L’indiscrezione rivelata ieri da l’Attacco ha trovato conferma: nel Pd, a cominciare dalla presidente del consiglio Lia Azzarone, non hanno affatto gradito la durissima ordinanza anti-malamovida firmata dalla sindaca Marida Episcopo senza un previo confronto con la maggioranza. “Il Pd di Foggia ritiene fondamentale aprire un confronto con cittadini, residenti e associazioni di categoria per mettere a punto soluzioni efficaci ed equilibrate sul tema della malamovida”, dicono i dem. “Un dibattito di questo tipo sta attraversando molte città italiane, che si stanno interrogando su come bilanciare il diritto al riposo e alla sicurezza con la necessità di preservare spazi di socialità e sostenere le attività economiche. È essenziale tutelare la quiete pubblica senza penalizzare chi rispetta le regole, compresi gli esercizi commerciali che operano in modo regolare e contribuiscono all’economia locale. Alcune misure restrittive rischiano di colpire indiscriminatamente tutti, senza distinguere tra chi crea disagi e chi vive la città in modo responsabile. Il Pd di Foggia si impegna quindi a favorire un dialogo costruttivo tra l’amministrazione comunale e la comunità per trovare le migliori soluzioni per garantire il giusto equilibrio tra sicurezza, vivibilità e diritto alla socialità”. Lo stesso assessore alle attività produttive Lorenzo Frattarolo (Tempi Nuovi) e i componenti della commissione attività economiche non avrebbero per nulla apprezzato di non aver saputo niente dei contenuti dell’ordinanza prima della sua adozione. A Palazzo di città in parecchi appaiono perplessi e si pongono in queste ore vari interrogativi. Perché non agire sul contrasto con la Polizia locale e scegliere invece di colpire tutti, buoni e cattivi esercenti? Peraltro, stando ai rumors di Palazzo di città, uno dei locali più rumorosi apparterrebbe al marito di una funzionaria comunale, vicina al dirigente Paolo Affatato. Un motivo di imbarazzo in più.
Tuona anche Confcommercio, che ieri - unitamente alle sigle sindacali provinciali di Confartigianato, Confesercenti, CNA - ha inviato una richiesta di incontro urgente alla sindaca di Foggia per discutere dell'ordinanza.
"La disposizione è stata letta e condivisa dalle basi associative delle imprese coinvolte e risulta necessario un confronto costruttivo sul tema. Siamo ben consapevoli della necessità di mettere in campo misure di contrasto agli episodi di degrado urbano, ed è nostra intenzione favorirle, ma intravediamo nell’ordinanza interventi volti a penalizzare gli imprenditori del settore. Per questo motivo auspichiamo, insieme alle altre associazioni di categoria, che l’amministrazione possa riconsiderare alcuni aspetti dell’ordinanza stessa per garantire un giusto equilibrio tra esigenze di sicurezza e tutela del tessuto urbano locale. Le misure adottate, e valide dal 14 marzo, come abbiamo segnalato nella richiesta di incontro possono avere un impatto negativo sia sulle imprese, già provate da anni di crisi e difficoltà, che sul perimetro urbano individuato, già colpito dal triste fenomeno della desertificazione urbana”, ha commentato il presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia provincia di Foggia, Antonio Metauro.
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