Ordinanza anti-malamovida ispirata da Bari: ira della Sindaca contro il Pd e la ricerca del sostegno M5S

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Non si placano le polemiche a Foggia dopo l’ordinanza anti-malamovida firmata dalla sindaca Marida Episcopo. Perché agire indiscriminatamente nei confronti di tutti i locali notturni, anziché inviare la Polizia municipale (irrobustita con le recenti assunzioni) per sanzionare solo gli esercenti fuorilegge? E’ questo l’interrogativo che alberga anche all’interno di Palazzo di città. “Si sa perfettamente, ad esempio, quali sono i due-tre locali di via Dante che non rispettano le regole e hanno volumi altissimi. Perché non si agisce sul contrasto?”. Il distinguo del Pd, che si è sfilato dalla posizione della sindaca chiedendo un confronto e dunque ammettendo di volere un ripensamento del durissimo provvedimento, ha suscitato l’ira di Episcopo, su tutte le furie dopo il comunicato stampa dei dem. Sarebbe stata durissima la relazione fatta sul punto dal giovane piddino Mario Cagiano in commissione attività economiche. La sindaca si è sentita sconfessata dai dem ma non ha fatto marcia indietro, in questo supportata dalla seconda forza di maggioranza, il M5S, che le ha garantito di essere dalla sua parte e che è rassicurato dal fatto che si tratta di una misura sperimentale. Non che tra i contiani non si comprenda come sarebbe stato meglio discutere l’atto con la coalizione prima di adottarlo, ma su questo punto Episcopo avrebbe replicato che non ce n’era bisogno, trattandosi di una decisione assunta insieme al prefetto Paolo Giovanni Grieco. Ma anche tra quanti, nel campo largo, non hanno pubblicamente espresso riserve sull’ordinanza si fa notare come il testo appaia fin troppo simile all’analoga ordinanza che fu adottata a dicembre 2024 dal sindaco di Bari Vito Leccese e poi ritirata dopo il confronto con le associazioni di categoria. Poneva regole stringentissime come quelle di Foggia.

“Dalle ore 00.01 del 17/10/2024 alle ore 24.00 del 04/12/2024, salvo proroga, i seguenti divieti di per tutte le attività commerciali, artigiani alimentari per asporto, pubblici esercizi, distributori automatici, commercio in forma ambulante e truck-food, nell’area urbana del cd. quartiere Umbertino. Divieto di vendita e somministrazione per asporto di alimenti e bevande, di qualunque tipo, alcoliche e analcoliche: a. dalle ore 23.00 alle ore 07.00 dalla domenica al mercoledì; b. dalle ore 24.00 alle ore 7.00 dal giovedì al sabato. Divieto di somministrazione e vendita di alimenti e bevande di qualunque tipo, alcoliche e analcoliche, nei dehors e su tavoli e sedie, che insistono su suolo pubblico, qualunque sia il titolo per l’occupazione: a. dalle ore 24.00 fino alle ore 07.00 delle giornate successive dalla domenica al mercoledì. Dopo le 24.00 e fino alla chiusura la consumazione di cibi e bevande potrà avvenire esclusivamente all’interno dei locali che dalle 24.00 dovranno avere porte e finestre chiuse per evitare di contribuire all’immissione di rumore nella pubblica via; b. dalle ore 01.00 alle ore 7.00 nei giorni di venerdì, sabato e domenica. Dopo le 01.00 e fino alla chiusura la consumazione di cibi e bevande potrà avvenire esclusivamente all’interno dei locali che dalle 01.00 dovranno avere porte e finestre chiuse per evitare di contribuire all’immissione di rumore nella pubblica via. Si dispone la chiusura di tutte le attività commerciali, artigianali alimentari per asporto, pubblici esercizi alle ore 2.00 e fino alle ore 6.00 salvo che il locale sia dotato di certificato di insonorizzazione e valutazione previsionale di impatto acustico. Divieto di nuove concessioni di suolo pubblico con dehor, tavoli, sedie e ombrelloni, anche mediante procedura semplificata, nel periodo di vigenza del presente atto in tutta l’area sopra delimitata”. 

E c’è chi già parla di copia e incolla, fatto in presenza di situazioni dissimili tra loro. 

“Il disastro continua. Oltre a non essere in grado di risolvere uno solo dei problemi della città, a dimostrare assoluta incapacità di programmarne il futuro, ad offrire continui esempi di volgarità, con queste iniziative bizzarre questa amministrazione, e in particolare la sindaca, riuscirà a mortificare quei pochi scampoli di vitalità della città. Mi vergogno di averla votata”, dice senza mezzi termini un professionista da sempre elettore di centrosinistra. 

“Nasce dall’esigenza di tutelare il sonno e il riposo delle persone, salvaguardare la salute e l’incolumità delle persone e in particolare dei minorenni, prevenire episodi di violenza provocati da ubriachezza molesta e stati di alterazione psicofisica”, si è difesa Episcopo. 

“Il Comune di Foggia ha ricevuto una diffida da parte di uno studio legale in rappresentanza di alcuni residenti del centro storico, per mancata attuazione di provvedimenti in materia di disturbo alla quiete pubblica. Sempre da parte dei residenti nelle varie zone del centro sono pervenute nel tempo numerose e continuative segnalazioni con raccolta di firme, chiamate notturne alla centrale operativa della Polizia locale e delle altre forze dell’ordine, e sono state avviate iniziative di protesta e aperto dissenso per l’inerzia amministrativa. Il 12 febbraio scorso è stata emanata dal prefetto di Foggia un’ordinanza che ha istituito le  “zone rosse” nel centro cittadino: era necessario da parte dell’amministrazione intervenire per un’azione sinergica da parte delle istituzioni. La sindaca è intervenuta anche e soprattutto quale massima autorità sanitaria sul territorio a tutela della salute pubblica. Sin dal periodo antecedente l’emissione dell’ordinanza prefettizia, sono avvenuti diversi incontri tra forze dell’ordine e istituzioni per affrontare le problematiche legata alla movida. Il 19 febbraio sono state convocate a Palazzo di città le associazioni di categoria dei commercianti di Foggia maggiormente rappresentative e sono state informate della prossima adozione di un provvedimento finalizzato a introdurre misure volte a contemperare gli interessi degli esercenti e quelli dei residenti, e tutelare la vivibilità e la sicurezza. In numerose città italiane e della Puglia sono vigenti provvedimenti analoghi e con orari più restrittivi, in materia di vendita per asporto e di consumo all’aperto”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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