nasceranno dall'ascolto di tutti, a cominciare dai presidenti delle varie sezioni di Confindustria. Ci occuperemo di tutte le questioni più spinose: della crisi idrica alla ZES, dalle infrastrutture alle ferrovie, riprendendo i programmi interrotti e rinfrescandoli. Ci sarà un ascolto attivo sull’intero territorio provinciale e cercherò di fare in modo che le varie sezioni di Confindustria assimilabili tra loro si mettano assieme creando sinergie. E poi bisogna far vivere l'associazione, che è una casa un po' deserta. Non è un obiettivo facile, visto che il lustro di Confindustria appare da tempo molto appannato e considerando anche la perdita di iscritti e le criticità finanziarie.
Come le si restituisce autorevolezza e appeal?
So che è difficile, altrimenti mica avrebbero chiamato uno della sanità per rilanciare Confindustria. Chi sta ai vertici deve sapere che deve dedicarsi quotidianamente a questo compito e deve saper coinvolgere tutti i soci. Intendo fare in modo che il Centro studi non sia una stanza vuota, cercando sinergie anche fuori Foggia, ad esempio sull’intelligenza artificiale che sarebbe necessario studiare e approfondire. Non è poi possibile presentarsi in Comune, in Provincia e altrove ed essere trattati come dei mendicanti o come persone di malaffare…
A chi si ispira?
Mi rifaccio ad Adriano Olivetti, per il quale non esiste un'impresa che funzioni se il territorio non sente che quell'impresa è collegata alla fiducia e al benessere dei cittadini. Invece il cittadino di Foggia è assai scoraggiato. La dignità di Confindustria deve essere rispettata. Organizzeremo gli Stati generali dell'economia, spero nel coinvolgimento delle altre realtà ed organizzazioni. Ci occuperemo anche di altri eventi. Se i soci ci crederanno saranno con noi. Intendo agire così come ho fatto al vertice dell'Aiop pugliese. Non faccio promesse. I progetti verranno dal basso e si cercherà sempre di evitare il dibattito sgarbato con le istituzioni.
Quelli di Ance appaiono da tempo come i separati in casa. Come pensa di ricostruire il rapporto con la vostra costola più importante?
Con loro non ho ruggini. Ci vuole una mediazione affinché le situazioni si possano risolvere, credo che sia anche interesse loro che ciò avvenga e non solo di Confindustria. Ci sono stati comportamenti che non sono stati fatti personali ma quasi…incomprensioni che penso di riuscire ad appianare.
Una delle questioni per cui hanno più preso le distanze dal suo predecessore Zanasi attiene ai presunti ammanchi in Cassa edile.
Non conosco proprio la vicenda di Cassa edile. Quello che posso dire è che quelli di Ance, anziché minacciare, potevano farci capire meglio. Con loro, ripeto, non ho alcun problema tant'è che ci sono tre loro uomini nel consiglio generale di Confindustria e tutti loro hanno votato per me. Penso che sia l'inizio di un dialogo. Il presidente Zanasi mi ha passato il testimone in maniera assolutamente corretta. Di situazioni economiche discutibili non so nulla e ritengo che ci siano state piuttosto incomprensioni. Se quelli di Ance fossero stati chiari…Io non c'entro niente con Cassa edile, non ne so nulla e non mi sono voluto infilare in questa situazione. Li ho sentiti prima della mia elezione, ero pronto a collaborare con loro anche dialetticamente. Ora le questioni relative a Cassa edile sono in mano alla giustizia, ma penso che il 90% dei nostri associati non sappia nemmeno di che si tratta.
Ma ci sono anche quei 700mila euro prestati da Ance a Confindustria e da restituire.
Ance è sempre stata in Confindustria. Quei soldi rientravano in accordi presi da tanto tempo, Confindustria ha rateizzato la restituzione e vi sta mantenendo fede. Era tutto concordato. Non so quali fossero i motivi di tale prestito, sicuramente dipese dal fatto che si era parte di un progetto comune.
Lei è stato anche vicesindaco, ha vissuto dunque l’esperienza di amministratore comunale. Come intende rapportarsi con l’amministrazione Episcopo?
Credo di meritarmi tre mesi di rodaggio, necessari per capire meglio, per presentarmi alle istituzioni e per farmi un quadro di quelle che saranno le linee programmatiche con l’ascolto di tutti. Con l'amministrazione comunale abbiamo tanto di cui discutere, dall'assenza del 5G al rifacimento delle strade, ai vari progetti economici e industriali.
E’ stato rievocato nei giorni scorsi il suo impegno per il teatro Mediterraneo, che rinascerà nei prossimi anni.
Sa qual è stato il grave problema che l’ha ridotto nelle condizioni attuali? Ogni anno veniva lasciato incustodito e non controllato, questo ne ha provocato la vandalizzazione e il degrado indisturbati.
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