Manca ancora la quadra nella maggioranza della sindaca Episcopo, a Foggia, rispetto all’housing sociale. La discussione consiliare è destinata a slittare, sebbene la presidente dell’assise Lia Azzarone (Pd), cogliendo di sorpresa la stessa sindaca, l’avesse promessa lo scorso 27 febbraio per la successiva seduta. Il super assessore piddino a lavori pubblici e urbanistica Giuseppe Galasso dal 2024 sollecita una delibera che ponga la pietra tombale sul vetusto programma, considerato non più rispondente alle esigenze attuali della città capoluogo e incompatibile con le previsioni del PUG del professor Karrer. Chi si sta dando da fare per una soluzione alternativa, che tenga insieme la pietra tombale sul programma e la conclusione del PUG è il consigliere M5S Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio.
“È stata presentata una nuova proposta di delibera da parte dell'assessore Galasso, sostanzialmente analoga a quella dei mesi scorsi ma in cui si dà conto anche del parere reso dall'Avvocatura”, afferma Quarato a l’Attacco.
“Questa proposta non trova però ancora una condivisione unanime in maggioranza, per cui sto lavorando ad una proposta alternativa che dovrebbe garantire tutti. L'obiettivo principale resta il PUG, nelle cui linee di indirizzo è necessario inserire il fabbisogno abitativo che si rinviene dal bando del social housing. In una nota il professor Karrer ha indicato come punto critico lo squilibrio che si verrebbe a creare se dovessimo proseguire con l'iter dell'housing sociale, perché il fabbisogno abitativo attuale non è più quello del 2008: allora si aggirava sui 15mila alloggi, mentre oggi a spanne Karrer valuta in 5mila alloggi l'edilizia residenziale emergente, cioè le nuove edificazioni che sarebbero necessarie. Karrer ci suggerisce, tra le righe, di adottare una pianificazione territoriale più ampia che intervenga nelle zone dove c'è più bisogno di rigenerazione, di nuova viabilità, di nuovi spazi verdi e in cui potremmo comunque prevedere quei 350 alloggi di edilizia sociale senza però ipotecare il futuro della città che vogliamo perseguire. Noi come M5S ponemmo da subito il tema della ineludibilità del PUG”, continua l’ingegnere.
“Non devono essere disconosciuti gli obiettivi iniziali cui puntava il social housing, ovvero trovare una soluzione al disagio abitativo, ma 17 anni dopo è evidente che sono cambiate le condizioni generali e le esigenze della città. Il programma di housing sociale è troppo invasivo rispetto alla pianificazione generale, secondo Karrer. Adesso tocca a noi dargli l'indirizzo giusto, ovvero ridisegnare la città ricordando questo fabbisogno di edilizia sociale, che va inserito in un piano più ampio”.
Il contiano è convinto che la propria proposta possa rappresentare il giusto punto di sintesi. “L’Avvocatura ci ha detto che se l'interesse pubblico è superato il consiglio comunale lo deve affermare con un'adeguata motivazione. Ebbene, quale motivazione migliore se non dire che esiste un interesse pubblico più generale di quello specifico legato al social housing? Sono convinto che come consiglieri non ci verrebbero riconosciute responsabilità di carattere patrimoniale ed economico. Le cause giudiziarie vanno avanti secondo il proprio iter, noi però facciamo altro ed esprimiamo l'indirizzo finalizzato allo sviluppo della città. Per me l’esigenza di edilizia sociale deve trovare spazio, va integrata nel PUG. Se il fabbisogno emergente è dato da 5mila alloggi circa, allora 350 alloggi si possono tranquillamente integrare. Potrebbe essere un'altra piccola zona 167 in una area già urbanizzata e quindi non da far nascere ex novo”.
Che fine farebbero le azioni giudiziarie delle imprese coinvolte nell’housing sociale? “Alcuni suoli proposti potrebbero rientrare nella pianificazione del PUG, valuterà Karrer, ma non succederà ovviamente per tutte le imprese. Peraltro, anche a voler concludere positivamente l’housing sociale non si saprebbe cosa far firmare alle imprese, visto che non c'è ancora un accordo di programma tra Regione e Comune poiché siamo in uno stato precedente dell’iter. Questo è il momento per dire che l'iter ci crea più problemi che vantaggi, va ricordato che il PRG Benevolo è del ‘92 e che da allora è mutato tutto”.
Cosa frena il consiglio comunale? “Il timore di condanne, che per me è un po' eccessivo. Noi dobbiamo rispondere non tanto imprese quanto alla richiesta che fu avanzata dalla Regione Puglia nel 2022, all'allora commissione straordinaria in carica presso il Comune di Foggia, chiedendo se ci fosse ancora un interesse pubblico per il social housing. Oggi non dobbiamo affermare se le sentenze siano giuste ma se sia più giusto fare una pianificazione generale piuttosto che il programma di housing sociale. La nostra proposta è strettamente legata all'accelerazione sul PUG”, continua Quarato.
“La discussione è in atto nel Pd come negli altri gruppi consiliari, perché tutti vogliono essere sereni rispetto alla scelta da fare. L'eventuale soccombenza? E’ come giocare al lotto. Peraltro ho letto di cifre veramente spropositate, fuori da ogni logica e del tutto fantasiose, come 25 milioni per impresa. Le imprese per me hanno veramente poco da rivendicare, se non niente, avendo sottoscritto la clausola liberatoria. La stessa Avvocatura ci dice che possiamo uscire dal programma purché con un'adeguata motivazione proprio grazie a questa liberatoria. Le spese tecniche sostenute nel frattempo dalle imprese sono veramente minimali e non certo dipendono da noi consiglieri comunali. Oggi, obiettivamente, non si può più insistere su questo programma mentre dobbiamo necessariamente ultimare il PUG. Puntiamo a concordare con la maggioranza una linea comune, la mia speranza è che entro la fine di marzo si possa arrivare a questa intesa e all'approvazione da parte del consiglio comunale”.
“In commissione territorio, su impulso del M5S, stiamo facendo un lavoro enorme per integrare e migliorare il testo e per renderlo rispondente alle necessità della città”, fa eco il consigliere contiano Francesco Strippoli. “La prima delibera arrivata in aula, come risaputo, è stata da noi bloccata e rinviata per assenza del parere legale che possa permettere a tutti i consiglieri di inquadrare ancora meglio la questione. Questo parere ora ci è pervenuto e quello che si evince è molto chiaro e conferma quanto da noi sempre sostenuto: il vecchio ed ormai impraticabile piano di housing del 2009, anzi appeso dal 2009, che prevede un insensato consumo di suolo ed un'ulteriore espansione di una città già oggi ingestibile (ottava in Italia per estensione a fronte di 146mila abitanti) e in preda ad una drammatica crisi demografica, può essere accantonato ma con una motivazione "rafforzata" del perché non sussisterebbe l'interesse pubblico, in senso urbanistico”.
“L'unica motivazione percorribile e coerente per noi è quella di rispondere in maniera più efficace e concreta all'elemento che merita più attenzione: le case popolari. E lo si può e deve fare nell'ottica della rigenerazione e riqualificazione urbana dell'esistente. Quindi l'unica via è sostituire quel programma con dei chiari indirizzi al PUG in tal senso e con un fitto cronoprogramma per adottare questo strumento che chiuderà finalmente la stagione delle varianti urbanistiche e dei piccoli interessi privati di qualche costruttore, in favore di un Piano urbanistico chiaro ed onnicomprensivo delle risposte che servono alla città. Penso possa essere la più grande e generosa azione che la politica possa aver mai fatto da 30 anni a questa parte a Foggia”, conclude Strippoli.
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