Tra i molteplici incarichi legali affidati da Arca Capitanata nei giorni scorsi ce n’è uno che vede, a detta degli addetti ai lavori della politica nostrana, una chiara vicinanza tra l’amministratore unico dell’ente Pippo Liscio e l’avvocato prescelto. Si tratta di quello affidato al sanseverese Gigi Damone, che oggi è lontano dalla politica attiva ma resta comunque orbitante nell’area del civismo legato agli emilianisti di CON, guidati a livello provinciale da Rosario Cusmai. Ovvero quella stessa CON che ha indicato Liscio per il vertice dell’Agenzia regionale per la casa e l’abitare. Nella delibera firmata dall’amministratore unico cerignolano lo scorso 18 febbraio, si spiega che il 20 gennaio scorso è stata acquisita la notifica dell’avvocato Roberto D’Addabbo nell’interesse L.P. & S. S.c. a r.l., del ricorso in appello presso il Consiglio di Stato della sentenza emessa dal TAR Puglia-Bari pubblicata il 30 dicembre 2024. Tale sentenza ha rigettato la domanda formulata dalla controparte con condanna alle spese legali in favore di Arca Capitanata.
Liscio ha disposto la costituzione dell’Agenzia in appello, per resistere, e la nomina, ai fini del conferimento del relativo incarico legale, dell’avvocato Luigi Valentino Damone del Foro di Foggia, presente nell’elenco degli avvocati accreditati di Arca Capitanata.
Il compenso per il relativo incarico legale viene determinato, in ossequio al principio dell’equo compenso, in conformità ai valori medi dello scaglione di riferimento di cui alle tabelle ministeriali, ridotti nella percentuale massima in esso consentita.
Pertanto, spiega Liscio nel proprio atto, il corrispettivo si quantifica in 9.532,43 euro, di cui 6.533 euro per corrispettivo.
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